Nel confronto internazionale sui sistemi sanitari, l’Italia emerge come uno dei Paesi più avanzati nella valutazione delle performance sanitarie come strumento di governo della sanità. Questo quanto sottolineato dal nuovo rapporto dell’Organizzazione per la Cooperazione e per lo Sviluppo Economico dedicato all’Health System Performance Assessment.
Il rapporto analizza come i Paesi utilizzano dati e indicatori per orientare politiche e investimenti nella sanità e, secondo i risultati raccolti, l’Italia rappresenta un esempio significativo di integrazione tra misurazione delle performance, governance e finanziamento.
Il “Nuovo Sistema di Garanzia” al centro della valutazione
Il punto centrale del modello italiano che, secondo l’OCSE, è risultato fondamentale nel giudizio positivo è il Nuovo Sistema di Garanzia, strumento attraverso cui si monitora annualmente l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza. Secondo il rapporto, infatti, tale strumento in Italia non si limita a una semplice funzione di controllo delle prestazioni, ma rappresenta un meccanismo di governo del Sistema Sanitario, capace di orientare le decisioni a livello politico e organizzativo nel settore sanitario, sia a livello nazionale che regionale.
La valutazione delle performance è collegata a incentivi e penalizzazioni finanziarie: in caso di risultati insufficienti protratti nel tempo, possono scattare riduzioni dei trasferimenti statali e l’attivazione di Piani di Rientro. Per l’OCSE, questo collegamento diretto tra dati e decisioni rende il sistema italiano uno dei più avanzati tra quelli analizzati.
La cooperazione tra istituzioni
Altro elemento valutato positivamente dall’OCSE è il processo di costruzione degli indicatori che, in Italia, coinvolge Ministero della Salute, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Presidenza del Consiglio e Regioni. Questo approccio, infatti, favorirebbe secondo gli esperti una maggiore legittimazione del sistema di valutazione, rafforzandone l’utilizzo nelle scelte di policy.
Il rapporto evidenzia come la valutazione delle performance in Italia sia ormai parte integrante del dialogo istituzionale tra Stato e Regioni, diventando uno strumento stabile per monitorare disuguaglianze territoriali, qualità dei servizi e capacità di risposta del sistema sanitario.
Indicatori più ampi e attenzione alla resilienza
L’Italia emerge anche per l’impegno nell’ampliare il perimetro degli indicatori utilizzati. Nello specifico, a partire dal 2020, sono stati introdotti alcuni indicatori dedicati alla resilienza del sistema sanitario. Questi furono cruciali durante la pandemia e successivamente hanno fatto scuola, diventando centrali nel panorama sanitario internazionale.
Questi indicatori consentono di valutare non solo l’erogazione delle prestazioni, ma anche la capacità del sistema di affrontare crisi, garantire continuità assistenziale e adattarsi a contesti complessi. E, secondo il rapporto, l’Italia è tra i Paesi che hanno maggiormente investito in questo tipo di misurazioni.
La valutazione delle performance territoriali
Infine, secondo l’OCSE un ruolo cruciale nella valutazione positiva dell’Italia lo ha rivestito anche l’esperienza italiana dei sistemi regionali di valutazioni, tra cui l’InterRegional Performance Evaluation System. Consiste in uno strumento volontario che, a propria discrezione, le Regioni possono adottare, approfondendo ulteriormente le analisi delle performance sanitarie, andando oltre lo standard minimo richiesto a livello nazionale.
Secondo il rapporto, le Regioni che hanno una governance più orientata alla qualità tendono a utilizzare in modo più sistematico questi strumenti, mentre in altri contesti l’adozione è più discontinua. Un aspetto che, secondo l’OCSE, rappresenta allo stesso tempo un punto di forza e una sfida per il sistema italiano.
