A Spilimbergo la telemedicina entra stabilmente nelle strutture residenziali per anziani e, secondo le prime stime, consente di ridurre del 20% gli accessi impropri al pronto soccorso. Il dato emerge dall’avvio di un progetto che integra strumenti diagnostici digitali e percorsi di presa in carico personalizzati direttamente all’interno delle case di riposo cittadine.
L’iniziativa nasce per rispondere a un’esigenza sempre più pressante: l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche. In Italia il 24% dei cittadini ha più di 65 anni, una fascia d’età che presenta un’alta incidenza di diabete, malattie cardiovascolari e respiratorie, condizioni che spesso determinano accessi ospedalieri evitabili.
Un ambulatorio digitale nelle residenze
Il progetto prevede l’attivazione di un ambulatorio digitale attrezzato con strumenti per elettrocardiografia portatile, saturimetria, spirometria, dermatoscopia digitale, retinografia e polisonnografia. Sono inoltre disponibili dispositivi per l’autoanalisi di sangue e urine.
Le tecnologie, sviluppate dalla società MedEA, permettono di effettuare controlli diagnostici direttamente in struttura, limitando la necessità di trasferimenti verso ospedali o pronto soccorso. L’obiettivo è intercettare precocemente eventuali criticità cliniche e gestire le cronicità con maggiore continuità.
Valutazione iniziale e controlli programmati
Ogni ospite è sottoposto a un primo inquadramento diagnostico per valutare lo stato di salute generale e la presenza di patologie croniche come insufficienza renale, cardiopatie o diabete. Sulla base di questa valutazione viene definito un piano di follow-up annuale, con controlli periodici in telemedicina.
Il monitoraggio costante consente di intervenire prima che le condizioni si aggravino, riducendo così il ricorso non urgente al pronto soccorso. La riduzione stimata del 20% degli accessi impropri rappresenta uno degli indicatori principali dell’impatto organizzativo del progetto.
Effetti su qualità della vita e costi sanitari
Secondo i dati disponibili, gli anziani convivono in media con otto giorni al mese di cattiva salute, cinque legati a disturbi fisici e tre a condizioni psicologiche. Una gestione più strutturata delle cronicità può contribuire a contenere questo dato, favorendo interventi tempestivi e una maggiore aderenza ai percorsi terapeutici.
Accanto ai benefici clinici, si evidenziano ricadute sul piano economico: la diminuzione dei ricoveri evitabili e dei trasporti sanitari comporta una riduzione dei costi per il sistema sanitario, con un ritorno dell’investimento previsto entro il primo anno di attività.
