L’invecchiamento della popolazione italiana sta rendendo sempre più frequenti le diagnosi di tumori del sangue tra gli over 65. Linfomi, leucemie e altre neoplasie ematologiche rappresentano oggi una delle principali sfide per il Servizio Sanitario Nazionale, non solo dal punto di vista clinico ma anche organizzativo.
Le innovazioni terapeutiche degli ultimi anni hanno infatti migliorato significativamente le prospettive di cura, ma richiedono percorsi assistenziali sempre più personalizzati e una maggiore integrazione tra ospedale, territorio e assistenza domiciliare.
Proprio su questi temi si è concentrato il convegno “Tumori del sangue nel paziente anziano: percorsi di cura e ruolo del caregiver“, ospitato presso il Senato della Repubblica, durante il quale è stato presentato un policy paper dedicato all’assistenza dei pazienti anziani affetti da patologie oncoematologiche.
L’innovazione terapeutica cambia la gestione della malattia
Negli ultimi anni l’oncoematologia ha compiuto importanti passi avanti grazie all’introduzione di terapie innovative come anticorpi bispecifici, terapie cellulari CAR-T e farmaci target orali. Questi trattamenti consentono approcci sempre più efficaci e spesso meglio tollerati rispetto alle tradizionali chemioterapie, anche nei pazienti più anziani e fragili.
Molte delle nuove cure possono essere somministrate in day hospital, day service o direttamente al domicilio del paziente, riducendo la necessità di ricoveri prolungati. Un cambiamento che migliora la qualità della vita ma che richiede una gestione più complessa delle terapie e un monitoraggio costante.
Il caregiver: da supporto familiare a protagonista del percorso di cura
In questo nuovo scenario il caregiver assume un ruolo sempre più centrale. Non si limita infatti ad accompagnare il paziente alle visite, ma contribuisce concretamente alla corretta assunzione dei farmaci, al monitoraggio dei sintomi, alla gestione degli effetti collaterali e alla comunicazione con il team medico.
Secondo i dati discussi durante l’evento, in Italia oltre 7 milioni di persone assistono regolarmente un familiare non autosufficiente. Nel caso dei pazienti oncoematologici il carico assistenziale è particolarmente elevato e può incidere direttamente sull’aderenza terapeutica e sull’efficacia delle cure.
Gli esperti sottolineano come l’assenza di un adeguato supporto familiare possa compromettere la possibilità di accedere alle terapie più innovative e aumentare il rischio di complicanze, ricoveri non programmati e costi aggiuntivi per il sistema sanitario.
Le proposte presentate al Senato
Il policy paper propone una serie di interventi concreti per rafforzare il ruolo del caregiver e migliorare l’assistenza ai pazienti anziani con tumori del sangue.
Tra le principali indicazioni figurano:
- percorsi strutturati di formazione e supporto per i caregiver;
- maggiore accesso ai servizi di sostegno psicologico per pazienti e familiari;
- inserimento formale del caregiver nei Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA);
- rafforzamento dell’assistenza territoriale e domiciliare;
- maggiore integrazione tra ospedali, medici di medicina generale, infermieri e servizi territoriali.
L’obiettivo è costruire un modello assistenziale più vicino ai bisogni reali delle persone, capace di accompagnare il paziente lungo tutto il percorso terapeutico.
Una sfida destinata a crescere
I tumori del sangue colpiscono prevalentemente la popolazione anziana e il loro impatto è destinato ad aumentare nei prossimi anni. In Italia gli over 65 sono circa 15 milioni e molte neoplasie ematologiche registrano il picco di incidenza proprio nelle fasce di età più avanzate. I linfomi non Hodgkin interessano oltre 160.000 persone nel nostro Paese, mentre molte forme di leucemia presentano un’età media alla diagnosi compresa tra i 60 e i 75 anni.
Per questo motivo gli specialisti ritengono indispensabile affiancare all’innovazione terapeutica una profonda evoluzione organizzativa, capace di garantire equità di accesso alle cure e una presa in carico sempre più integrata.
Verso cure più umane e sostenibili
Le nuove terapie stanno trasformando la storia clinica dei tumori del sangue negli anziani, offrendo opportunità impensabili fino a pochi anni fa. Tuttavia, il successo delle cure non dipende soltanto dall’efficacia dei farmaci. La presenza di una rete assistenziale solida, il riconoscimento del ruolo del caregiver e una maggiore integrazione tra ospedale e territorio rappresentano elementi essenziali per garantire percorsi di cura realmente efficaci, sostenibili e centrati sulla persona.
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