La tutela della salute delle persone anziane non si esaurisce nella dimensione clinica. Riguarda l’insieme delle condizioni che rendono possibile una vita dignitosa: le relazioni, la partecipazione sociale, la protezione giuridica, la capacità di muoversi con autonomia in un mondo sempre più digitalizzato. Welfair, la fiera del fare Sanità, ha offerto anche su questi temi uno spazio di confronto, portando al centro dell’attenzione le fragilità specifiche della terza età senza ridurle a una questione meramente sanitaria. Laila Perciballi, Garante delle persone anziane di Roma Capitale, costruisce il suo ragionamento attorno a una visione integrata della persona: biologica, relazionale, economica e sociale insieme. Questa prospettiva mette in discussione l’idea che l’anziano sia soltanto un soggetto fragile da assistere, e apre invece alla possibilità di riconoscere competenze, risorse e aspirazioni che non svaniscono con l’età.
Tra le criticità più gravi figurano l’isolamento e la solitudine, due condizioni che incidono profondamente sulla salute delle persone anziane e che nessuna terapia farmacologica è in grado di affrontare da sola. Restituire relazionalità significa costruire reti concrete: centri anziani, parrocchie, università, progetti intergenerazionali. Uno degli esempi richiamati è il progetto sviluppato con l’Università di Tor Vergata, in cui studenti e anziani condividono spazi abitativi in un rapporto di scambio reciproco: i giovani alleggeriscono il peso economico e trasferiscono competenze digitali, gli anziani offrono accoglienza e, in qualche misura, trasmettono a loro volta saperi ed esperienze. Accanto a questo, emerge il tema delle cure domiciliari e della necessità di costruire equipe multidisciplinari capaci di portare a casa dell’anziano l’intera gamma delle competenze professionali, considerando che le professioni sanitarie afferenti al ministero della Salute sono trentuno.
Protezione giuridica e nuova dignità della terza età
Il quadro normativo rappresenta un terreno su cui il dibattito è ancora aperto. La Garante si sofferma sulla figura dell’amministratore di sostegno, introdotta dalla legge 6 del 2004 su impulso del professor Paolo Cendon, e ne valorizza l’impostazione originaria: uno strumento pensato non per limitare la persona, ma per preservarne le capacità residue, accompagnandola nelle scelte quotidiane e patrimoniali senza sottrarne la soggettività. La tutela giuridica si intreccia con quella della salute perché un anziano protetto da abusi, truffe e decisioni imposte è anche un anziano in grado di mantenere un equilibrio psicologico e relazionale più solido.
Su questo impianto si innesta la legge 33 del 2023, che introduce il cohousing intergenerazionale e rilancia il concetto di invecchiamento attivo come principio ordinatore delle politiche per la terza età. Laila Perciballi collega questi strumenti normativi a una visione complessiva in cui salute, alimentazione, movimento, protezione legale e partecipazione sociale concorrono a definire la qualità della vita degli anziani. Il messaggio centrale è che fare salute per le persone anziane richiede competenze professionali integrate, politiche coerenti e, soprattutto, il riconoscimento che la terza età non è soltanto una fase di declino ma uno spazio in cui realizzare ancora desideri e aspirazioni.
