Restituire umanità alla cura: il Lazio ridisegna il rapporto con il paziente

Telemedicina, FSE, PDTA moderni con ascolto attivo e coinvolgimento civico per una sanità di valore e di nuovo umana
Telemedicina, FSE, PDTA moderni con ascolto attivo e coinvolgimento civico per una sanità di valore e di nuovo umana

Nella fragilità dell’essere umano si celano sensibilità e delicatezza, dignità e gentilezza, insieme alla capacità di intuire ciò che è indicibile e invisibile nella vita. È questa dimensione che ci permette di immedesimarci con maggiore intensità e partecipazione negli stati d’animo, nelle emozioni e nei modi di essere degli altri. Entrare nel prossimo, senza prevaricarlo, è essenziale per un sano e di conseguenza efficace rapporto di cura. L’umanizzazione delle cure è uno dei nuovi fronti della sanità e, per questo motivo, era il centro di un tavolo tematico degli Stati Generali della Salute del Lazio.

Lo stato dell’arte

L’amministrazione regionale avviato un percorso di profondo rinnovamento dall’investimento complessivo di oltre 3 miliardi di euro. Sono serviti per l’acquisto di nuove apparecchiature, ospedali e case di comunità, centrali operative territoriali e l’ammodernamento dei pronto soccorso, con l’obiettivo di garantire servizi più efficienti e sicuri. Parallelamente, si sta costruendo una visione centrata sull’umanizzazione delle cure: un ecosistema che pone la persona al centro, valorizzando dignità, ascolto e bisogni, e che coinvolge attivamente pazienti nei processi partecipativi e collaborativi con operatori sanitari, volontari e associazioni.

La qualità delle cure passa attraverso la partecipazione di tutti gli attori coinvolti, la formazione continua dei professionisti sanitari, il benessere del personale e la creazione di reti collaborative stabili. Comunicazione trasparente, innovazione tecnologica, progettazione rigenerativa degli ambienti e welfare aziendale sono i pilastri di un modello che restituisce alla medicina il suo volto più autentico. Solamente quello capace di coniugare competenza, ascolto ed empatia è un percorso di salute realmente centrato sull’essere umano.

Un SSN digitale e umano

La trasformazione del Servizio Sanitario Regionale richiede un ripensamento profondo dei percorsi di cura, affinché diventino realmente personalizzati, digitalizzati e integrati. La revisione dei Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali deve partire dall’ascolto dei bisogni individuali, valorizzando strumenti già validati, esperienze pregresse e letteratura scientifica che aiutino a evitare duplicazioni e a costruire processi solidi. La tecnologia rappresenta un’opportunità decisiva per rendere i percorsi più interoperabili, tempestivi e accessibili. Strumenti quali Fascicolo Sanitario Elettronico e telemedicina facilitando anche un approccio precoce alla gestione del paziente, avvicinandoci quindi all’umanizzazione delle cure.

Per progettare strumenti di valutazione e miglioramento dei percorsi, è necessario istituire tavoli di lavoro congiunti che coinvolgano direzioni strategiche, professionisti, associazioni e cittadini, favorendo un confronto continuo e la definizione di sistemi di misurazione oggettivi e comparabili. Parallelamente, è essenziale identificare con precisione gli attori coinvolti nei diversi passaggi assistenziali, garantendo punti di riferimento chiari e una rete informativa efficiente.

Accanto alla dimensione digitale, il cambiamento passa attraverso la rigenerazione degli spazi fisici di cura: ambienti accoglienti, sicuri e privi di barriere favoriscono il benessere di utenti e operatori. La progettazione condivisa, che coinvolge utenti e personale tecnico, contribuisce a creare servizi che riflettano realmente i bisogni del territorio.

A sostenere questo percorso è fondamentale la formazione: programmi dedicati all’ascolto attivo, all’empatia e alla comunicazione bidirezionale migliorano la qualità della relazione tra professionisti e cittadini e supportano il cambiamento culturale necessario nelle reti cliniche. Una rete di competenze integrate, alimentata da sistemi interoperabili e processi collaborativi, costituisce la base per un servizio sanitario moderno, coeso e orientato alla persona.

Progettare servizi insieme al cittadino

Rendere il cittadino protagonista della progettazione dei servizi significa partire da un ascolto autentico e strutturato. Le politiche di ascolto attivo permettono di comprendere non solo i bisogni clinici ma anche quelli relazionali, emotivi e pratici. L’empatia diventa così la leva per progettare servizi analogici e digitali che rispecchino realmente il vissuto delle persone. L’interfaccia dei servizi, fisici o digitali, deve essere costruita sul contesto d’uso: linguaggi chiari, accessibilità tecnologica e rispetto delle diversità culturali sono condizioni necessarie per non escludere nessuno.

La mappatura intelligente dei bisogni rappresenta uno strumento strategico per interpretare in modo dinamico la domanda di cura e la sua umanizzazione. Sistemi digitali avanzati, integrati con dati territoriali e con la partecipazione degli URP, dei sistemi informativi e delle direzioni generali, consentono di riconoscere tempestivamente esigenze emergenti e migliorare l’accesso alle informazioni. Questo lavoro dialoga con l’esigenza più ampia di creare reti di persone e professionalità, con attori riconoscibili, punti di riferimento certi e processi coordinati.

La co-progettazione costituisce il passaggio finale e più avanzato: coinvolgere cittadini, associazioni, professionisti sanitari ed esperti di innovazione permette di costruire servizi condivisi, più efficaci e più sostenibili. Metodologie partecipative, tavoli di discussione e percorsi di coinvolgimento civico portano a soluzioni che non solo rispondono ai bisogni, ma aumentano fiducia, trasparenza e responsabilizzazione reciproca.

Questa visione integrata richiede anche un rafforzamento delle competenze comunicative delle strutture sanitarie. Passare dalla semplice informazione a una comunicazione bidirezionale significa instaurare un dialogo continuo in cui il cittadino non è un destinatario passivo, ma parte attiva del processo. Attraverso formazione dedicata, strumenti adeguati e un impegno costante all’ascolto, il sistema sanitario può evolvere verso un modello realmente partecipativo, inclusivo e orientato all’esperienza dell’utente.

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di Arrigo Bellelli
30 Novembre, 2025

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