La fase di trasformazione che sta vivendo il terzo settore

Ruolo sociale, sostenibilità e nuove responsabilità: un sistema chiamato a ripensare il proprio posto nel welfare italiano

Il terzo settore occupa uno spazio sempre più rilevante nel dibattito pubblico italiano, soprattutto in relazione ai cambiamenti sociali, economici e demografici che attraversano il Paese. Parlare della sua evoluzione significa interrogarsi sul ruolo che associazioni, enti e organizzazioni svolgono accanto alle istituzioni pubbliche e agli attori privati, in un sistema complesso che mira a rispondere ai bisogni collettivi. Questo ambito si colloca al crocevia tra welfare, partecipazione civica e sviluppo sostenibile, con una prospettiva che supera la logica dell’emergenza.

Carla Collicelli, Senior Expert dell’ASviS, evidenzia una crescente attenzione verso il contributo del terzo settore nella tenuta dei servizi sociali e sanitari. Le trasformazioni in corso richiedono modelli organizzativi capaci di integrare competenze diverse e di valorizzare obiettivi che vanno oltre l’efficienza economica. Al centro si collocano concetti come bene comune, solidarietà e cooperazione, che orientano l’azione di realtà impegnate quotidianamente sul territorio.

La riflessione si estende anche al quadro normativo e istituzionale, che negli ultimi anni ha conosciuto modifiche significative. Il riferimento agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 introduce una visione di lungo periodo, in cui la centralità della persona e la tutela delle generazioni future diventano criteri guida per le politiche pubbliche. In questo scenario, il terzo settore emerge come interlocutore strategico, chiamato a dialogare con le istituzioni e a contribuire alla definizione delle priorità.

Governance, relazioni e nuovi modelli di collaborazione

Il testo affronta poi il tema della governance, considerata un passaggio decisivo per consolidare il ruolo del terzo settore. La necessità di strutture di rappresentanza più riconoscibili e di processi decisionali inclusivi si lega all’esigenza di superare modelli frammentati. In questo percorso, assume rilievo il confronto con organismi istituzionali e la ricerca di forme di coordinamento più efficaci.

Un ulteriore elemento riguarda l’evoluzione culturale dei servizi e delle pratiche di cura. La proposta di un paradigma relazionale mette in discussione approcci esclusivamente burocratici o economicistici, aprendo a modalità di lavoro fondate sulla collaborazione e sull’interconnessione tra soggetti diversi. Questo cambio di prospettiva investe anche il modo in cui si valorizzano le risorse, non solo finanziarie ma anche professionali e umane.

Infine, Collicelli introduce il tema dell’innovazione sociale, intesa come capacità di sperimentare soluzioni nuove e di rispondere in modo flessibile ai bisogni emergenti. La disponibilità di risorse dedicate e l’attenzione alle buone pratiche già attive sul territorio delineano uno scenario in cui il terzo settore può rafforzare il proprio contributo allo sviluppo del Paese, senza anticipare le posizioni espresse.

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di Redazione Bees Sanità

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