La Regione Umbria avvia il percorso per l’istituzione del Centro regionale per l’intelligenza artificiale in ambito sanitario. La decisione è stata approvata dalla giunta regionale e mira a dotare il servizio sanitario di una struttura tecnico-scientifica incaricata di governare l’integrazione delle tecnologie avanzate nei processi clinici e organizzativi.
Il ruolo dell’AI nella sanità del futuro
«L’AI, oggi, rappresenta uno dei fattori innovativi più potenti per il futuro della conoscenza», ha dichiarato la presidente della Regione, Stefania Proietti, in una nota ufficiale. Secondo la presidente, la capacità dell’intelligenza artificiale di elaborare grandi quantità di dati in tempi ridotti potrà affiancare medici e pazienti nel miglioramento della diagnosi e nella definizione di nuovi percorsi terapeutici, con l’obiettivo di rendere l’assistenza sanitaria più efficace, accessibile e sostenibile, nel rispetto di criteri etici e di sicurezza.
Le funzioni del Centro regionale
Il Centro avrà un ruolo operativo articolato e non si limiterà alla valutazione delle singole tecnologie. L’attività sarà strutturata su quattro ambiti principali: la validazione e l’Health Technology Assessment (Hta), per la valutazione multidimensionale di software e algoritmi prima del loro impiego clinico; la governance dei dati, finalizzata a garantire il rispetto del Gdpr e del nuovo AI Act europeo; le attività di osservatorio e monitoraggio, per favorire il coordinamento tra le aziende sanitarie ed evitare duplicazioni; e l’interoperabilità, con particolare attenzione al Fascicolo sanitario elettronico e alle piattaforme di telemedicina.
Integrazione dei servizi e accesso alle cure
Attraverso questi strumenti, l’intelligenza artificiale è una leva per ridefinire l’erogazione dei servizi sanitari e favorire l’integrazione tra strutture, con l’obiettivo di ampliare l’accesso a trattamenti e terapie innovative e ridurre le disuguaglianze nell’assistenza.
La composizione del board multidisciplinare
Per l’attuazione delle attività sarà istituito, inoltre, un board multidisciplinare composto da professionisti con competenze cliniche, tecniche e giuridiche. Il gruppo includerà, tra le altre figure, medici legali, esperti di intelligenza artificiale applicata alla clinica, specialisti in privacy, ingegneri biomedici, data scientist e risk manager, con il compito di garantire una supervisione costante dei processi automatizzati.
Le professionalità coinvolte e i costi
La Regione ha precisato che i componenti del Board saranno individuati all’interno delle aziende ospedaliere di Perugia e Terni e delle Usl Umbria 1 e 2, senza nuovi oneri per il bilancio regionale. Ai lavori parteciperanno anche il responsabile regionale per la transizione digitale, il responsabile del servizio sanità digitale e innovazione, il Data protection officer della Regione Umbria e l’amministratore di Puntozero scarl o un suo delegato, oltre ad altri professionisti coinvolti in base alle specifiche tematiche affrontate.
