L’obesità non è più soltanto una questione dell’individuo, ma è diventata una delle principali minacce globali per la salute pubblica. Per questo, i farmaci per la perdita di peso potrebbero essere necessari ad un adulto su quattro nel mondo. A rivelarlo è uno studio pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology e condotto presso il Mass General Brigham di Boston e la Washington University School of Medicine di St. Louis.
L’obesità, negli ultimi 30 anni, è più che raddoppiata. Per questo motivo la comunità scientifica e le istituzioni sanitarie considerano fondamentale il ruolo delle nuove terapie farmacologiche nelle strategie di contrasto a tale problema.
Un bisogno sempre più rilevante
Raccogliendo dati da 99 Paesi e relativi a 810.635 adulti, nella ricerca viene evidenziato come nei prossimi anni una quota sempre più ampia di popolazione potrebbe avere indicazione clinica a trattamenti farmacologici per il controllo del peso. I nuovi farmaci anti-obesità, sviluppati inizialmente per il diabete, stanno mostrando effetti significativi sulla riduzione del peso corporeo e sul miglioramento dei fattori di rischio cardiometabolici. Tuttavia, il loro potenziale utilizzo su larga scala solleva interrogativi importanti in termini di sostenibilità economica, appropriatezza prescrittiva ed equità di accesso.
L’obesità in Italia
Anche in Italia l’obesità rappresenta un problema sanitario di prim’ordine. Si stima che il 40% degli adulti sia in eccesso ponderale di peso, mentre una persona su 10 sia obesa. L’eccesso di peso provoca ogni anno oltre 64.000 morti (circa il 10% della mortalità totale) e di oltre mezzo milione di anni di vita vissuti con disabilità. Inoltre, l’obesità in Italia è il quinto principale fattore di rischio per morte prematura e disabilità, con un peso crescente sul burden of disease nazionale. È fortemente associata a diabete di tipo 2, cardiopatie ischemiche, ipertensione arteriosa e numerose forme di tumore, patologie che costituiscono l’ossatura del carico di malattia cronica in Italia.
Il costo sociale e sanitario dell’obesità
L’importanza di farmaci anti-obesità diventa evidente se si pensa all’impatto che tale condizione ha a livello sociale. L’obesità, infatti, provoca problemi non solo in termini di salute del singolo, ma anche a livello collettivo, specie in termini di sostenibilità economica. Ogni anno questa condizione genera centinaia di migliaia di ricoveri, soprattutto nei casi di obesità severa, e un costo complessivo stimato in oltre 13 miliardi di euro tra spesa sanitaria e perdita di produttività.
Nello specifico, 7,89 miliardi di euro sono attribuibili a costi diretti sanitari, legati principalmente alla gestione delle malattie conseguenti, come quelle cardiovascolari, il diabete e i tumori. A questi si aggiungono 5,45 miliardi di euro di costi indiretti, dovuti ad assenze dal lavoro e riduzione dell’efficienza lavorativa. Numeri che rendono evidente come l’obesità non sia soltanto un problema clinico, ma una vera e propria tematica economica e sociale.
