Non autosufficienza e tecnologia: un nuovo modello integrato

Domotica e telemedicina i mezzi per collegare pazienti, operatori e famiglie e così migliorare la continuità assistenziale

Il tema della non autosufficienza attraversa oggi uno dei passaggi più delicati della sanità italiana: quello che separa il bisogno di cura dalla capacità concreta di rispondervi. In questo spazio si inserisce Futura Care, startup campana che sviluppa soluzioni software orientate alla gestione integrata del paziente non autosufficiente o in transizione verso la non autosufficienza. Antonio Barra, CEO dell’azienda, ha portato a Welfair una proposta che mette al centro la connessione tra tutti i soggetti coinvolti nella cura: la struttura erogatrice, l’operatore, il caregiver e il paziente stesso.

Il punto di partenza è una distanza che il sistema sanitario fatica ancora a colmare, quella tra chi ha bisogno di assistenza e chi è in grado di fornirla nei tempi e nei modi adeguati. La domotica entra in questo quadro come strumento per creare un ambiente di controllo che non si limita alla dimensione clinica ma abbraccia anche quella ambientale, con ricadute sulla qualità della vita quotidiana di chi vive una condizione di fragilità.

Telemonitoraggio, domotica e gestione della struttura: tecnologie per ridurre la distanza dalla cura

Barra articola le prospettive di sviluppo di Futura Care lungo due direttrici principali. La prima riguarda la prevenzione del ricovero ospedaliero non necessario: attraverso strumenti di teleconsulto, televisita e telemonitoraggio, l’obiettivo è consentire a una fascia di pazienti di ricevere assistenza adeguata al proprio domicilio, evitando di gravare su strutture ospedaliere già sotto pressione.

La seconda direttrice riguarda invece il momento dell’ingresso in struttura residenziale, con soluzioni tecnologiche pensate per accompagnare e preparare questo passaggio, riducendo l’impatto emotivo che spesso lo caratterizza. Barra richiama in questo contesto una specificità culturale del Sud Italia, dove la resistenza a collocare un familiare in una struttura resta forte. Dotare queste strutture di strumenti digitali che mantengano i familiari costantemente informati e connessi risponde a un bisogno che non è solo organizzativo ma anche relazionale. Il percorso di crescita dell’azienda punta a uscire dal perimetro campano per raggiungere una dimensione nazionale, con la partecipazione alle principali fiere di settore come leva di visibilità e di costruzione di partnership con altri attori del sistema.

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di Arrigo Bellelli

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