Lettura ad alta voce in TIN: benefici per neonati pretermine

La SIN promuove la lettura ad alta voce in terapia intensiva neonatale per supportare il neurosviluppo e il legame genitore-neonato

In occasione della Giornata Mondiale della Lettura ad Alta Voce, che si celebra il 4 febbraio, la Società Italiana di Neonatologia (SIN) promuove la lettura condivisa ad alta voce per tutti i neonati, con particolare attenzione ai neonati pretermine ricoverati nei reparti di Terapia Intensiva Neonatale (TIN).

I neonati pretermine sono più a rischio di sviluppo neurologico atipico, che può riguardare aspetti motori, sensoriali, cognitivi, comportamentali e sociali, anche in assenza di lesioni cerebrali gravi. Il rischio aumenta con la prematurità, rendendo cruciale ogni intervento che possa supportare il neurosviluppo precoce.

L’importanza della stimolazione linguistica precoce

Durante la vita prenatale, la voce materna è il suono predominante: a partire dalla 28ª settimana il feto distingue intensità e timbri vocali, mentre intorno alla 32ª settimana inizia a riconoscere la voce della madre. La nascita pretermine interrompe questo canale naturale di apprendimento.

La riduzione del contatto linguistico quotidiano e i rumori dell’ambiente TIN possono ostacolare lo sviluppo del linguaggio. In media, una persona parla dalle 2,5 alle 3,5 ore al giorno, per circa 16.000 parole: senza questa esposizione, i neonati pretermine rischiano di ricevere stimoli insufficienti per lo sviluppo linguistico ed emotivo.

Benefici della lettura ad alta voce in TIN

Secondo il prof. Massimo Agosti, presidente SIN, la combinazione di ridotta esposizione prenatale al linguaggio, ambiente uditivo stressante e limitata comunicazione diretta con i genitori rappresenta un rischio per lo sviluppo del linguaggio e dell’autoregolazione emotiva.

La lettura ad alta voce in TIN offre così numerosi vantaggi:

  • favorisce le vocalizzazioni neonatali
  • migliora lo sviluppo del linguaggio espressivo
  • rafforza il legame affettivo genitore-neonato
  • sostiene la regolazione emotiva del neonato

Uno studio condotto dalla TIN dell’Ospedale Bufalini di Cesena, in collaborazione con l’Università di Bologna, ha evidenziato che i neonati esposti alla lettura ad alta voce mostrano punteggi più stabili nelle scale di neurosviluppo rispetto ai bambini non esposti.

Iniziative SIN a sostegno della lettura

La SIN ha donato a tutti i centri di neonatologia italiani il libro “Nel tuo abbraccio”, un viaggio in rima nella Carta dei diritti del bambino nato prematuro, ideato da Vivere ETS con supervisione scientifica della SIN e della SIN INF, edito da Carthusia.

Inoltre, la SIN sostiene il programma Nati per leggere, che promuove la lettura ad alta voce dai 0 ai 6 anni, rafforzando la relazione genitore-figlio e favorendo la cultura relazionale nei primi anni di vita.

Lettura ad alta voce e cura collaborativa

La presenza dei genitori in TIN, favorita dall’apertura H24 dei reparti, è ormai uno standard assistenziale riconosciuto perchè migliora il neurosviluppo, riduce le infezioni e favorisce l’allattamento al seno.

Così come sottolinea la dott.ssa Irene Papa, segretaria del Gruppo di studio care neonatale della SIN, “la lettura in TIN è un intervento semplice ma efficace, che unisce genitori e neonati e sostiene lo sviluppo fisico ed emotivo nei primi 1000 giorni di vita”.

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di Carlotta Ferrante

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