A cura di Gennaro Panaciulli, Molise Dati
La Regione Molise sta sperimentando strumenti semplificati per l’aggiornamento automatico del PSS tramite le cartelle cliniche informatizzate dei MMG/PLS. Questa è la via giusta, perché un sistema “integrato e non aggiuntivo” riduce l’onere e migliora la qualità dei dati.
Documenti e tipologie disponibili
Il Molise ha integrato 14 tipologie di documenti su 16 nel suo Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) regionale: circa l’88% di copertura documentale. I documenti includono: referti di laboratorio, referti radiologici, lettere di dimissione, prescrizioni, certificati vaccinali e altri già inseriti nel sistema. Il portale del FSE Molise mette a disposizione manuali e guide per l’utente, illustrando le funzionalità del sistema.
Accesso, consenso e oscuramento
L’accesso al FSE in Molise richiede SPID, CIE o CNS. Il cittadino deve esprimere consenso esplicito per consentire che i documenti nel FSE siano consultabili da operatori per finalità di cura, prevenzione e così via. Alcuni documenti sensibili (violenza sessuale, infezioni da HIV, uso di sostanze, IVG etc.) vengono oscurati di default e sono visibili solo al cittadino e al medico che li ha prodotti, a meno che non si richieda l’abilitazione per renderli consultabili da altri operatori.
Utilizzo e partecipazione
Tra i medici l’adozione del FSE risulta molto elevata. Nel periodo compreso tra gennaio e maggio 2025, infatti, il 100% dei Medici di Medicina Generale (MMG) e dei pediatri ha effettuato almeno un’operazione sul FSE. Inoltre, tutti gli specialisti dell’ASReM risultano abilitati alla consultazione del fascicolo, segno di una piena integrazione dello strumento nella pratica professionale.
Diversa è invece la situazione dal lato dei cittadini. L’adozione da parte della popolazione è ancora molto limitata: solo il 3% dei molisani ha espresso il consenso alla consultazione dei propri documenti all’interno del FSE. Anche l’utilizzo attivo del servizio rimane basso: circa il 3% dei cittadini ha utilizzato il fascicolo nei 90 giorni precedenti alla rilevazione. Infine, per quanto riguarda l’offerta di servizi digitali disponibili tramite FSE, la Regione Molise presenta un valore pari al 24%, cioè la quota di servizi sanitari che possono attualmente essere fruiti attraverso il FSE.
Il progetto e l’evoluzione tecnologica
La Regione Molise ha avviato un processo di reingegnerizzazione del FSE per adeguarlo alle specifiche del FSE 2.0, con l’obiettivo di migliorare l’interoperabilità tra sistemi, facilitare l’accesso ai dati clinici e rafforzare l’integrazione dei servizi sanitari digitali. Un segnale concreto dell’attenzione istituzionale verso questo percorso è stato il roadshow dedicato all’“Ecosistema dei dati sanitari”, tenutosi a Campobasso il 5 maggio 2025, che ha rappresentato un momento di confronto e promozione del nuovo modello di FSE 2.0 sul territorio.
Sul fronte dell’utilizzo da parte dei professionisti sanitari, nel periodo 2024–25 il Molise si colloca tra le regioni con il 100% dei MMG e pediatri di libera scelta che hanno effettuato almeno un accesso al FSE, un dato che evidenzia un livello molto elevato di utilizzo dello strumento da parte della medicina territoriale.
Più in generale, il Molise è una delle Regioni virtuose nel processo di digitalizzazione sanitaria. Infatti, a luglio 2025 nella regione risultano disponibili 14 dei 16 documenti previsti nel FSE, un risultato superiore alla media nazionale. Parallelamente, è stata avviata anche una campagna informativa e formativa promossa insieme ad ASReM e Cittadinanzattiva Molise, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e favorire l’adozione del FSE da parte dei cittadini, degli assistenti familiari e dei tutori.
Le criticità attuali
Nonostante la buona copertura documentale del FSE, l’utilizzo da parte dei cittadini in Molise rimane ancora molto limitato. Solo il 3% della popolazione utilizza il FSE, un valore nettamente inferiore rispetto alla media nazionale, che si attesta intorno al 42%. Anche sul fronte dei servizi digitali disponibili tramite il fascicolo il livello di sviluppo è ancora parziale. Attualmente risulta attivo circa il 24% delle funzionalità potenzialmente erogabili oltre alla semplice consultazione dei documenti, un dato che indica un ampio margine di miglioramento nell’offerta di servizi digitali sanitari.
Un ulteriore elemento critico riguarda l’integrazione dei sistemi informativi delle strutture sanitarie con il FSE. Il sistema refertante delle strutture, sia pubbliche sia private accreditate, deve essere tecnicamente integrato con il fascicolo affinché i documenti clinici vengano automaticamente caricati e resi disponibili. In assenza di questa integrazione, i documenti prodotti non compaiono nel fascicolo del cittadino. Infine, il tema della conservazione digitale e dell’affidabilità dei dati, che comprende aspetti come integrità, autenticità e leggibilità nel tempo dei documenti, rappresenta una criticità che riguarda l’intero sistema sanitario italiano. In alcune realtà sanitarie, infatti, non tutte le pratiche di conservazione digitale risultano pienamente conformi agli standard previsti. Questo elemento non riguarda esclusivamente il Molise, ma costituisce una sfida più ampia a livello nazionale.
La priorità di sviluppare i CDSS in Molise
Perché i sistemi di supporto decisionale clinico funzionino bene, Molise dovrebbe:
- Migliorare il coinvolgimento cittadino, attraverso campagne informative efficaci per far conoscere il FSE e incentivi per esprimere il consenso alla consultazione dei dati;
- Espandere i servizi attivi, attivando funzionalità avanzate come alert clinici, reminder e notifiche e assicurandosi che tutte le strutture pubbliche e private accreditate integrino i loro sistemi con il FSE;
- Data Quality e standardizzazione, con la migrazione verso dati strutturati (HL7-FHIR, terminologie standard) per rendere il FSE “leggibile” da sistemi CDSS e un processo di audit sulla qualità dei dati;
- Formazione e coinvolgimento operatori sanitari, per i quali è necessario assicurare che i medici, infermieri e altri operatori sanno usare il FSE e i futuri CDSS nel loro flusso di lavoro e attuare incentivi all’uso nei processi clinici reali;
- Infrastruttura tecnologica e interoperabilità, attraverso una connessione stabile e sicura alle infrastrutture INI e un monitoraggio degli accessi per sicurezza e tracciabilità.
Una sanità più coordinata non consiste solo nell’immissione di dati in un archivio, ma nel permettere che i medici usino attivamente questi dati per decisioni migliori, tempestive e personalizzate.
In sintesi
Il vero successo del FSE 2.0 non dipenderà solo dall’infrastruttura, ma dalla capacità di far convivere innovazione, organizzazione e umanità. Serve un equilibrio tra la tecnologia che abilita, l’organizzazione che semplifica e le persone che partecipano. Il PNRR ha dato l’impulso economico, ma la fase culturale e formativa sarà quella decisiva per capire se la digitalizzazione sanitaria sarà una riforma vera o solo un aggiornamento informatico.
Il contributo del Dott. Gennaro Panaciulli fa parte del Libro Bianco di Welfair, fiera del fare Sanità, che verrà presentato il 1° aprile 2026 alla Camera dei Deputati.
