Di Angelo Santino, Dirigente di Ricerca presso l’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche; responsabile scientifico del progetto NUTRAGE; Federica Tenaglia CNR, Dipartimento di Scienze bio-agroalimentari; Responsabile comunicazione progetto NUTRAGE
Viviamo in una società sempre più longeva. L’allungamento dell’aspettativa di vita rappresenta una straordinaria conquista, ma ci pone davanti a sfide cruciali: come invecchiare bene, mantenere autonomia, benessere e massimizzare la qualità della vita? In questo scenario, l’alimentazione riveste un ruolo primario come strumento di prevenzione efficace e accessibile; non solo perché esercita un’influenza diretta sul metabolismo e sull’insorgenza delle malattie croniche, ma anche perché ci accompagna in ogni fase dell’esistenza, intrecciandosi con gli stili di vita, le relazioni sociali e l’identità culturale. È a partire da questa consapevolezza che nasce NUTRAGE, il grande progetto del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) dedicato allo studio della nutrizione – in particolare della Dieta Mediterranea – e dei suoi effetti per un invecchiamento attivo e in salute.
Cosa è NUTRAGE
Un programma interdisciplinare che ha coinvolto centinaia di ricercatori in ambiti che spaziano dalla biologia molecolare alla medicina, dalla chimica degli alimenti alle scienze sociali, con un obiettivo ambizioso: trasformare il cibo in una vera infrastruttura della salute. Il convegno finale del progetto, tenutosi a Napoli a novembre 2025, ha restituito una visione unitaria di questo percorso, mostrando come la nutrizione possa diventare il punto di incontro tra scienza, tecnologia, sostenibilità e società.
Ripensare la Dieta Mediterranea
Uno dei pilastri di NUTRAGE è la rilettura scientifica della Dieta Mediterranea. Non come semplice patrimonio culturale, ma come modello dinamico, capace di evolvere alla luce delle nuove conoscenze. Un’evoluzione non solo auspicata, ma necessaria per massimizzarne gli effetti e ottenere risultati concreti sulla salute.
Le ricerche hanno in particolare evidenziato come alcune sostanze chiave contenute negli alimenti – quali polifenoli, fibre e antiossidanti – possano modulare il microbiota intestinale, ridurre l’infiammazione sistemica e proteggere le funzioni cognitive. Diventa quindi essenziale far conoscere queste componenti, e soprattutto gli alimenti che ne sono ricchi, al fine di costruire un percorso di consapevolezza che guidi i consumatori verso scelte sempre più mirate, capaci di adattarsi alle peculiarità di ciascuno.
La Dieta Mediterranea rappresenta così il punto di partenza su cui costruire l’alimentazione del futuro: una base solida che la ricerca può raffinare, potenziare e adattare ai bisogni di una popolazione che invecchia.
Il cibo come “matrice funzionale”
Nel progetto NUTRAGE, il cibo si trasforma da semplice insieme di nutrienti a vera e propria matrice funzionale: un sistema complesso che interagisce con il nostro organismo a più livelli. Le tecnologie esplorate dal progetto – dalle fermentazioni alla biofortificazione, fino alla selezione varietale – permettono di sviluppare prodotti che non si limitano a nutrire, ma dialogano con il nostro corpo, rafforzando la funzione del cibo come strumento attivo di prevenzione; alimenti capaci di contribuire concretamente alla riduzione del rischio di alcune patologie croniche, dal diabete alle malattie neurodegenerative.
Dalla provetta alla tavola: la conoscenza scientifica si traduce in soluzioni concrete per la vita quotidiana.
Prevenzione lungo tutto l’arco della vita
Un altro asse centrale di NUTRAGE riguarda la prevenzione come processo che attraversa l’intera vita dell’individuo, sin dalla nascita. Le ricerche hanno lavorato su marcatori biologici, modelli predittivi e approcci di nutrizione personalizzata, con l’obiettivo di intercettare precocemente i fattori di rischio.
Obesità, infiammazione cronica, declino cognitivo non sono eventi improvvisi, ma il risultato di processi che si costruiscono nel tempo. Intervenire sull’alimentazione significa agire su queste traiettorie, accompagnando le persone lungo tutto l’arco della vita. La nutrizione può e deve essere concepita come una vera strategia di sanità pubblica, capace di alleggerire il carico sulle strutture sanitarie e migliorare il benessere collettivo.
Sostenibilità e salute insieme
In un’ottica One Health, le ricerche portate avanti da NUTRAGE non potevano prescindere dalla profonda interazione tra salute umana e salute dell’ambiente. Il recupero di composti bioattivi da sottoprodotti agroalimentari, lo sviluppo di processi eco-compatibili e l’attenzione all’economia circolare dimostrano che l’unica direzione possibile è quella di coniugare qualità nutrizionale e sostenibilità.
Il cibo del futuro non dovrà essere solo buono per l’uomo, ma anche per il pianeta. Ridurre gli sprechi, valorizzare le risorse, trasformare ciò che oggi è scarto in nuova opportunità, significa costruire sistemi alimentari più resilienti, capaci di sostenere una popolazione crescente e sempre più longeva.
Conoscenza, tecnologie digitali e società
In un progetto multidisciplinare dedicato all’alimentazione, la dimensione sociale non poteva essere ignorata. Tutto ciò che la ricerca ha prodotto non avrebbe senso senza un investimento sull’educazione nutrizionale, su strumenti digitali per il monitoraggio degli stili di vita e su modelli di coinvolgimento attivo dei cittadini. Questi approcci hanno mostrato come la scienza possa uscire dai laboratori e diventare parte dell’esperienza quotidiana.
Il cittadino non è più soltanto destinatario di raccomandazioni, ma attore consapevole di un sistema che produce conoscenza. Ed è questa uno dei più grandi risultati del progetto che ha costruito un vero e proprio terreno di dialogo tra scienza e società, in cui le scelte individuali si intrecciano con politiche pubbliche, innovazione industriale e sostenibilità.
Dal progetto al sistema
NUTRAGE non è solo un progetto di ricerca, ma un modello virtuoso che dimostra come sia possibile affrontare una sfida complessa – l’invecchiamento in salute – attraverso un approccio integrato, capace di mettere in relazione scienza, tecnologia, ambiente e cultura.
Il cibo emerge non più soltanto come risposta a un bisogno primario, ma come strumento di prevenzione, inclusione e benessere. In questa visione, nutrirsi significa prendersi cura di sé, degli altri e del mondo in cui viviamo.
È qui che la ricerca incontra davvero la vita quotidiana, dando forma a una nuova cultura dell’alimentazione: fondata sulle evidenze scientifiche, ma profondamente legata all’individuo, alle sue fragilità e alle sue potenzialità.
Di Angelo Santino, Dirigente di Ricerca presso l’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche; responsabile scientifico del progetto NUTRAGE; Federica Tenaglia CNR, Dipartimento di Scienze bio-agroalimentari; Responsabili comunicazione progetto NUTRAGE
