Il ruolo della medicina veterinaria pubblica nella One Health

Il convegno il 22 gennaio sul modello integrato che unisce salute umana, animale ed ecosistemi per affrontare le sfide globali
Il convegno sul modello integrato che unisce salute umana, animale ed ecosistemi per affrontare le sfide globali

La definizione di Medicina Veterinaria Pubblica è stata elaborata dall’OMS a partire dagli anni ‘70 del secolo scorso come «branca delle attività di sanità pubblica che ha come scopo l’applicazione delle capacità, conoscenze e risorse professionali della medicina veterinaria ai fini della protezione e del miglioramento della salute umana, intesa nel suo concetto più vasto, cioè comprendente anche economia ed ambiente».

L’enunciato rispecchia le caratteristiche peculiari della medicina veterinaria in quanto componente integrata, e non subordinata, della Sanità pubblica che ha come fine la salute umana intesa non in senso antropocentrico ma intimamente connessa alla salute dell’ecosistema. L’esigenza di dare un ordinamento funzionale al settore della sanità al fine di combattere temibili malattie infettive e cercare di tenere sotto controllo l’igiene ambientale è stata avvertita dall’uomo sin dai tempi più remoti.

In questo quadro si inserisce la conferenza di presentazione della Giornata Nazionale per la Prevenzione Veterinaria, in programma il 22 gennaio 2026 presso il Senato della Repubblica. L’evento, su iniziativa della Sen. Maria Cristina Cantù, è dedicato al ruolo strategico della medicina veterinaria nella tutela della salute collettiva secondo l’approccio One Health. Parteciperanno all’incontro numerosi dirigenti sanitari appartenenti alle sigle più importanti, che faranno seguito ai saluti isitituzionali dell’On. Francesco Lollobrigida, Ministro dell’agricoltura, e dell’On. Marcello Gemmato, Sottosegretario alla salute con delega alla salute veterinaria.

One Health e il modello italiano

L’epidemiologo veterinario e parassitologo Calvin W. Schwabe ha formalmente introdotto nel 1984 l’unità intrinseca delle discipline mediche, il modello della “medicina unica”, successivamente evoluto nel paradigma One Health, come approccio interdisciplinare emergente per affrontare e governare le sfide globali di sanità pubblica.

Precedentemente, a cavallo tra l’800 e il 900, i medici Rudolf Virchow e William Osler avevano affermato che la salute animale e umana sono strettamente correlate e che di conseguenza non possono esserci suddivisioni tra medicina umana e medicina veterinaria. Virchow coniò il termine “zoonosi” (le malattie trasmissibili dall’animale all’uomo), mentre Osler sostenne l’importanza della medicina veterinaria come disciplina imprescindibile della sanità pubblica.

Il modello organizzato italiano inquadra la sanità pubblica veterinaria nel Ministero della sanità (oggi opportunamente denominato “della salute”) già nel 1958 all’atto della sua istituzione e non alle dipendenze dei Ministeri dell’agricoltura come avviene nella maggioranza dei paesi dell’UE. La nascita del Servizio Sanitario Nazionale, in applicazione del dettato costituzionale del “diritto alla salute” garantito a tutti i cittadini, sancì definitivamente per i Servizi veterinari territoriali la collocazione nell’area della prevenzione e nel servizio sanitario pubblico.

In particolare, i Servizi Veterinari di Sanità animale, Igiene zootecnica e delle produzioni animali, Igiene degli alimenti di origine animale, Igiene urbana veterinaria, sono componenti fondamentali dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL dove le attività di medicina umana si integrano con quelle di medicina veterinaria e, fino al referendum popolare del 1993 che affidò i controlli ambientali al sistema di prevenzione e protezione delle ARPA regionali, della salute ambientale.

Il Dipartimento di prevenzione «promuove azioni volte a individuare e rimuovere le cause di nocività e malattia di origine ambientale, umana e animale, mediante iniziative coordinate con i distretti, con i dipartimenti dell’azienda sanitaria locale e delle aziende ospedaliere, prevedendo il coinvolgimento di operatori di diverse discipline».

Diverse parti di un unico insieme

Per sua natura quindi la medicina veterinaria e in particolare la medicina veterinaria pubblica italiana nascono come componenti fondamentali, ancorché poco risapute dalla cittadinanza e talvolta dalla programmazione sanitaria, della “One Medicine”, la dimensione multidisciplinare della tutela del bene salute. I medici veterinari sono professionisti altamente specializzati nella gestione dei rischi sanitari che riguardano l’interfaccia uomo-animale-ambiente e hanno un ruolo determinante per la funzionalità delle filiere agro-zootecnico-alimentari e per la stabilità del comparto economico che a queste filiere fa riferimento.

Oggi possiamo dire che la medicina veterinaria è una scienza che si avvale di tutte le conoscenze e di tutti gli strumenti applicabili in medicina umana e che in certi settori è un banco di sperimentazione e ricerca avanzata dal quale si traggono esperienze per trasferirle in campo umano. Più in generale, è in grado di sviluppare una capacità predittiva sui contesti ambientali e animali, prima che i fenomeni patologici si manifestino nell’uomo.

Il tema One Health–One Medicine è oggi intimamente legato al concetto One World. La globalizzazione, come ci ha insegnato la pandemia Covid-19, vale anche per le malattie che possono passare dagli animali più remoti all’uomo. Dobbiamo avere la consapevolezza scientifica che “tout se tient”, “tutto si lega”. I cambiamenti climatici che alterano gli ecosistemi favorendo la migrazione di patologie, l’inquinamento dell’aria che impatta sulla salute con dati sempre più allarmanti, l’inquinamento delle acque e dei mari causati dai reflui industriali e zootecnici, la dispersione di microplastiche, la deforestazione, la perdita di biodiversità, lo spreco alimentare, l’antimicrobicoresistenza e le zoonosi sono solo alcuni dei temi One Health su cui i medici veterinari specialisti in sanità pubblica hanno un ruolo basilare.

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di Arrigo Bellelli

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