Lebbra: cos’è, come si trasmette e perché non è ancora eliminata nel mondo

La lèbbra è una malattia infettiva curabile ma ancora diffusa in oltre 120 Paesi. Dati OMS su trasmissione, trattamento e strategie globali di eliminazione.
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La lebbra, conosciuta anche come malattia di Hansen, è una malattia infettiva cronica causata dal batterio Mycobacterium leprae. Nonostante i grandi progressi della medicina e la disponibilità di cure efficaci, la lebbra non è ancora stata eliminata a livello globale e continua a rappresentare un problema di sanità pubblica in numerosi Paesi, in particolare nelle aree a basso e medio reddito.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ogni anno vengono diagnosticati circa 200.000 nuovi casi in più di 120 Paesi, a dimostrazione del fatto che la trasmissione non è stata completamente interrotta.

Diagnosi e classificazione della malattia

Come spiega l’OMS, la diagnosi della lebbra è prevalentemente clinica e si basa su tre segni principali:

  • Lesioni cutanee con perdita di sensibilità;
  • Ispessimento dei nervi periferici associato a deficit sensoriali o motori;
  • Presenza del batterio in campioni di tessuto cutaneo.

Ai fini terapeutici, la malattia viene classificata in:

  • Paucibacillare, con un numero limitato di lesioni;
  • Multibacillare, con forme più estese e maggiore carica batterica.

Perché la lebbra non è ancora eliminata

Nonostante la disponibilità di cure efficaci, la lebbra persiste a causa di diversi fattori:

  • Diagnosi tardiva;
  • Difficoltà di accesso ai servizi sanitari;
  • Stigma sociale e discriminazione;
  • Insufficiente tracciamento dei contatti.

Il rapporto Global leprosy update pubblicato nel Weekly Epidemiological Record dell’OMS evidenzia come la riduzione dei nuovi casi richieda non solo cure mediche, ma anche interventi sociali, educativi e di sanità pubblica coordinati.

La strategia globale OMS 2021-2030

L’OMS ha inserito la lebbra nella road map per le malattie tropicali trascurate 2021-2030, con obiettivi chiari:

  • Interrompere la trasmissione;
  • Eliminare la malattia come entità clinica;
  • Ridurre disabilità, stigma e discriminazione.

La strategia prevede tre fasi: interruzione della trasmissione, eliminazione della malattia e sorveglianza post-eliminazione, supportate da sistemi di monitoraggio epidemiologico e raccolta dati standardizzati.

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di Carlotta Ferrante

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