Il Segretario alla Salute del governo statunitense Robert F. Kennedy Jr. ha apportato un significativo cambiamento alla strategia di prevenzione americana tagliando il numero di vaccini obbligatori da 18 a 11. Si tratta solamente dell’ultimo provvedimento intrapreso da Kennedy per contrastare l’utilizzo dei vaccini, ai quali è rinomatamente contrario. Le modifiche al piano vaccinale obbligatorio, già in vigore, secondo gli esperti eroderanno la fiducia e l’accesso ai vaccini, consentendo la diffusione delle malattie infettive e il ritorno di quelle un tempo debellate.
La direttiva presidenziale
A dicembre il Presidente Trump ha ordinato di modificare il calendario vaccinale di base per l’infanzia degli Stati Uniti per renderlo più simile a quello di altri «Paesi sviluppati comparabili», come la Danimarca. Sean O’Leary, Presidente del Comitato per le Malattie Infettive dell’American Academy of Pediatrics, ha però affermato che «il calendario vaccinale infantile americano è uno degli strumenti più approfonditi a nostra disposizione per proteggere i bambini da malattie gravi, a volte mortali. È fondamentale che qualsiasi decisione sul calendario vaccinale infantile si basi su prove, trasparenza e processi scientifici consolidati, non su confronti che trascurano le differenze cruciali tra Paesi o sistemi sanitari».
Negli USA, comunque, sono i singoli stati e non il governo federale ad avere l’autorità per imporre la vaccinazione ai bambini. Kennedy Jr. ha detto che le famiglie che vorranno farli non perderanno accesso ai vaccini e che le assicurazioni continueranno a pagarli.
Le nuove raccomandazioni
Kennedy Jr. ha eliminato il consiglio di vaccinare i bambini contro influenza, epatite A e B, meningococco, i rotavirus e virus sinciziale. Inoltre, le nuove linee guida riducono il numero di vaccini raccomandati contro il papillomavirus, riducendoli da due o tre a uno. Le raccomandazioni di vaccinazione contro l’epatite A e B, il meningococco e il virus sinciziale restano valide soltanto per alcuni gruppi considerati esposti ad alto rischio; per l’influenza e il rotavirus invece la raccomandazione spetterà eventualmente al medico curante.
L’amministrazione Trump ha preso questa decisione in un periodo in cui l’America è sul punto di perdere lo status di eliminazione del morbillo nel mezzo del più grande focolaio degli ultimi tre decenni. Nell’ultimo anno si sono verificati più casi di tetano che in oltre un decennio, e più decessi per pertosse di quanti se ne siano visti negli Stati Uniti da anni. Quasi 300 bambini sono morti per l’influenza lo scorso anno, e molti altri sono già morti in questa stagione influenzale.
Le reazioni degli esperti
Peter Hotez, Preside della National School of Tropical Medicine presso il Baylor College of Medicine al Guardian ha affermato che «il loro obiettivo a lungo termine è rendere i vaccini indisponibili imponendo richieste impossibili ai produttori di vaccini». Degli esempi sono separare i componenti del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia in iniezioni distinte o mettere in dubbio componenti sicuri ed efficaci, come gli adiuvanti a base di alluminio, in altre vaccinazioni pediatriche.
Paul Offit, medico specializzato in malattie infettive presso il Children’s Hospital of Philadelphia ed ex membro del comitato consultivo sui vaccini della Food and Drug Administration statunitense, ha sottolineato come il fatto che Kennedy stia cambiando la raccomandazione per il vaccino antinfluenzale «nel mezzo di una stagione influenzale molto grave dice molto su chi sia, cioè una persona così visceralmente anti-vaccini da essere disposta a ignorare tutti i danni che si stanno verificando intorno a lui», ha detto Offit.
