Dormire abbastanza e bene non è un aspetto secondario del benessere. Sempre più evidenze scientifiche confermano che le abitudini legate al sonno hanno un impatto concreto sul cuore e sul benessere generale.
La UK Biobank ha monitorato per diversi anni oltre 322 mila adulti di mezza età, evidenziando come chi tende a rimanere sveglio fino a tardi ha una salute cardiovascolare complessivamente peggiore rispetto alle persone con ritmi più regolari. Ma non solo: chi ha un ritmo del sonno irregolare presenta un rischio maggiore di eventi gravi, come infarto e ictus.
Nello specifico, coloro che dormono in maniera irregolare presentano un aumento del 79% nel rischio di sviluppare un profilo cardiovascolare sfavorevole e circa un 16% di probabilità in più di un primo infarto o ictus rispetto al resto della popolazione.
Il ritmo sonno-veglia influenza il cuore
Il collegamento tra sonno e salute cardiaca passa attraverso molteplici fattori. Non è importante solo l’ora in cui ci va a dormire, ma anche la qualità del sonno. Ricerche precedenti avevano dimostrato che un sonno di scarsa qualità, sia in termini di durata che di regolarità, è associato a una serie di rischi per il cuore e i vasi sanguigni, aumentando infiammazione, pressione arteriosa, resistenza all’insulina e fattori metabolici sfavorevoli.
In altre parole, un ritmo irregolare può tradursi in comportamenti meno salutari, come scelte alimentari peggiori o attività fisica irregolare, e in una minore capacità del corpo di “recuperare” durante la notte. Tutto ciò influisce sul sistema cardiovascolare e sulla regolazione di processi chiave come la pressione sanguigna e l’infiammazione.
Qualità e quantità
Oltre all’orario in cui ci si corica, anche la qualità del riposo è fondamentale. Uno stile di vita che favorisce un sonno profondo e regolare, vale a dire con un numero di ore adeguato e pochi risvegli, contribuisce a ridurre lo stress fisiologico e l’infiammazione dei vasi sanguigni, due elementi direttamente collegati alla salute del cuore.
Al contrario, un sonno frammentato o insufficiente è stato associato a un maggior rischio di malattie cardiovascolari, ictus e altri problemi di salute. Anche le difficoltà a mantenere un ritmo regolare di sonno e veglia possono interferire con i processi metabolici e con la capacità dell’organismo di riparare i tessuti durante la notte.
Non solo “sentirsi riposati”
Lo studio sottolinea come chi tenda a stare sveglio fino a tardi potrebbe trarre beneficio da interventi mirati ai fattori di rischio cardiovascolare. Migliorare l’igiene del sonno, stabilendo orari regolari del sonno, riduce l’esposizione alla luce artificiale nelle ore serali, evitando eventi stimolanti poco prima di coricarsi. Non è solo una questione di sentirsi riposati, ma può essere parte integrante di una strategia preventiva per la salute del cuore.
