Medicina termale nel SSN, ogni anno circa 13 milioni di prestazioni 

Federterme presenta i dati sull'attività del comparto. Malattie reumatiche e patologie respiratorie tra le principali indicazioni, mentre un recente accordo apre alla possibilità di incrementare del 5% le prestazioni erogate dalle Regioni.
medicina termale servizio sanitario

In Italia il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) garantisce ogni anno circa 13 milioni di prestazioni di medicina termale, corrispondenti a circa un milione di cicli terapeutici: secondo i dati diffusi da Federterme Confindustria in occasione del convegno “Medicina termale nel SSN. Il contributo della ricerca tra prevenzione, cura e riabilitazione”, l’assistenza termale assorbe circa 100 milioni di euro, pari allo 0,12% del Fondo sanitario nazionale. 

Le principali aree di impiego 

Le cure termali sono utili soprattutto per il trattamento delle malattie reumatiche, ma trovano applicazione anche nelle patologie otorinolaringoiatriche e respiratorie, sia dell’apparato respiratorio superiore sia di quello inferiore. Tra gli altri ambiti di utilizzo rientrano la dermatologia, la gastroenterologia e alcune patologie del fegato e dei reni. 

La ricerca amplia le possibili applicazioni 

Secondo quanto illustrato da Federterme, la ricerca sta contribuendo ad ampliare le potenziali indicazioni terapeutiche della medicina termale. I fanghi, tradizionalmente impiegati nei protocolli dedicati alle patologie reumatiche, sono oggetto di studi anche per i possibili benefici in ambito respiratorio. Allo stesso tempo, le proprietà antisettiche delle acque termali e dell’idrogeno solforato vengono valutate per possibili applicazioni nelle malattie neurodegenerative. 

Le cure termali nei LEA 

Nel corso del convegno è emerso che le prestazioni termali sono incluse nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) per specifiche patologie individuate dalla normativa vigente, attualmente in fase di revisione. Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha definito la medicina termale un esempio di integrazione tra ricerca, prevenzione e cura, sottolineandone il contributo alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. 

Più prestazioni per le Regioni 

Tra le novità richiamate durante l’incontro figura l’accordo sulle cure termali del 4 giugno 2026, che introduce per le Regioni la possibilità di incrementare fino al 5% l’erogazione delle prestazioni termali. Secondo il Ministero della Salute, la misura rappresenta un investimento nell’ambito della prevenzione, settore sul quale il Governo punta a rafforzare gli interventi per riequilibrare le risorse destinate alla prevenzione rispetto a quelle assorbite dall’assistenza e dalla cura. 

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di Sara Claro

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