Il tema dell’invecchiamento si colloca oggi al centro di una riflessione che coinvolge scienza, industria e società, attraversando ambiti diversi come nutrizione, prevenzione e salute pubblica. Nel dialogo con Giovanni Scapagnini, Professore di Nutrizione Clinica presso l’Università degli Studi del Molise e Vicepresidente Società Italiana di Nutraceutica (SINut), l’attenzione si focalizza sul cambiamento in atto nella comprensione dei meccanismi biologici legati all’età e sulle nuove possibilità di intervento che la ricerca scientifica rende disponibili.
Il Professore introduce una visione dell’invecchiamento non più legata esclusivamente alla progressione delle patologie croniche, ma inserita in un quadro più ampio che considera i fattori modificabili e i comportamenti quotidiani come appunto la nutrizione. Tra questi, la nutrizione assume un ruolo centrale, come elemento capace di incidere in modo significativo sul rischio di malattia e sulla qualità della vita nel tempo. È necessario attuare una riflessione che collega conoscenze scientifiche e impatto concreto sui modelli di consumo, aprendo una prospettiva che riguarda non solo il singolo individuo, ma l’intero sistema alimentare.
Dalla ricerca all’industria alimentare
Un secondo livello di analisi riguarda il passaggio delle conoscenze scientifiche dal laboratorio al mondo dell’industria alimentare. Scapagnini introduce il tema del trasferimento dell’innovazione, ponendo l’accento sulla responsabilità di tradurre le evidenze scientifiche in prodotti e scelte che possano incidere sulla salute collettiva. Si concentra sulla qualità degli alimenti e sulla necessità di superare una visione limitata agli aspetti organolettici, per includere anche le proprietà funzionali e il loro ruolo nella prevenzione. Nasce così una riflessione sul contributo che l’industria può offrire nel ridefinire il rapporto tra alimentazione e salute, in un contesto demografico segnato dall’invecchiamento della popolazione.
