Bambini e digitale: rischi nell’uso precoce e nuove raccomandazioni per la salute

L’esposizione precoce al digitale nei bambini può influire su linguaggio, sonno e salute mentale. Le linee guida della SIP per un uso equilibrato degli schermi
L’esposizione precoce al digitale nei bambini può influire su linguaggio, sonno e salute mentale. Le linee guida della SIP per un uso equilibrato degli schermi

La Società Italiana di Pediatria (SIP) ha aggiornato le sue raccomandazioni basate su una revisione di oltre 6.800 studi internazionali per offrire indicazioni pratiche a famiglie, scuole e pediatri su come accompagnare i più giovani verso un uso equilibrato e sano della tecnologia. Come sottolinea la Fondazione Veronesi, l’ingresso sempre più precoce del digitale nella vita dei bambini ha effetti misurabili sul loro sviluppo, sul sonno, sulla salute mentale e sul benessere generale.

Perché l’uso precoce degli schermi può essere dannoso

La ricerca scientifica evidenzia che già nei primi anni di vita l’esposizione ai dispositivi digitali può avere conseguenze significative nel ritardo del linguaggio nei bambini sotto i 2 anni con soli 30 minuti aggiuntivi di schermo al giorno; nella riduzione del sonno di circa 15 minuti per ogni ora di schermo tra i 3 e i 5 anni e nel maggiore rischio di sovrappeso e ipertensione pediatrica con più di 50 minuti di esposizione quotidiana. 

Le nuove indicazioni della Società Italiana di Pediatria

Per proteggere la salute dei più piccoli, la SIP propone raccomandazioni chiare e basate sull’evidenza:

  • niente accesso non supervisionato a Internet prima dei 13 anni per evitare contenuti inappropriati;
  • rinviare lo smartphone personale almeno fino ai 13 anni per prevenire conseguenze sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale;
  • limitare l’uso dei social media, anche se consentito per legge;
  • evitare dispositivi digitali durante i pasti e prima di dormire;
  • promuovere attività all’aperto, giochi creativi e lettura per favorire esperienze reali

Le linee guida ribadiscono anche raccomandazioni già note: niente dispositivi sotto i 2 anni, meno di un’ora al giorno tra i 2 e i 5 anni, e meno di due ore dopo i 5 anni, sempre con supervisione degli adulti.

Il ruolo di famiglie, scuole e pediatri

L’età evolutiva è una fase di grande vulnerabilità in cui il cervello continua a plasmarsi: un uso digitale eccessivo può interferire con attenzione, apprendimento e regolazione emotiva. Per questo, secondo la SIP – la scuola e le famiglie devono lavorare insieme per sviluppare un’educazione digitale consapevole, regolando l’accesso alla tecnologia, promuovendo dialogo e supervisione e favorendo esperienze reali che stimolino la creatività e l’interazione sociale. Il medico pediatra, inoltre, assume un ruolo centrale nel monitorare le abitudini digitali dei bambini durante le visite di controllo, offrendo consulenza preventiva e guidando le famiglie verso comportamenti equilibrati.

7 consigli per una relazione sana con il digitale

La SIP propone “7 P” per aiutare genitori, educatori e pediatri a favorire un uso equilibrato della tecnologia:

  1. Posticipare: ritardare accesso autonomo a Internet e dispositivi personali;
  2. Proteggere: garantire sonno, attività fisica e relazioni reali prima del digitale;
  3. Preservare la presenza dell’adulto come modello e supervisore;
  4. Porre regole chiare sui tempi e i luoghi di utilizzo;
  5. Partecipare all’educazione digitale con dialogo e consapevolezza;
  6. Prevenire rischi e dipendenze attraverso un approccio educativo condiviso;
  7. Promuovere esperienze reali come sport, gioco creativo e attività all’aperto.

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di Carlotta Ferrante

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