Povertà farmaceutica, arriva la nuova legge lombarda sul recupero e la donazione dei farmaci

Recupero dei farmaci inutilizzati, rete con il Terzo settore e un Osservatorio regionale: cosa prevede la proposta per contrastare una delle forme più diffuse di povertà sanitaria
Recupero dei farmaci inutilizzati, rete con il Terzo settore e un Osservatorio regionale: cosa prevede la proposta per contrastare una delle forme più diffuse di povertà sanitaria

La povertà farmaceutica è una delle forme più silenziose ma concrete di disuguaglianza sanitaria. In Italia, infatti, tantissime persone rinunciano alle cure perché non riescono a sostenere il costo dei farmaci necessari. Si tratta poi di un fenomeno sempre più in crescita, anche in quei territori considerati economicamente forti. In questo contesto si inserisce la Legge Regionale 4 dicembre 2025, n. 17 della Regione Lombardia, che introduce un quadro organico per il contrasto alla povertà sanitaria attraverso il recupero e la redistribuzione di medicinali e presidi sanitari inutilizzati.

«La Legge Regionale 4 dicembre 2025, n. 17 ‘Disposizioni regionali per il contrasto alla povertà sanitaria e la promozione e il sostegno delle attività solidali di recupero e donazione di medicinali, prodotti farmaceutici, beni e altri presidi sanitari invenduti o inutilizzati’ è la prima legge in Italia in tale specifico contesto», spiega Christian Garavaglia, Consigliere Regionale della Lombardia e relatore della proposta di legge.

Un fenomeno sempre più in crescita

«Questa proposta nasce in un contesto caratterizzato da una netta crescita del fenomeno – spiega Garavaglia – considerato che, nel 2024, 463.176 persone hanno dovuto rivolgersi a enti assistenziali per ottenere gratuitamente medicinali che altrimenti non avrebbero potuto acquistare. Significativo anche quanto emerge nel quadro lombardo dove, per l’anno 2022, 401 enti convenzionati con Banco Farmaceutico, hanno supportato quasi 89mila persone, con una richiesta di oltre 196mila confezioni. Durante la Giornata di Raccolta del Farmaco 2024, inoltre, sono state raccolte 144.046 confezioni, per un valore di 1,3 milioni di euro, sufficienti ad aiutare oltre 109mila cittadini».

Il Consigliere Regionale Christian Garavaglia

«Con tale legge si valorizza il ruolo fondamentale del Volontariato in un’ottica sussidiaria in quanto tra produttori, farmacie e Banco Farmaceutico, Enti del Terzo Settore (ETS) sono possibili accordi per il recupero e la donazione di medicinali, altri prodotti farmaceutici, presidi e beni sanitari».

Equità, contrasto agli sprechi e rete territoriale

Come spiegato dal Consigliere, l’obiettivo dichiarato della normativa è «superare la condizione di disagio delle persone in situazione di povertà sanitaria, favorendo un’equa ripartizione delle risorse farmaceutiche e di cura, e promuovendo al contempo il contrasto agli sprechi». La legge infatti sostiene il recupero di farmaci non scaduti provenienti da eccedenze produttive, medicinali inutilizzati non più necessari per alcuni cittadini o donazioni di privati.

«Tra le misure previste figurano un finanziamento iniziale di 200.000 euro, campagne informative e promozionali, strumenti di coprogettazione con gli ETS, la creazione di una rete coordinata tra farmacie, imprese farmaceutiche e realtà assistenziali e l’istituzione di un Osservatorio regionale sulla povertà sanitaria».

Quali farmaci possono essere recuperati

Il recupero riguarda «medicinali e altri prodotti farmaceutici invenduti o inutilizzati, non scaduti, integri e correttamente conservati. L’articolo 2 della legge prevede che un futuro Regolamento Regionale definisca in modo puntuale le tipologie di medicinali e prodotti farmaceutici oggetto delle attività solidali di recupero e donazione, in conformità alla normativa nazionale vigente, in particolare alla Legge n. 166/2016. In linea generale – prosegue – i protocolli promossi dalla Regione favoriranno il recupero di farmaci, integratori, beni e presidi sanitari non più vendibili ma ancora idonei alla somministrazione, garantendo sicurezza e qualità».

La distribuzione: il ruolo centrale del Terzo Settore

«Il sistema di distribuzione si basa sul rafforzamento della rete esistente e sulla collaborazione strutturata con gli ETS. Sarà il Regolamento Regionale a individuare le categorie di soggetti beneficiari e gli enti autorizzati alle attività di recupero e donazione. Gli Enti saranno coinvolti attivamente nella programmazione e organizzazione degli interventi a livello territoriale, anche attraverso percorsi di co-programmazione e co-progettazione, e potranno accedere a contributi economici».

«La legge punta inoltre a valorizzare l’intera filiera: industria farmaceutica, distribuzione, farmacie, Banco Farmaceutico, enti assistenziali, volontari e cittadini. Un elemento innovativo è l’implementazione di un sistema informatizzato per la gestione della raccolta, registrazione e distribuzione dei farmaci, con l’obiettivo di garantire tracciabilità, corretto utilizzo e monitoraggio continuo».

Un intervento strutturale contro la povertà sanitaria

«In sintesi la donazione e la distribuzione avverranno tramite gli ETS accreditati, in convenzione con la Regione, in un quadro normativo definito dal Regolamento Regionale, supportato da un sistema informativo per garantire efficacia e tracciabilità. La legge si inserisce così in un tentativo di risposta strutturale a un bisogno crescente, riconoscendo che l’accesso ai farmaci è una componente essenziale del diritto alla salute – conclude il Consigliere – e che il contrasto alla povertà sanitaria richiede strumenti normativi, reti territoriali e un coordinamento stabile tra pubblico e privato sociale».

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di Bernardino Ziccardi

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