In Italia la gravidanza sta diventando sempre più tardiva e complessa, e questo fenomeno è accompagnato da un aumento dei livelli di ansia tra le future mamme. Secondo un rapporto presentato durante l’incontro “La protezione della salute materno-infantile”, promosso dalla Fondazione Onda Ets in collaborazione con la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), l’età media alla maternità è oggi di circa 34 anni e oltre una donna su cinque manifesta disturbi d’ansia durante la gravidanza.
Perché la gravidanza è considerata tardiva e complessa
Secondo quanto riportato in un articolo Ansa, il fenomeno della gravida tardiva è sempre più diffuso in molte nazioni europee, Italia compresa. La combinazione di scelte lavorative, situazione socioeconomica, pianificazione familiare e fattori demografici spinge molte donne a concepire in età più avanzata di un tempo. Tuttavia, questa tendenza può comportare sfide aggiuntive sia dal punto di vista medico che psicologico: una gravidanza più tardiva può essere associata a maggiore ansia, rischi ostetrici e necessità di prevenzione mirata.
Livelli di ansia e salute mentale delle future mamme
I dati presentati evidenziano come i disturbi d’ansia associati alla gravidanza possano riguardare una quota significativa di donne. Si va da forme di ansia specificamente legate alla gestazione, come preoccupazioni per la salute del bambino o la gestione delle visite e degli esami, a disturbi d’ansia più strutturati, come attacchi di panico, ansia generalizzata e fobie. Quotidianamente, questi stati emotivi possono influenzare la qualità della vita e la percezione della gravidanza stessa.
L’ansia in gravidanza, come evidenziato da studi internazionali sulla salute mentale perinatale, è un elemento significativo che può richiedere supporto professionale, counseling psicologico e un approccio multidisciplinare per gestire l’equilibrio emotivo in un periodo così delicato.
Prevenzione primaria: vaccini e informazione
Un altro aspetto centrale emerso dal confronto riguarda le basse coperture vaccinali durante la gravidanza: solo il 47% delle donne associa la prevenzione primaria alle vaccinazioni raccomandate, nonostante siano strumenti fondamentali per tutelare la salute sia della mamma sia del neonato nei primi mesi di vita. Tra i vaccini raccomandati vi sono quelli contro pertosse, influenza, Covid-19 e il nuovo vaccino materno contro il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), raccomandato nel terzo trimestre per proteggere il neonato. Secondo gli esperti, migliorare l’informazione, la comunicazione e l’educazione sanitaria rivolte alle donne in gravidanza è fondamentale non solo per incrementare le coperture vaccinali, ma anche per ridurre l’ansia derivante da disinformazione o comunicazioni frammentarie.
Un approccio integrato per una maternità più serena
Per favorire una gravidanza sicura e ridurre l’ansia, gli specialisti sottolineano l’importanza di:
- controlli medici regolari e monitoraggio personalizzato;
- informazione chiara e affidabile sui vaccini raccomandati;
- supporto psicologico e counseling emotivo;
- percorsi assistenziali coordinati tra specialisti, ostetriche e medici di base.
In un contesto in cui la gravidanza è sempre più tardiva e complessa, la prevenzione primaria e l’attenzione alla salute mentale delle future madri diventano necessariamente parti integranti dell’assistenza ostetrica e prenatale.
