Incarichi ai medici libero-professionisti: varata la proroga

«Consentirà alle ASL di conferire incarichi per integrare gli organici dei reparti in sofferenza fino al 31 dicembre» afferma l'On. Mazzetti
“Consentirà alle ASL di conferire incarichi per integrare gli organici dei reparti in sofferenza fino al 31 dicembre 2026” rivendica Erica Mazzetti

È stata prorogata al 31 dicembre 2026 la possibilità per le aziende del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) di conferire incarichi libero-professionali a medici e dirigenti sanitari, inclusi quelli in quiescenza. Il provvedimento, approvato il 16 febbraio all’interno del Decreto Milleproroghe, consente il conferimento di incarichi di lavoro autonomo e si inserisce nel quadro delle deroghe già previste dall’art. 2-bis del D.L. 17 marzo 2020, n. 18 e delle successive disposizioni di flessibilità organizzativa.

Il tema della carenza di personale

«Con questa misura diamo una risposta concreta alla carenza di personale che rischia di compromettere l’erogazione di servizi essenziali lavorando concretamente per il diritto alla salute dei cittadini» rivendica l’On. Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia. I legislatori, sia nazionale che regionali, sono alle prese da tempo con questa problematica, cronica nel nostro SSN. Infatti, hanno attuato numerose misure per tamponare l’emergenza come ingaggiare medici dall’estero o mantenere quelli che sono già in servizio fino a 72 anni, ma senza riuscire a risolvere effettivamente la questione.

«Parliamo di uno strumento indispensabile alla tenuta del sistema e ai fini della flessibilità regolata e temporanea – prosegue Mazzetti – che consente di integrare gli organici nei reparti maggiormente in sofferenza, in quelli più piccoli delle aree interne, riattivando servizi strategici e riducendo le liste d’attesa, che sono una vera e propria barriera all’entrata al servizio pubblico. Il tutto nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e del tetto di spesa del personale».

«È, inoltre, previsto che le aziende sanitarie possano acquisire prestazioni professionali anche tramite contratti di servizio con operatori economici esterni, nel rispetto del Codice dei contratti pubblici. In tali casi, il rapporto contrattuale intercorre tra azienda sanitaria e società appaltatrice, mentre la direzione sanitaria, il coordinamento organizzativo e la responsabilità clinica restano in capo alla struttura pubblica. La priorità – conclude l’On. forzista – è una sola: garantire giorno dopo giorno ai cittadini il diritto alla tutela della salute sancito dalla Costituzione, e non in modo discontinuo e occasionale».

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di Arrigo Bellelli

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