Secondo i dati più recenti dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), sette genitori su dieci ritengono inutile la vaccinazione, mentre otto su dieci non considerano grave l’infezione da HPV, contribuendo così a una copertura vaccinale notevolmente inferiore agli obiettivi di salute pubblica. «È incredibile come ancora oggi tanti genitori scelgano di non vaccinare i figli contro l’HPV, nonostante sia un vaccino sicuro ed efficace che previene addirittura un tipo di tumore». A dirlo è Valentina Grimaldi, pediatra di famiglia, consigliera OMCeO Roma e coordinatrice della Commissione età evolutiva, commentando i recenti dati dell’Istituto superiore di sanità.
Perché il vaccino HPV è così importante
In Italia, il vaccino potrebbe prevenire circa 3.000 decessi all’anno dovuti a tumori correlati all’HPV, ma la diffusione rimane ben al di sotto degli standard raccomandati: solo circa la metà della popolazione target (ragazze e ragazzi di 11-12 anni) è effettivamente protetta. Come ha sottolineato un articolo dell’Ansa, il vaccino anti-HPV è considerato uno dei più efficaci strumenti di prevenzione contro alcuni tipi di tumore. Copre ceppi di HPV responsabili della maggior parte dei tumori del collo dell’utero, dell’ano, dell’orofaringe, della vagina, della vulva e del pene, con un’efficacia superiore al 90% se somministrato prima dell’inizio dell’attività sessuale.
Disinformazione e falsi miti
Quindi per Valentina Grimaldi, la principale barriera alla diffusione del vaccino è la disinformazione. Molti genitori ignorano cos’è l’HPV, come si trasmette e quanto sia diffuso, portando a convinzioni errate come:
- Il vaccino può causare infertilità: un mito completamente privo di evidenze scientifiche;
- Riguarda solo le donne: l’HPV può colpire anche gli uomini e provocare tumori e lesioni precancerose in diverse parti del corpo;
- Non è grave: un’idea erronea con conseguenze reali sulla salute pubblica.
E come continua ad evidenziare, questa scarsa conoscenza è aggravata dalla diffusione di fake news sui social e online, dove informazioni errate e non verificate superano spesso quelle basate sull’evidenza scientifica.
Il ruolo dei pediatri e dell’educazione sanitaria
Secondo Piero Valentini, anch’egli pediatra e membro della Commissione età evolutiva dell’OMCeO Roma, il vaccino HPV rappresenta una svolta nella prevenzione dei tumori: «Il vaccino nonavalente disponibile oggi copre la quasi totalità dei ceppi oncogeni e aiuta a prevenire anche lesioni precancerose come le verruche genitali». Così i pediatri italiani stanno cercando di fronteggiare questa situazione attraverso informazione corretta e dialogo diretto con le famiglie. Grimaldi infatti ha sottolineato come sia fondamentale promuovere attivamente la vaccinazione fin da prima degli 11 anni, spiegando l’importanza della prevenzione e sfatando dubbi e pregiudizi in modo chiaro e basato sui dati.
Cosa fare per migliorare la copertura vaccinale
Così per raggiungere gli obiettivi di salute pubblica, tra cui la meta del 95% di copertura nella fascia 11-12 anni, gli esperti sottolineano l’importanza di:
- Potenziare l’educazione sanitaria nelle scuole e nelle comunità;
- Supportare i medici di famiglia e pediatri con risorse informative affidabili;
- Estendere l’offerta vaccinale anche nell’ambito degli ambulatori pediatrici e dei servizi territoriali.
