Sanità e LEA: cos’ha fatto il Parlamento?

La Camera avvia un’indagine conoscitiva sui LEA. Il report di Noesi delle attività parlamentari che hanno un impatto sulla governance del SSN
Il report di Noesi delle attività parlamentari che hanno un impatto sulla governance del SSN. La Camera avvia un’indagine conoscitiva sui LEA

Giovedì 15 gennaio la XII Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati ha deliberato l’avvio di un’indagine conoscitiva sull’attuazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle regioni. In Parlamento il Presidente della Commissione, l’azzurro Ugo Cappellacci, ha ricordato durante la seduta che l’Ufficio di Presidenza della commissione aveva convenuto già dalla riunione svoltasi il 10 dicembre 2025 di avviare un’indagine conoscitiva in tal senso. L’esigenza nasce dal divario sempre più marcato nella qualità, quantità ed efficienza delle prestazioni della sanità erogate dalle varie Regioni, soprattutto dopo la pandemia di COVID-19.

Le criticità nell’erogazione dei LEA

Tra le varie criticità, le solite note: tempi di attesa per le visite e le prestazioni specialistiche troppo lunghi, dotazione infrastrutturale e tecnologica molto iniqua e una sensibile differenza di capacità di spesa pro capite tra le varie Regioni. Colmare tale divario, che una volta ancora si attesta sulla direttrice Nord – Sud, ma non solo, diviene prioritario per salvaguardare il principio costituzionale di equità nell’accesso alle cure, sancito dall’articolo 32, specie alla luce della riforma dell’Autonomia Differenziata, presente nell’agenda del Governo.

Il programma dell’indagine conoscitiva parte da un punto fondamentale: il commissariamento (e il suo reiterarsi), impiegato attualmente in due regioni del Mezzogiorno, Molise e Calabria, risulta ormai non più idoneo a colmare da solo il divario tra i sistemi sanitari regionali virtuosi e quelli in ritardo.

Misurazione e monitoraggio dei LEA

Il DPCM del 12 gennaio 2017 ha fissato e suddiviso i nuovi LEA in tre macro-livelli:

  • prevenzione collettiva e sanità pubblica;
  • assistenza distrettuale;
  • assistenza ospedaliera.

L’aggiornamento e monitoraggio di questi sono affidati, rispettivamente, alla Commissione nazionale per l’aggiornamento dei LEA per e al Comitato LEA. Il Governo ne monitora l’erogazione tramite il Sistema di Garanzia dopo due anni dall’anno di riferimento ed i risultati vengono esposti nella “Relazione sull’aggiornamento dei LEA” pubblicata sul sito del Ministero della Salute.

Quali sono gli indicatori LEA

Il monitoraggio del Sistema di Garanzia prevede l’utilizzo di 88 indicatori CORE ma, attualmente, ne vengono usati solo 26. Ogni regione, per ciascuna delle tre aree, può ottenere da 0 a 100 punti e, per essere considerata adempiente, deve raggiungere la «sufficienza» di almeno 60 punti in tutte le aree. In un’analisi indipendente del 2025 condotta dalla Fondazione GIMBE sulla “Relazione 2023” è risultato che solo 13 Regioni risultavano adempienti ai LEA. Dallo studio si evince, inoltre, che il divario a livello di prestazioni sanitarie non sia più soltanto tra Nord e Sud o veda particolarmente svantaggiate solo le Regioni commissariate. Nel rapporto risultavano inadempienti in una sola area Calabria, Molise e provincia autonoma di Bolzano, mentre Abruzzo, Sicilia e Valle d’Aosta lo erano addirittura in due. 

Il traguardo dell’indagine conoscitiva 

La XII Commissione si pone, attraverso l’indagine conoscitiva, l’obiettivo di conoscere la situazione di adempimento dei LEA Regione per Regione e della normativa per l’abbattimento delle liste d’attesa. A livello operativo si procederà con un grandissimo ciclo di audizioni, che vedrà interessati 24 soggetti. Tra questi il Ministero della Salute, il MEF, l’Istituto Superiore di Sanità, la Conferenza Stato – Regioni, la Fondazione Gimbe, Associazioni sindacali e professionali che rappresentano i direttori generali e sanitari del SSN e Direttori di ASL scelti in base alle performance delle stesse. Inoltre, la Commissione ha ritenuto di effettuare missioni presso le realtà territoriali di maggior interesse. L’indagine dovrebbe concludersi entro il 30 giugno 2026.

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di Redazione Bees Sanità

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