Uno studio longitudinale condotto dal team dell’Università di Helsinki in collaborazione con il Minerva Foundation Institute for Medical Research ha evidenziato come la storia riproduttiva di una donna, in particolare l’età in cui ha i figli e il numero di figli, può lasciare un’impronta duratura sulla sua salute e sui processi di invecchiamento biologico.
La ricerca finlandese
La ricerca, pubblicata su Nature Communications e basata sul Finnish Twin Cohort, ha coinvolto quasi 15.000 donne gemelle nate tra il 1930 e il 1957, monitorate dal 1975 fino ad oggi. Successivamente, i ricercatori hanno raccolto i dati tramite questionari sulla storia riproduttiva e successivi follow-up per analizzare gli esiti di salute a lungo termine. Una parte del campione (oltre 1.000 partecipanti) è stata analizzata anche dal punto di vista dell’invecchiamento biologico usando orologi epigenetici, strumenti che stimano l’età “biologica” delle cellule attraverso marcatori nel DNA.
Numero di figli e longevità
I risultati indicano che il numero di figli è associato alla longevità femminile:
- le donne con due o tre figli tendono a mostrare modelli di invecchiamento più favorevoli e una aspettativa di vita maggiore rispetto a quelle con molti figli o senza figli;
- le donne con più di quattro figli presentano segni di invecchiamento biologico accelerato e una durata di vita inferiore alla media.
Nonostante ciò, è bene sottolineare come i risultati mostrino che anche le donne senza figli possono invecchiare più rapidamente dal punto di vista biologico rispetto a quelle con pochi figli. Un fenomeno potenzialmente spiegabile da fattori di salute e stile di vita non completamente controllati nello studio.
Interpretazioni dello studio finlandese
Secondo i dati, avere due o tre figli in una fascia compresa tra i 24 e i 38 anni è associato a esiti biologici più favorevoli rispetto a modelli con molti figli o l’assenza di figli. Tuttavia, questi risultati rappresentano tendenze osservate su grandi campioni, non prescrizioni individuali. Lo studio apre nuove prospettive sulla salute femminile integrando prospettive demografiche, biologiche e di scienze della vita nella comprensione dell’invecchiamento e della longevità.
