L’ospedale parte dall’ambiente in cui è immerso

Esposoma, verde terapeutico e ritmi circadiani: come la progettualità degli spazi ospedalieri incide sulla salute e sulla cura

L’ospedale non è un’entità isolata. Sorge dentro la città, ne assorbe i ritmi, le contaminazioni, i flussi. Questa condizione di permeabilità non è un dato neutro: è un punto di partenza per ripensare la progettualità degli spazi di cura in chiave ambientale e umana. Fabio Mosca, Delegato del Rettore sui temi della Salute Urbana dell’Università degli Studi di Milano, affronta il tema dell’esposoma ospedaliero, cioè l’insieme dei fattori ambientali esterni che interferiscono con la qualità dell’aria, della luce e del benessere all’interno delle strutture sanitarie.

L’inquinamento urbano entra negli ospedali e richiede risposte progettuali precise, a partire dai sistemi di filtrazione dell’aria. Ma la relazione tra ambiente costruito e salute non si esaurisce nella difesa dagli agenti esterni. Riguarda anche la qualità degli spazi interni, la loro capacità di favorire il recupero del paziente e di sostenere il lavoro di medici e infermieri. La ricerca sugli ospedali biofilici, strutture progettate per integrare elementi naturali nell’ambiente di cura, offre evidenze concrete su come la presenza del verde, la disponibilità di luce naturale e il rapporto visivo con l’esterno influenzino i tempi di degenza e gli esiti clinici.

Verde terapeutico, ritmi circadiani e qualità degli spazi per i professionisti

Mosca allarga la prospettiva per includere due dimensioni spesso trascurate nel dibattito sull’ospedale del futuro. La prima è quella del verde terapeutico: dalle finestre affacciate su aree verdi alle esperienze di gardening attivo in cui i pazienti partecipano direttamente alla cura degli spazi, la letteratura scientifica documenta effetti positivi sulla salute che vanno ben oltre il comfort estetico, avvicinando la medicina a pratiche di tipo olistico e psicologico.

La seconda dimensione riguarda le condizioni di lavoro dei professionisti sanitari: spazi adeguati, illuminazione che rispetti i ritmi circadiani e attenzione al rumore sono elementi che Fabio Mosca inquadra come fattori determinanti per la qualità delle prestazioni e, di conseguenza, per la sicurezza dei pazienti. L’ospedale del futuro, in questa prospettiva, non si misura solo con la tecnologia clinica che ospita, ma con la qualità complessiva dell’ambiente che costruisce, per chi vi si ricovera e per chi vi lavora ogni giorno.

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di Arrigo Bellelli

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