Melanoma e protezione solare: il 72% delle famiglie non si protegge in città, l’allarme degli esperti

Melanoma e raggi UV: il 72% delle famiglie non usa protezione solare in città. Il professor Paolo De Giorgi spiega come prevenire il tumore della pelle tutto l’anno.
Raggi UV

La protezione solare non dovrebbe essere una buona abitudine riservata soltanto alle vacanze al mare. Eppure, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Dermatology Reports, il 72% delle famiglie non utilizza adeguate misure di fotoprotezione nella vita quotidiana. Un dato che accende i riflettori sul rischio legato all’esposizione ai raggi UV durante passeggiate, attività sportive e momenti trascorsi all’aperto, soprattutto per i bambini. Ne parliamo con Professor Paolo De Giorgi, che spiega perché la prevenzione del melanoma debba diventare una routine quotidiana e non limitarsi alla stagione estiva.

Professor de Giorgi, la ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Dermatology Reports evidenzia che il 72% delle famiglie non utilizza protezione solare in città: perché continuiamo ad associare il rischio melanoma quasi esclusivamente alle vacanze al mare?

Perché culturalmente abbiamo imparato a collegare il sole al mare, all’estate, alla spiaggia e alla scottatura visibile. È un’associazione molto radicata, alimentata anche da anni di campagne in cui il simbolo della fotoprotezione era l’ombrellone.

Ma il sole non “fa male” solo al mare. I raggi ultravioletti raggiungono la pelle anche in città, al parco, durante una passeggiata, andando a scuola, facendo sport o semplicemente trascorrendo tempo all’aperto. Il dato del 72% ci dice proprio questo: molte famiglie proteggono la pelle in vacanza, ma abbassano la guardia nella vita quotidiana.

Quanto incide l’esposizione quotidiana ai raggi UV — durante passeggiate, sport o attività all’aperto — sul rischio di sviluppare un melanoma?

Incide più di quanto si pensi. Il rischio non dipende solo dalla grande esposizione estiva concentrata in pochi giorni, ma anche dalla somma delle esposizioni nel tempo e dagli episodi di scottatura. La pelle ha memoria: ogni esposizione non protetta contribuisce al danno cumulativo provocato dai raggi UV.

Per questo una partita all’aperto, una gita, il tragitto casa-scuola o un pomeriggio al parco non devono essere considerati situazioni “neutre”. La prevenzione deve diventare un’abitudine quotidiana, non un gesto da riservare alla spiaggia.

I bambini sembrano essere tra i soggetti più esposti: quali errori fanno più spesso i genitori nella fotoprotezione dei più piccoli?

L’errore più frequente è pensare che il bambino debba essere protetto solo quando “prende il sole”. In realtà i bambini sono esposti moltissimo durante il gioco, lo sport, la ricreazione, le attività all’aperto. Un altro errore è affidarsi solo alla crema, magari applicata una volta sola al mattino.

La fotoprotezione corretta è fatta di più misure: ombra, cappello, occhiali, indumenti adeguati e crema solare ad alta protezione sulle zone scoperte, da riapplicare con regolarità. Inoltre i bambini non sono autonomi nella prevenzione: dipendono dagli adulti. Sta ai genitori trasformare la protezione solare in un gesto normale, come allacciare la cintura in auto.

Quali sono le regole fondamentali per una corretta prevenzione del melanoma durante tutto l’anno e non solo in estate?

La prima regola è guardare il sole in modo diverso: non come un rischio solo estivo, ma come un’esposizione quotidiana da gestire. Bisogna evitare le ore di maggiore intensità solare quando possibile, cercare l’ombra, usare cappelli a tesa larga, occhiali da sole e indumenti protettivi.

La crema deve essere ad ampio spettro, con protezione adeguata, applicata in quantità sufficiente e riapplicata ogni due ore, o dopo sudorazione intensa e bagno. È importante proteggersi anche in montagna, in primavera, nelle giornate nuvolose e durante lo sport. E poi va evitato l’uso di lampade abbronzanti: non sono una preparazione sicura al sole, ma una fonte aggiuntiva di raggi UV.

Oggi si parla molto anche di familiarità genetica: quanto conta avere casi di melanoma in famiglia nel valutare il proprio rischio personale?

Conta, e va sempre riferito al dermatologo. Avere casi di melanoma in famiglia, soprattutto tra parenti stretti, può aumentare il rischio personale e richiede una valutazione più attenta. Ma la familiarità non è una condanna: è un’informazione utile per costruire una prevenzione personalizzata.

Il rischio dipende anche da altri fattori: fototipo chiaro, tendenza a scottarsi, numero elevato di nei, nei atipici, precedenti scottature importanti, esposizione ai raggi UV e storia personale di tumori cutanei. Chi ha familiarità deve essere ancora più rigoroso nella protezione e nei controlli, senza aspettare che compaia un problema.

Quanto sono importanti i controlli dermatologici periodici e l’auto-osservazione dei nei nella diagnosi precoce?

Sono fondamentali. Il melanoma, se individuato precocemente, può essere trattato con maggiori possibilità di successo. Il controllo dermatologico permette di valutare i nei con strumenti specifici, come la dermatoscopia, e di stabilire un calendario di sorveglianza adatto al profilo di rischio della persona.

Ma anche l’auto-osservazione ha un ruolo decisivo: bisogna imparare a conoscere la propria pelle e segnalare cambiamenti di forma, colore, dimensione, bordi, oppure un neo diverso dagli altri, che cresce, sanguina, prude o compare improvvisamente. Il messaggio è semplice: non bisogna diventare ossessivi, ma attenti.

Cosa si sente di dire alle famiglie che sottovalutano ancora l’importanza della protezione solare nella vita quotidiana?

Direi che proteggere la pelle dei bambini oggi significa ridurre un rischio domani. Non si tratta di avere paura del sole: il sole fa parte della vita, dello sport, del gioco, della socialità. Si tratta di esporsi con intelligenza. La protezione solare non deve essere vista come un gesto eccezionale da vacanza, ma come una routine familiare.

I nostri dati mostrano che molte famiglie sono attente al mare ma dimenticano la città, e questo è il punto da cambiare. Il melanoma si previene anche nei giorni ordinari: andando al parco, facendo sport, camminando per strada. La prevenzione più efficace è quella che diventa abitudine.

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di Carlotta Ferrante

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