Veterinari in prima linea contro la crisi climatica

Dal Ministero della Salute un focus sul ruolo strategico della medicina veterinaria, «primo presidio contro le malattie emergenti» per Sorice
Dal Ministero della Salute un focus sul ruolo strategico della medicina veterinaria, «primo presidio contro le malattie emergenti» per Sorice

Il Ministero della Salute ha acceso i riflettori sul legame sempre più stretto tra crisi climatica e salute globale. Il 26 marzo 2026, insieme a SIMeVeP e SIVeMP, ha promosso il convegno “Veterinaria, Ambiente e Cambiamenti Climatici”, mettendo al centro un approccio multidisciplinare che intreccia salute animale, umana e ambientale.

Al cuore del dibattito emerge il ruolo strategico del medico veterinario, figura chiave nella prevenzione dei rischi sanitari legati ai cambiamenti climatici. Durante l’incontro, il presidente SIMeVeP, Antonio Sorice, ha sottolineato con chiarezza questo posizionamento: «Il medico veterinario agisce come sentinella epidemiologica: il suo monitoraggio costante su fauna e allevamenti permette di intercettare precocemente gli effetti dei cambiamenti climatici, garantendo la sicurezza sanitaria in un ambiente sempre più fragile».

Clima, animali e nuove minacce sanitarie

I cambiamenti climatici stanno ridefinendo i fattori di rischio per la salute pubblica e animale e perciò il Dott. Aldo Grasselli, presidente di FVM, ha sottolineato che «il modello economico globale, orientato al consumo e purtroppo allo spreco, genera effetti ormai evidenti sul clima e i cambiamenti climatici determinano condizioni favorevoli a patologie del regno vegetale e animale».

L’azione umana aumenta la diffusione di malattie trasmesse da vettori, crescono le zoonosi legate alla fauna selvatica e si intensificano i rischi per interi comparti produttivi, dall’apicoltura all’acquacoltura fino al settore avicolo. Gli esperti hanno inoltre evidenziato gli effetti sulle rotte migratorie degli uccelli e sulla loro fenologia, elementi che incidono direttamente sulla diffusione di patologie come l’influenza aviaria. Parallelamente, contaminanti emergenti come microplastiche e PFAS entrano nella catena alimentare e amplificano i rischi per la salute umana e animale.

Grasselli ha quindi continuato: «L’uomo ha davanti scenari caratterizzati da rischi più intensi e una vulnerabilità che può essere mitigata solo grazie al lavoro dei medici veterinari per mantenere sani gli animali che spesso sono il serbatoio di patologie infettive trasmissibili all’uomo e per assicurare la salubrità degli alimenti. Più e meglio i medici veterinari possono proteggere e curare gli animali, più sani e protetti saranno gli esseri umani».

Nel corso del convegno è emerso anche il tema dell’antimicrobico-resistenza: la medicina veterinaria ha ridotto in modo significativo l’uso di antibiotici negli ultimi dieci anni, ma il fenomeno resta strettamente connesso ai cambiamenti ambientali e alla diffusione di contaminanti come le microplastiche, che favoriscono lo sviluppo di patogeni resistenti.

La soluzione One Health

L’evento si è concluso con una tavola rotonda, moderata dal giornalista RAI Fabrizio Patti, che ha visto il confronto tra figure di spicco dei Ministeri della Salute e dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, degli Istituti Zooprofilattici e SIMeVeP. L’obiettivo centrale è stato declinare l’approccio One Health attraverso un’integrazione istituzionale.

La partecipazione congiunta di esponenti dei diversi ministeri ha sottolineato la necessità di una governance condivisa per affrontare sfide che non rispettano i confini tra specie o settori. È stata discussa l’importanza di rafforzare i servizi veterinari per garantire la resilienza del sistema salute di fronte ai mutamenti climatici, che minacciano la catena alimentare attraverso inquinanti come PFAS e microplastiche.

Il confronto ha ribadito che migliorare la salute degli animali non è solo un atto medico, ma una strategia climatica: animali sani producono meno emissioni e riducono lo spreco di risorse, contribuendo agli obiettivi del Programma Triennale Salute Ambiente Biodiversità e Clima. Il dialogo tra esperti (come quelli dell’IZS Venezie) ha evidenziato come il cambiamento climatico alteri le dinamiche di malattie zoonosiche e dell’antibiotico-resistenza, rendendo fondamentale l’attività di sorveglianza predittiva e monitoraggio dei serbatoi naturali e della fauna selvatica.

Gli argomenti trattati durante il convegno, oltre ad essere problematiche di grande attualità, rappresentano sfide complesse che il Servizio Sanitario Nazionale si troverà a dover gestire negli anni a venire. Si rende quindi necessaria una presa di coscienza, una sensibilizzazione della collettività attraverso la comunicazione del rischio, che possa portare ad un’inversione della rotta.

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di Arrigo Bellelli

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