Dopo il cancro: meno cibi ultraprocessati per vivere più a lungo

Ridurre il consumo di alimenti ultraprocessati dopo una diagnosi di cancro è associato a una maggiore sopravvivenza. Cosa cambia nella dieta e quali cibi privilegiare.

Secondo uno studio recentemente rilanciato da Sanità Informazione, chi riduce il consumo di cibi ultraprocessati dopo aver affrontato un tumore mostra un rischio più basso di mortalità rispetto a chi continua a seguire una dieta ricca di prodotti altamente trasformati.

Il concetto di cibi ultraprocessati si riferisce a quegli alimenti che contengono ingredienti industriali, additivi e pochi nutrienti naturali, come snack confezionati, bevande zuccherate, prodotti da forno industriali e piatti pronti. Numerose evidenze scientifiche collegano il consumo di questi alimenti a infiammazione cronica, disfunzione metabolica e un aumentato rischio di malattie croniche, inclusi alcuni tumori.

Una alimentazione più sana dopo una diagnosi di cancro può fare la differenza non solo per la qualità della vita, ma anche per la sopravvivenza a lungo termine, come sottolinea lo studio.

Lo studio: risultati e implicazioni dopo il cancro

Secondo la ricerca discussa nell’articolo, i sopravvissuti al cancro che hanno ridotto significativamente il consumo di cibi ultraprocessati dopo la diagnosi hanno mostrato un rischio di mortalità inferiore nel periodo di osservazione rispetto a coloro che non hanno modificato le proprie abitudini alimentari.

Questi risultati sono coerenti con una crescente letteratura scientifica che evidenzia il legame tra qualità della dieta e risultati clinici nelle persone con storia di malattia oncologica. Il meccanismo alla base di questo beneficio può essere legato a una migliore risposta immunitaria, riduzione dell’infiammazione sistemica e miglior controllo del peso corporeo.

Quali alimenti privilegiare: no ai cibi ultraprocessati

Per ottimizzare la dieta dopo un cancro, gli esperti raccomandano di orientarsi verso:

  • frutta fresca e verdura di stagione
  • cereali integrali e legumi
  • fonti proteiche magre (come pesce, legumi, pollame)
  • grassi salutari come quelli presenti in olio d’oliva, noci e semi

Ridurre alimenti confezionati, snack zuccherati, bibite dolci e prodotti pronti da riscaldare è invece un passo importante per migliorare l’esito nutrizionale complessivo.

Dieta e qualità di vita

Oltre alla sopravvivenza, una dieta orientata a cibi poco processati può contribuire a:

  • favorire energia quotidiana
  • mantenere un peso sano
  • ridurre disturbi gastrointestinali
  • migliorare il benessere psicologico

Questi benefici non si limitano ai pazienti oncologici, ma sono utili per chiunque desideri migliorare la propria salute a lungo termine.

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di Carlotta Ferrante

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