Verso una nuova epidemiologia ambientale: esperienze consolidate ed in progress

Dati, mappe e intelligenza artificiale: come l'epidemiologia ambientale sta diventando la nuova frontiera della prevenzione in Italia
Dati, mappe e intelligenza artificiale: come l'epidemiologia ambientale sta diventando la nuova frontiera della prevenzione in Italia

A cura della Prof.ssa Maria Triassi, Direttrice del Dipartimento ad Attività Integrata di Sanità Pubblica, Farmacoutilizzazione e Dermatologia AOU Federico II e Professoressa ordinaria di igiene generale e applicata, Università degli Studi di Napoli Federico II e della Dott.ssa Giuseppina Affinito, Biomedical Engineer & Healthcare Data Science Specialist Università degli Studi di Napoli Federico II

Il ruolo crescente dei determinanti ambientali nella salute umana sta imponendo una trasformazione profonda dell’epidemiologia, che non può più limitarsi a valutare la comparsa delle malattie e i fattori di rischio tradizionali. Oggi, infatti, è indispensabile un approccio capace di integrare in modo strutturato dati ambientali, sanitari e sociali, per leggere la complessità dei territori e pianificare azioni di prevenzione realmente efficaci.

Nel contesto italiano, caratterizzato da una lunga storia industriale, da una elevata urbanizzazione e dalla presenza di siti contaminati di diversa natura, è necessario andare oltre logiche emergenziali e costruire una strategia di prevenzione primaria basata su evidenze solide e contestualizzate. La nuova epidemiologia ambientale si configura quindi come funzione strategica per la salute pubblica, in grado di fornire supporto alle decisioni, valutare il rischio in modo dinamico e guidare azioni volte a ridurre l’esposizione prima della manifestazione dei danni.

Campania Trasparente: quando la prevenzione si fonda sui dati

In questa prospettiva si inserisce il progetto Campania Trasparente, un esempio di monitoraggio integrato e di collaborazione interistituzionale. Coordinato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, il programma ha indagato matrici ambientali, prodotti agroalimentari e biomarcatori umani per costruire un quadro completo dello stato del territorio. La produzione di mappe geochimiche ha permesso di distinguere le contaminazioni di origine antropica dai valori naturali di fondo e di interpretare correttamente la distribuzione degli inquinanti, evitando letture distorte o allarmismi impropri. Campania Trasparente ha mostrato come la prevenzione possa fondarsi su dati certi, una comunicazione efficace e un’integrazione multidisciplinare tra i diversi attori coinvolti.

In-Sinergia: omogeneità e equità nei Siti di Interesse Nazionale

Su scala nazionale, il progetto In-Sinergia risponde all’esigenza di garantire un livello omogeneo di tutela nei territori caratterizzati da contaminazioni storiche, in particolare nei Siti di Interesse Nazionale (SIN). Attraverso la standardizzazione delle metodologie di monitoraggio e biomonitoraggio, la creazione di una rete interregionale di laboratori qualificati e l’integrazione dei dati sanitari e ambientali, il programma contribuisce a superare disomogeneità operative e informative tra le Regioni. La valutazione di sostanze come PFAS, metalli pesanti e inquinanti organici persistenti richiede competenze tecniche avanzate e strumenti analitici adeguati a misurare esposizioni anche a basse concentrazioni: In-Sinergia offre un quadro metodologico condiviso per interpretare i risultati e orientare le politiche di sanità pubblica in modo coerente con il principio di equità.

Intelligenza artificiale e innovazione digitale al servizio della salute

Alla luce dell’evoluzione scientifica degli ultimi anni, un ruolo determinante è svolto anche dall’innovazione digitale e dall’intelligenza artificiale, grazie all’integrazione dei dati provenienti da monitoraggi georeferenziati, flussi sanitari e sistemi informativi territoriali. Tecniche di machine learning e modelli predittivi consentono analisi spazio-temporali, identificando tendenze e relazioni tra esposizioni e indicatori sanitari non immediatamente osservabili con metodi tradizionali. La progressiva interoperabilità tra banche dati ambientali e sanitarie è una condizione imprescindibile per sfruttare appieno tali opportunità, così come la formazione di nuove competenze professionali nella sanità pubblica.

La Valutazione di Impatto Sanitario come strumento operativo

Un ulteriore pilastro riguarda lo sviluppo di indicatori sintetici capaci di stimare l’impatto sanitario atteso in funzione dei livelli di esposizione. L’applicazione sistematica della Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) nei processi decisionali consente di orientare le politiche di bonifica e le autorizzazioni ambientali su basi epidemiologiche solide, riducendo il divario tra conoscenze scientifiche e azioni regolatorie. In questo modo la prevenzione primaria diventa misurabile e non resta un enunciato teorico. L’integrazione degli esiti VIS con modelli predittivi avanzati costituisce un’evoluzione metodologica in grado di sostenere una governance sanitaria più efficace e orientata al lungo termine.

Le priorità operative per il Paese

Dall’integrazione tra le esperienze consolidate e i nuovi indirizzi emergono quindi alcune priorità operative fondamentali per il Paese: rendere strutturale il monitoraggio ambientale e sanitario, unificare metodologie e sistemi informativi, potenziare il coordinamento tra istituzioni nazionali e regionali, promuovere una cultura della trasparenza che favorisca processi di fiducia, partecipazione e giustizia ambientale.

Verso un’infrastruttura nazionale integrata

La prospettiva futura non può dunque limitarsi al miglioramento dei sistemi esistenti, ma deve prevedere la creazione di un’infrastruttura nazionale integrata di epidemiologia ambientale, dove dati sanitari, ambientali e socioeconomici dialoghino in un ecosistema informativo unico, aggiornato e interrogabile in tempo reale. L’impiego di modelli predittivi e strumenti di analisi avanzata permetterà di anticipare scenari di rischio e di definire strategie preventive mirate a proteggere i gruppi più vulnerabili della popolazione. La collaborazione intersettoriale, già sperimentata nei progetti Campania Trasparente e In-Sinergia, dovrà diventare pratica ordinaria nella governance istituzionale, attraverso tavoli tecnici e responsabilità condivise tra sanità, ambiente e ricerca. Le visioni future della nuova epidemiologia ambientale vedono un Paese capace di anticipare i rischi, comunicarli con chiarezza scientifica alla popolazione, garantire uniformità di tutela e ridurre progressivamente l’incidenza.

Bibliografia

ISPRA – Linee guida per la valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario (VIIAS) nelle procedure di autorizzazione ambientale (VAS, VIA e AIA). Manuale 133/2016.

ISPRA – Determinazione dei valori di fondo e background geochimico nei suoli e matrici ambientali, Manuale MLG 174/2018.

Istituto Superiore di Sanità (ISS) – Linee guida per la Valutazione di Impatto sulla Salute (VIS), 2019.

Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno – documentazione tecnica del progetto Campania Trasparente (monitoraggio ambientale e sanitario regionale).

World Health Organization (OMS) / United Nations Environment Programme (UNEP) – linee guida generali per “environmental health impact assessment” e integrazione salute-ambiente in politiche globali (concetti One Health, esposizioni miste, prevenzione).

Il contributo della Prof.ssa Triassi e della Dott.ssa Giuseppina Affinito fa parte del Libro Bianco di Welfair, fiera del fare Sanità, che verrà presentato il 1° aprile 2026 alla Camera dei Deputati.

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di Redazione Bees Sanità

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