Cosa prevede la riforma del SSN

Il 12 gennaio il Consiglio dei Ministri ha approvato il testo che introduce nuove strutture sanitarie, modifica le discipline di MMG e pediatri e cerca di potenziare la sanità territoriale
Il 12 gennaio il Consiglio dei Ministri ha approvato il testo che introduce nuove strutture sanitarie, modifica le discipline di MMG e pediatri e cerca di potenziare la sanità territoriale

La riforma del Servizio Sanitario Nazionale travolge numerosi aspetti della nostra articolata rete di cura: nascono nuovi tipi di ospedali, vengono modificate le discipline di medici di famiglia e pediatri e si interviene anche su salute mentale, sostegno alle malattie croniche e digitalizzazione. Il Ministero attraverso tutte queste modifiche intende creare nuove reti di cura, anche tempo-dipendenti, che possano dare nuova linfa alla sanità territoriale. In questo contesto, rimane centrale il tema delle risorse visto che i provvedimenti dovranno essere a neutralità finanziaria. Il Parlamento, tuttavia, può decidere di stanziare ulteriori risorse tramite provvedimenti ad hoc e il risultato dell’intero sforzo riformativo dipenderà anche da questi eventuali finanziamenti una tantum.

Un nuovo ordinamento degli ospedali

Ci sono delle nuove aggiunte nella classificazione delle strutture ospedaliere: a quelli di base, di primo e di secondo livello si aggiungono gli ospedali di terzo livello e gli ospedali elettivi. I primi consistono in strutture ospedaliere di eccellenza a livello nazionale con bacino di utenza nazionale e sovranazionale. Rientrano in questo novero anche le strutture in cui la titolarità e la gestione delle attività assistenziali sono direttamente e integralmente riconducibili a fondazioni, associazioni o altri enti privati, anche a carattere religioso, che operino esclusivamente senza scopo di lucro. Per essere insignito del grado di ospedale di terzo livello bisogna rispettare requisiti, omogenei a livello nazionale, riguardanti:

  • numerosità assoluta e peso medio relativo ai diagnosis-related group (DRG) della casistica trattata dalla struttura;
  • positiva valutazione in merito al possesso di elevati standard di qualità;
  • quota di assistiti provenienti da altre Regioni, diverse da quella in cui ha sede la struttura, fatta salva la quota relativa alla mobilità di confine;
  • attività di ricerca svolta nell’ambito della struttura e del relativo impatto in merito al trasferimento tecnologico e alla formazione degli operatori.

Gli ospedali elettivi, invece, corrispondono alle strutture ospedaliere per acuti prive di Pronto Soccorso. Per l’individuazione di questi complessi elettivi sono adottati criteri volti ad assicurare un collegamento in tempo utile con le strutture che compongono la rete dell’emergenza-urgenza di riferimento presenti in altre strutture ospedaliere di livello superiore. Farà parte di questi requisiti anche un tempo massimo, uniforme a livello nazionale, per la percorrenza della distanza che li divide dai Pronto Soccorso.

L’attenzione su salute mentale e bioetica clinica

L’esecutivo ha intenzione di valorizzare la bioetica clinica e i servizi relativi alla salute mentale. La prima valorizzazione avverrà nell’ambito delle AST e AO e attraverso l’introduzione e l’implementazione di modelli organizzativi basati sulla centralità della persona, sui percorsi di cura e sull’umanizzazione dell’assistenza. La seconda, invece, riguarderà i servizi di supporto psicologico per adulti, della neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, delle dipendenze patologiche e della salute in carcere, nel rispetto dell’autonomia regionale e garantendo l’integrazione di tali servizi nel modello territoriale e distrettuale, al fine di migliorare la qualità e l’appropriatezza dell’assistenza.

La prossima gestione di emergenze e malattie croniche

Nella riforma c’è la volontà di potenziare il livello di integrazione tra ospedale e territorio, anche attraverso la revisione e l’aggiornamento della disciplina in materia di modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale. Inoltre, il Governo intende delineare indicazioni omogenee di funzionamento dei sistemi integrati di trasporto secondario e di gestione dell’emergenza e definire modelli organizzativi integrati che garantiscano ai professionisti di area clinica di sviluppare percorsi integrati di carriera.

Saranno, in aggiunta, definiti standard assistenziali, di personale delle équipe dedicate, di volumi e esiti volti all’aggiornamento e all’integrazione della vigente disciplina in materia di pazienti in condizioni croniche avanzate. Le linee guida saranno articolate secondo la natura di base o specialistica delle cure palliative erogate, alle caratteristiche del bisogno, all’intensità e complessità dell’assistenza e alla durata della presa in carico e declinati nei diversi setting assistenziali. Infine, sempre nell’ottica di implementazione della sanità territoriale, verrà riordinata la disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta e garantita la qualità e l’interoperabilità dei sistemi informativi.

Una nuova sanità territoriale

Il Governo si è impegnato inoltre ad aggiornare la declinazione del dimensionamento delle unità operative qualificabili come strutture complesse anche in ragione del relativo bacino di utenza e introdurre nuove reti assistenziali tempo-dipendenti e specialistiche, anche di livello nazionale. L’obiettivo è assicurare ai cittadini la risposta qualificata di prossimità per i bisogni di salute, a bassa/media complessità assistenziale, favorendo un modello di presa in carico volto alimitare fenomeni di mobilità. Allo stesso fine è rivolta l’implementazione dell’appropriatezza dell’offerta ospedaliera, anche attraverso la definizione di standard minimi per le attività di ricovero, articolati per area di attività e per ambito territoriale di riferimento.

Un ulteriore impegno riguarda la revisione del modello organizzativo per l’assistenza territoriale finalizzata a garantire un adeguato livello di qualità dell’assistenza a carattere sanitario per le persone non autosufficienti. Si farà particolare attenzione alla residenzialità e semi-residenzialità, definendo specifici standard anche di personale in funzione del numero di utenti assistiti, che tengano conto della necessità di garantire la presa in carico multidimensionale e la garanzia della continuità assistenziale.

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di Arrigo Bellelli

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