Infezioni sessualmente trasmesse: come riconoscere le fake news

Le fake news sulle infezioni sessualmente trasmesse possono compromettere la prevenzione. Scopri i falsi miti più diffusi e come informarti correttamente.

Le infezioni sessualmente trasmesse (IST) sono un importante tema di salute pubblica che interessa milioni di persone ogni anno. Secondo un articolo pubblicato dalla Fondazione Veronesi, nonostante la crescente disponibilità di informazioni online, molte di quelle che circolano sul web e sui social network sono inesatte o addirittura false. Le cosiddette fake news possono alimentare paure ingiustificate, diffondere convinzioni errate e spingere le persone ad assumere comportamenti che mettono a rischio la propria salute e quella degli altri.

Quando si parla di salute sessuale, è fondamentale affidarsi a fonti autorevoli e basate su evidenze scientifiche. Conoscere i principali falsi miti e imparare a riconoscere le informazioni attendibili rappresenta il primo passo per una corretta prevenzione.

Perché le fake news sulle infezioni sessualmente trasmesse sono così diffuse?

Negli ultimi anni internet è diventato il principale strumento di informazione per milioni di persone. Basta una ricerca online per trovare centinaia di articoli, video e post dedicati alle infezioni sessualmente trasmesse. Tuttavia, non tutti i contenuti pubblicati sono verificati.

Le fake news si diffondono con estrema facilità perché spesso utilizzano titoli sensazionalistici, promettono soluzioni semplici oppure fanno leva sulla paura. Inoltre, la salute sessuale è ancora oggi un argomento che molte persone affrontano con imbarazzo, preferendo cercare risposte online invece di rivolgersi a un medico.

Questa combinazione favorisce la circolazione di informazioni scorrette che possono essere condivise migliaia di volte prima di essere smentite.

Che cosa sono le infezioni sessualmente trasmesse? Parola degli esperti

Le infezioni sessualmente trasmesse sono malattie causate da virus, batteri, funghi o parassiti che possono essere trasmesse principalmente attraverso rapporti sessuali vaginali, anali o orali.

Tra le più conosciute rientrano:

  • Clamidia;
  • Gonorrea;
  • Sifilide;
  • Herpes genitale;
  • Papillomavirus umano (HPV);
  • HIV;
  • Epatite B.

Alcune di queste infezioni possono essere curate con una terapia specifica, mentre altre possono essere controllate ma non eliminate definitivamente. In tutti i casi, una diagnosi precoce permette di ridurre il rischio di complicanze e limitare la trasmissione ad altre persone.

Le principali fake news individuate dagli esperti:

Fake news n.1: “Se non ho sintomi significa che sto bene”

Si tratta di una delle convinzioni più diffuse, ma anche tra le più pericolose.

Molte infezioni sessualmente trasmesse possono infatti essere completamente asintomatiche, soprattutto nelle fasi iniziali. Una persona può non accorgersi di aver contratto un’infezione e, allo stesso tempo, trasmetterla inconsapevolmente al partner.

Per questo motivo gli specialisti consigliano di effettuare controlli e test quando si sono avuti rapporti a rischio, anche in assenza di sintomi evidenti.

Fake news n.2: “Le infezioni sessualmente trasmesse colpiscono solo alcune categorie di persone”

Un altro falso mito è quello secondo cui le IST riguardino esclusivamente persone con numerosi partner sessuali o appartenenti a specifiche categorie.

In realtà, chiunque sia sessualmente attivo può contrarre un’infezione. Il rischio non dipende dall’età, dal genere, dall’orientamento sessuale o dalla condizione sociale, ma soprattutto dai comportamenti adottati durante i rapporti.

Pensare di essere “fuori pericolo” solo perché si appartiene a una determinata categoria può portare ad abbassare la guardia e a trascurare la prevenzione.

Fake news n.3: “Il preservativo protegge sempre al 100%”

Il preservativo rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di trasmissione di molte infezioni sessualmente trasmesse e delle gravidanze indesiderate.

Tuttavia, nessun metodo preventivo garantisce una protezione assoluta. Alcune infezioni, come quelle causate dal papillomavirus umano (HPV) o dall’herpes simplex, possono trasmettersi anche attraverso il contatto con aree della pelle non coperte dal preservativo.

Questo non significa che il preservativo sia inutile, anzi: il suo utilizzo corretto resta una delle principali strategie di prevenzione raccomandate dalle autorità sanitarie.

Fake news n.4: “Esistono rimedi naturali che eliminano le infezioni”

Online si trovano frequentemente consigli che promettono di curare le infezioni sessualmente trasmesse con tisane, integratori, oli essenziali o altri rimedi naturali.

Ad oggi non esistono prove scientifiche che dimostrino l’efficacia di questi trattamenti nel curare le IST.

Affidarsi esclusivamente a rimedi non validati può ritardare la diagnosi e consentire all’infezione di progredire, aumentando il rischio di complicanze e di trasmissione ad altre persone.

Per qualsiasi sintomo sospetto o dopo un rapporto considerato a rischio è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico o a un centro specializzato.

Fake news n.5: “Un solo rapporto non può essere rischioso”

Anche questa è una convinzione errata.

In alcuni casi è sufficiente un singolo rapporto sessuale non protetto per contrarre un’infezione. Il rischio dipende dalla presenza dell’infezione nel partner e dalle modalità del rapporto, non dal numero di volte in cui si è avuto un rapporto sessuale.

Per questo motivo è importante non sottovalutare nemmeno episodi occasionali.

Come riconoscere una fake news sulla salute

Per i ricercatori prima di considerare attendibile una notizia è utile verificare alcuni aspetti:

  • Chi è l’autore dell’articolo;
  • Se il sito appartiene a un ente sanitario, un’università o una società scientifica;
  • La presenza di riferimenti a studi o linee guida aggiornate;
  • La data di pubblicazione del contenuto;
  • L’assenza di toni allarmistici o promesse di cure miracolose.

Quali sono i rischi della disinformazione?

Le fake news possono avere conseguenze concrete sulla salute pubblica.

Chi riceve informazioni sbagliate potrebbe:

  • Evitare di sottoporsi ai test diagnostici;
  • Ritardare una visita medica;
  • Interrompere una terapia prescritta;
  • Trasmettere inconsapevolmente un’infezione;
  • Sviluppare paure infondate o, al contrario, sottovalutare situazioni che richiedono attenzione.

Una corretta informazione contribuisce invece a favorire diagnosi precoci e trattamenti tempestivi.

Come prevenire le infezioni sessualmente trasmesse

La prevenzione rappresenta lo strumento più efficace per ridurre il rischio di contrarre o trasmettere un’infezione.

Tra i comportamenti raccomandati rientrano:

  • Utilizzare correttamente il preservativo durante i rapporti sessuali;
  • Effettuare test periodici in presenza di nuovi partner o rapporti a rischio;
  • Seguire le indicazioni del proprio medico;
  • Informare il partner in caso di diagnosi di un’infezione, secondo le indicazioni dei professionisti sanitari;
  • Aderire ai programmi vaccinali raccomandati, come quello contro l’HPV e l’epatite B.

L’importanza dell’educazione e dell’informazione

Secondo gli esperti parlare apertamente di salute sessuale aiuta a superare lo stigma che ancora oggi accompagna molte infezioni sessualmente trasmesse.

Un’adeguata educazione permette di conoscere le modalità di trasmissione, comprendere l’importanza della prevenzione e favorire comportamenti responsabili.

Allo stesso tempo, imparare a distinguere una notizia verificata da una fake news consente di prendere decisioni più consapevoli e di evitare errori che potrebbero avere conseguenze sulla propria salute.

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di Carlotta Ferrante

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