L’influenza è una malattia respiratoria acuta causata dall’infezione da virus influenzali stagionali negli esseri umani. Tali microrganismi circolano a livello globale, dando luogo a epidemie stagionali. La modalità di trasmissione avviene attraverso goccioline e aerosol prodotti dalle secrezioni respiratorie dei soggetti infetti. L’infezione che ne deriva può restare asintomatica, ma in taluni casi è in grado di compromettere la salute del malato fino a provocarne la morte. La classificazione dei virus è su base alfabetica: A e B sono i più rilevanti per l’uomo, visto che causano focolai ed epidemie. Il gruppo A è a sua volta stato classificato in 18 sottotipi di HA e 11 di NA.
Dati
Ogni anno si verificano 1 miliardo di casi di influenza. Dai tre ai cinque milioni sono gravi con conseguenti decessi (dovuti a malattie respiratorie correlate all’influenza stessa) che si assestano tra i 290.000 e 650.000 casi. Uno studio di coorte del 2024 a cura di Xie Y et al., ha mostrato anche una sostanziale perdita di salute ed effetti a lungo termine negli individui ricoverati in ospedale per influenza dopo la fase acuta della malattia.
Le infezioni delle basse vie respiratorie correlate all’influenza hanno causato 9,5 milioni di ricoveri ospedalieri nel 2017. I soggetti maggiormente colpiti sono stati bambini e anziani. In particolare, i bambini di età inferiore ai 10 anni rappresentano il maggior numero di episodi di influenze con infezione delle basse vie respiratorie, con una stima di 2,2 milioni di ricoveri ospedalieri. Il tasso di mortalità più elevato si è verificato negli adulti di età superiore ai 70 anni (16,4 decessi ogni 100.000 pazienti).
Sorveglianza, diagnosi e prevenzione
A livello mondiale è stato istituito il Sistema globale di sorveglianza e risposta all’influenza (GISRS). Esso funge da collettore mondiale di sorveglianza, preparazione e risposta all’influenza stagionale, pandemica e zoonotica. I dati raccolti confluiscono all’interno del database web FluNet, strumento globale di sorveglianza virologica dell’influenza. Le informazioni raccolte in FluNet sono fondamentali per tracciare il movimento dei virus a livello mondiale e interpretare i dati epidemiologici.
La diagnosi è difficile in quanto i segni e sintomi spesso risultano aspecifici e variare a seconda del tipo di virus e delle caratteristiche dell’ospite. La prevenzione è tale solo implementando programmi di vaccinazione antinfluenzale stagionale, in particolare verso i seguenti gruppi target:
- Operatori sanitari;
- Persone con comorbidità e patologie pregresse;
- Anziani e donne in gravidanza.
Bisogna però considerare il fatto che i vaccini attuali hanno un’efficacia che varia in base alla stagione e al tipo di popolazione di riferimento. Inoltre, la protezione si esaurisce nel giro di una singola stagione influenzale.
Vaccini di nuova generazione
All’interno del documento Full value of improved influenza vaccine assessment (Fviva) l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sottolinea come i vaccini di nuova generazione, più efficaci e duraturi, potrebbero prevenire miliardi di casi nei prossimi 25 anni, contribuendo in maniera notevole alla riduzione degli antibiotici e relativa resistenza antimicrobica.
Ma di cosa si tratta in termini farmacologici? Si tratta di preparati in grado di colpire regioni più conservate dello stelo proteico HA. Oppure antigeni meno variabili che forniscono un bersaglio più stabile per le risposte immunitarie. I vaccini che li prendono di mira possono ottenere una protezione più ampia e duratura su diversi ceppi e sottotipi.
Rispetto agli attuali vaccini stagionali, quelli di nuova generazione sono in grado di prevenire tra 6,6 e 18 miliardi di infezioni influenzali tra il 2025 e il 2050. In termini di mortalità si avranno tra i 2,3 e 6,2 milioni di decessi in meno. La nuova strategia di profilassi antinfluenzale punta allo sviluppo di vaccini capaci di andare oltre la stagione influenzale, quindi maggiore efficacia e, non da meno, realizzati con tecnologia trasferibile in particolare ai Paesi a basso e medio reddito, in modo da favorire la produzione locale. Infatti, l’anello debole della filiera vaccinale è localizzato proprio nei Paesi a basso reddito. I benefici maggiori, invece, sono concentrati nelle regioni europee, americane e del Pacifico occidentale.
Benefici
I vaccini di nuova generazione potrebbero modificare radicalmente la lotta globale contro l’influenza stagionale. Offrono una protezione più ampia e duratura rispetto ai vaccini attualmente in commercio. L’ulteriore beneficio sarebbe a livello economico e sanitario.
Oltre alle stime descritte in precedenza, in termini di riduzione di pazienti e di mortalità, gli effetti positivi sarebbero da collocare anche sul piano della diminuzione dei consumi di antibiotici. Le stime attuali affermano che la vaccinazione antinfluenzale tradizionale evita circa 10 milioni di dosi inutili di antibiotici ogni anno. Con i vaccini di nuova generazione, tra il 2025 ed il 2050 si potrebbero evitare, invece, fino a 1,3 miliardi di dosi giornaliere, con un impatto, oltre che economico, altresì sul piano della lotta all’antimicrobico resistenza.
Conclusioni
Guardando i dati FVIVA, il messaggio che arriva ai decisori sanitari è molto netto. Investire in vaccini antinfluenzali stagionali migliorati significa ridurre le infezioni, i ricoveri, i decessi e il consumo di antibiotici, con benefici economici globali che in alcuni scenari arrivano a centinaia di miliardi di dollari.
Dal punto di vista dei produttori il mercato è finanziariamente attraente. Per i sistemi sanitari il nodo vero diventa come finanziare, introdurre e mantenere nel tempo questi programmi in modo sostenibile. L’OMS indica chiaramente che senza rafforzare sorveglianza, piattaforme di immunizzazione dell’adulto, comunicazione e governance, persino il miglior vaccino rischia di non raggiungere chi ne ha più bisogno.
