Cosa serve per governare il rischio clinico

Germano Perito (AO San Giuseppe Moscati di Avellino) spiega quante diverse dinamiche devono essere considerate quando si fa sanità

Il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino Germano Perito colloca il tema della sostenibilità sanitaria dentro un quadro che intreccia organizzazione, gestione economica e strumenti di gestione del rischio. Il ragionamento prende avvio dal contesto operativo in cui agisce Perito stesso, alla guida di Azienda Ospedaliera Moscati, e si estende alla dimensione più ampia del Servizio Sanitario Nazionale. Successivamente, pone l’attenzione sul rapporto tra stabilità finanziaria e qualità delle cure, due variabili che richiedono strumenti di valutazione sempre più raffinati. Il tema assicurativo entra come elemento strutturale di questo equilibrio, non come aspetto accessorio ma come componente gestionale che coinvolge governance, pianificazione e controllo.

Nel percorso argomentativo compare il ruolo della conoscenza organizzativa come base per qualunque strategia di copertura. La capacità di analizzare i dati interni da cui stimare esposizioni e prevedere scenari di rischio rappresenta un passaggio essenziale per orientare le scelte direzionali. Si richiama anche l’importanza del confronto tra aziende sanitarie e specialisti del settore, indicandolo come occasione per ampliare la visione e confrontare modelli operativi differenti. In questa prospettiva, il lessico della gestione del rischio si intreccia con quello della programmazione economica, delineando un campo in cui competenze amministrative e cliniche si incontrano e collaborano.

Assicurazioni, rischio clinico e strumenti di previsione

In seguito, introduce il quadro normativo che regola la responsabilità sanitaria e le sue implicazioni organizzative. Perito richiama così l’attenzione sugli obblighi che riguardano fondi dedicati e accantonamenti, elementi che incidono direttamente sulla pianificazione delle risorse. Il riferimento alla normativa diventa un punto di accesso per riflettere sui margini di incertezza ancora presenti nei criteri di calcolo e nelle modalità di applicazione, fattori che orientano le scelte delle aziende verso specifiche soluzioni di copertura.

Il discorso si sposta infine sul tema della stima del rischio e sulla necessità di strumenti capaci di misurarlo con precisione. Il Direttore Generale presenta la mappatura come passaggio operativo decisivo, utile sia per migliorare la sicurezza interna sia per rendere più chiara la posizione dell’ente nei confronti del mercato assicurativo. In questo contesto trovano spazio anche gli eventi sentinella, indicatori che richiedono analisi tempestive e azioni correttive. L’insieme di questi elementi costruisce un quadro in cui la gestione assicurativa si lega alla prevenzione, alla conoscenza dei processi e alla capacità di anticipare criticità, delineando un ambito decisionale che unisce valutazione tecnica e responsabilità strategica.

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di Tommaso Vesentini

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