L’afasia conseguente a un ictus rappresenta una delle complicanze neurologiche più invalidanti. La perdita totale o parziale della capacità di comunicare compromette profondamente l’autonomia e la qualità della vita, rendendo indispensabile un percorso riabilitativo tempestivo e continuativo.
Dopo la fase ospedaliera intensiva, molti pazienti si trovano ad affrontare un vuoto assistenziale che rischia di rallentare il recupero. Proprio per colmare questo gap è nato A.Ph.A. (Acute Phase Aphasia), una piattaforma di riabilitazione neurocognitiva che, sfruttando un algoritmo di intelligenza artificiale adattiva, accompagna il paziente nel suo recupero, dall’ospedale fino al rientro a domicilio.
Dal bisogno clinico alla nascita di A.Ph.A.
L’idea nasce dall’esperienza quotidiana del logopedista Matteo Grazioso, founder del progetto. «Durante il lavoro con i pazienti colpiti da afasia – spiega – ho osservato come, terminata la seduta riabilitativa, molti di loro rimanessero per ore o giorni senza alcuna stimolazione linguistica».
«Le più recenti linee guida internazionali indicano che il recupero delle funzioni cognitive e linguistiche dipende soprattutto da due fattori: intervenire il prima possibile dopo l’ictus e garantire un’elevata intensità riabilitativa. Nella pratica clinica, però, questi obiettivi non sempre sono raggiungibili, sia durante il ricovero, sia dopo il ritorno a casa».
«Da questa esigenza è nata A.Ph.A., pensata come un filo conduttore capace di seguire il paziente in tutte le fasi del percorso, dall’ospedale ai centri riabilitativi, fino al domicilio. L’obiettivo non è sostituire il logopedista, ma amplificarne il lavoro, soprattutto in un contesto caratterizzato dalla carenza di professionisti».
Come funziona la piattaforma
«A.Ph.A. è una piattaforma digitale – continua Grazioso – utilizzabile principalmente tramite tablet, scelta che rende l’interfaccia più semplice e intuitiva anche per persone con difficoltà motorie o cognitive».
«Il cuore del sistema è l’A.Ph.A. Engine, un algoritmo proprietario sviluppato per personalizzare il percorso riabilitativo. Il primo passaggio consiste in una valutazione digitale che analizza, in pochi minuti, il profilo linguistico del paziente. Il sistema prende in considerazione diversi aspetti, dalla comprensione alla memoria verbale, generando un report clinico oggettivo e standardizzato, indipendente dall’operatore che esegue il test. Una volta completata la valutazione, l’algoritmo costruisce automaticamente un programma riabilitativo personalizzato, selezionando le attività più appropriate tra oltre 10 mila esercizi presenti nel database».
«La caratteristica principale è la capacità di adattarsi continuamente ai progressi del paziente. Se gli esercizi risultano troppo semplici, il livello di difficoltà aumenta. Al contrario, se emergono difficoltà, il sistema riduce il carico cognitivo, mantenendo sempre il percorso calibrato sulle reali capacità della persona».
Un aiuto che riduce la frustrazione
Tra gli elementi più innovativi della piattaforma ci sono anche gli aiuti intelligenti durante gli esercizi. In caso di errore – spiega – il sistema non si limita a segnalare la risposta sbagliata, ma propone suggerimenti progressivi, visivi o semantici, che guidano il paziente verso la soluzione corretta».
«Questo approccio favorisce l’apprendimento e riduce il senso di frustrazione, uno degli ostacoli più frequenti nella riabilitazione dell’afasia. L’obiettivo è mantenere alta la motivazione, elemento fondamentale per affrontare un percorso terapeutico spesso lungo e complesso».
Una riabilitazione che continua anche a casa
«Uno dei principali punti di forza di A.Ph.A. è la continuità terapeutica» specifica Grazioso. «La piattaforma permette infatti di proseguire la stimolazione cognitivo-linguistica anche dopo la dimissione ospedaliera, quando il paziente torna a casa e le sedute con il logopedista sono necessariamente limitate nel tempo».
«Il sistema propone sessioni di circa 15 minuti, da ripetere due volte al giorno. In questo modo il paziente riceve una stimolazione costante senza affaticarsi, mentre il caregiver può gestire facilmente il percorso grazie a uno strumento intuitivo». «Per il logopedista, invece, la piattaforma rappresenta un supporto aggiuntivo: consente di monitorare i progressi attraverso dati oggettivi e di dedicare più tempo agli aspetti clinici che richiedono necessariamente l’intervento dello specialista».
I vantaggi anche per ospedali e centri riabilitativi
Ma i benefici, secondo Grazioso, riguardano anche le strutture sanitarie. «Grazie ad A.Ph.A., ospedali, RSA e centri di riabilitazione possono estendere il percorso terapeutico oltre la singola seduta, offrendo ai pazienti una presa in carico più continuativa senza aumentare proporzionalmente le ore di lavoro del personale specializzato».
«La piattaforma permette inoltre di seguire un numero maggiore di pazienti mantenendo elevata l’intensità riabilitativa, ottimizzando così una delle risorse più preziose: il tempo dei professionisti».
«Vogliamo diventare uno standard nazionale»
Il progetto guarda ora a una diffusione sempre più ampia. Per fare ciò, spiega Grazioso, «Il primo passo sarà ottenere la certificazione come dispositivo medico, requisito necessario per l’integrazione all’interno del Servizio sanitario nazionale. Successivamente, l’obiettivo è rendere la piattaforma rimborsabile, affinché possa diventare uno strumento accessibile a tutti i pazienti che ne hanno bisogno».
«Parallelamente, A.Ph.A. punta anche alla collaborazione con il settore delle assicurazioni sanitarie, proponendosi come soluzione capace di favorire un recupero più efficace e, nel lungo periodo, di ridurre i costi assistenziali».
«L’ambizione finale – conclude – è trasformare la tele-riabilitazione in una componente stabile del percorso di cura. Non un semplice software, ma uno strumento in grado di estendere il lavoro del logopedista fino al domicilio del paziente, garantendo quella continuità terapeutica che, oggi, rappresenta una delle principali sfide nella riabilitazione dell’afasia post-ictus».
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