Non solo nuove terapie e farmaci innovativi. Nella Giornata mondiale contro il cancro dello scorso 4 febbraio, l’attenzione si sposta su una figura spesso invisibile ma essenziale: il caregiver oncologico. È questo il messaggio lanciato dal CIPOMO, che richiama l’attenzione sul valore umano, clinico e sociale di chi ogni giorno sostiene un paziente oncologico.
Oltre 7 milioni di caregiver in Italia
Secondo i dati ISTAT, in Italia sono oltre 7 milioni le persone che assistono regolarmente un familiare senza una retribuzione formale. Una quota significativa è impegnata nell’assistenza a pazienti oncologici. La letteratura scientifica internazionale conferma l’impatto rilevante del ruolo del caregiver oncologico:
- il 61% sperimenta un carico assistenziale medio-alto;
- oltre il 70% presta assistenza per più di sei mesi;
- fino al 48% manifesta un burden psicologico significativo;
- tra il 25% e il 29% è costretto a modificare la propria attività lavorativa.
Numeri che raccontano un impegno costante, spesso silenzioso, ma decisivo nel percorso di cura.
Il caregiver oncologico: pilastro invisibile dell’assistenza
Nel contesto dell’oncologia, il caregiver oncologico svolge compiti complessi:
- gestione delle terapie domiciliari;
- monitoraggio dei sintomi;
- accompagnamento alle visite e agli esami;
- supporto psicologico quotidiano;
- organizzazione logistica e amministrativa.
Come sottolinea Paolo Tralongo, presidente del CIPOMO, senza il contributo del caregiver oncologico una parte importante delle cure non sarebbe possibile. La qualità dell’assistenza, infatti, è strettamente collegata al benessere di chi si prende cura del paziente. Le evidenze mostrano che la salute del caregiver oncologico e quella del paziente sono profondamente interconnesse: maggiore è il carico non supportato, maggiore è il rischio di stress, ansia e riduzione dell’efficacia assistenziale.
Il DDL Caregiver: un passo avanti nel riconoscimento
In questo scenario si inserisce il disegno di legge quadro approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2026, che punta a riconoscere ufficialmente la figura del caregiver familiare. Per il CIPOMO, il DDL rappresenta un passaggio fondamentale perché:
- definisce diritti e tutele;
- riconosce formalmente la funzione sociale del caregiver oncologico;
- apre la strada a misure di sostegno concrete.
Riconoscere il caregiver oncologico non è solo un atto di equità sociale, ma un investimento sulla qualità complessiva dell’assistenza oncologica.
Perché sostenere il caregiver migliora le cure
Un caregiver oncologico informato, sostenuto e tutelato:
- favorisce l’aderenza terapeutica;
- riduce il rischio di isolamento del paziente;
- migliora la gestione delle terapie domiciliari;
- contribuisce alla stabilità emotiva del malato.
La Giornata mondiale contro il cancro diventa così un’occasione per ricordare che la lotta alla malattia non si combatte solo con farmaci e tecnologie, ma anche attraverso il riconoscimento di chi condivide ogni giorno il peso della malattia.
Un modello di oncologia più umano e integrato
Il CIPOMO ribadisce il proprio impegno per rafforzare un modello di oncologia che tenga insieme:
- innovazione terapeutica;
- qualità delle cure;
- attenzione alla dimensione relazionale;
- tutela del caregiver oncologico.
Fonti internazionali
Springer Nature
https://link.springer.com/article/10.1186/s12904-026-01994-5?
NIH National Cancer Institute
https://www.cancer.gov/about-cancer/coping/family-friends/family-caregivers-hp-pdq?
Frontiers
https://www.frontiersin.org/journals/psychology/articles/10.3389/fpsyg.2023.1059605/full?
European Journal of Oncology Nursing
https://www.ejoncologynursing.com/article/S1462-3889(22)00060-6/abstract
