Influenza, la variante K domina i contagi: più diffusione, sintomi meno gravi

La variante K, un nuovo sottogruppo del virus influenzale A(H3N2), accelera la stagione influenzale 2025-26, aumentando i casi ma senza indicare al momento una maggiore gravità clinica
La variante K, un nuovo sottogruppo del virus influenzale A(H3N2), accelera la stagione influenzale 2025 26, aumentando i casi ma senza indicare al momento una maggiore gravità clinica

La stagione influenzale 2025-2026 è in corso, con numeri insoliti per il periodo. La nuova variante K si è infatti rapidamente diffusa, diventando la forma predominante del virus e contribuendo ad aumentare vertiginosamente il numero dei contagi, sia in Italia che nel resto d’Europa.

Una variante con maggiore trasmissibilità…

La variante K non è un nuovo virus, ma una sotto-variante genetica del virus influenzale di tipo A(H3N2). Questo ceppo ha accumulato mutazioni rispetto ai virus coperti dal vaccino stagionale, una caratteristica, questa, che sta favorendo una maggiore diffusione tra la popolazione. I dati epidemiologici disponibili indicano che la variante possiede diverse mutazioni aminoacidiche rispetto ai ceppi inclusi nell’attuale vaccino per l’emisfero settentrionale. 

 Il virus è stato identificato e monitorato nell’ambito dei sistemi di sorveglianza internazionale e nazionale. La sua rapida diffusione ha spinto molte nazioni a registrare un aumento precoce dei casi di influenza, con la stagione che, di fatto, è iniziata prima rispetto agli anni passati in diverse aree dell’Europa. 

…ma non più grave

Anche se maggiormente trasmissibile, al momento non ci sono segnali che indicano un aumento anche della gravità clinica delle malattie causate dalla variante K rispetto alle tradizionali influenze stagionali. Le evidenze raccolte finora, incluse quelle dell’Istituto Superiore di Sanità, non mostrano un incremento della severità dei sintomi, della frequenza di ricoveri o di complicanze rispetto all’influenza classica. 

La maggiore capacità di diffusione del virus può portare a un incremento assoluto dei casi con un numero potenzialmente elevato di infezioni in un breve periodo. Questo, secondo gli esperti, potrebbe tradursi in una maggiore pressione sui servizi sanitari, soprattutto nel periodo di picco stagionale e con le persone più fragili. 

Impatto sulla stagione influenzale

Il numero dei casi influenzali intercettati indica un andamento in crescita su tutta l’Italia, con variazioni di regione in regione: in alcune aree d’Italia, come Campania, Sardegna e Sicilia, l’incidenza è risultata particolarmente alta nelle ultime settimane, registrando un aumento di infezioni respiratorie acute e di casi di influenza.

L’anticiparsi della stagione influenzale è un elemento che mette in evidenza l’importanza di strategie preventive aggiornate, compresa la vaccinazione stagionale. Sebbene la variante K presenti mutazioni rispetto alle componenti virali incluse nei vaccini disponibili, le evidenze preliminari suggeriscono che la vaccinazione continui a fornire protezione soprattutto contro le forme gravi della malattia e può contribuire a contenere l’impatto globale sulla salute pubblica. 

Sintomi e raccomandazioni

I sintomi legati alla variante K sono i segni clinici della comune influenza: febbre, tosse, dolori muscolari, mal di gola e congestione nasale restano i segni clinici più comuni. Anche la durata della malattia tende a rimanere simile a quella osservata nelle forme influenzali tradizionali, con la maggior parte delle persone che recupera in una o due settimane, se non vi sono fattori di rischio associati.

Per le categorie più vulnerabili, quali anziani, persone con patologie croniche, donne in gravidanza e bambini piccoli, a prevenzione attraverso la vaccinazione e le misure di igiene respiratoria rimane un elemento fondamentale per ridurre il rischio di complicanze gravi.

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di Bernardino Ziccardi

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