La Farmacia dei Servizi del futuro

Secondo Cittadinanzattiva e Federfarma il SSN deve garantire accesso uniforme, prevenzione stabile e maggiore equità territoriale
Secondo Cittadinanzattiva e Federfarma il SSN deve garantire accesso uniforme, prevenzione stabile e maggiore equità territoriale

L’ottava edizione del Rapporto sulla farmacia, presentato oggi a Roma da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma, si basa su un’indagine che ha coinvolto quasi duemila farmacisti e oltre mille cittadini (di cui più di uno su due affetto da patologie croniche). L’obiettivo è comprendere l’evoluzione della farmacia di comunità, offrendo una lettura integrata che tiene conto di dati, esperienze e bisogni reali di cittadini e professionisti.

La farmacia come presidio di salute

La farmacia non è più solo il luogo dove si dispensano medicinali, ma oggi eroga anche servizi sanitari di prossimità e rappresenta un punto di riferimento essenziale soprattutto per pazienti con cronicità. Circa tre farmacie su quattro dispongono di locali separati per erogare servizi specifici. La quota di farmacie che non offre ancora servizi è residuale (circa 1 su 10). È un fenomeno che riguarda prevalentemente le zone rurali rispetto a quelle urbane, in quanto le farmacie dei piccoli centri possono avere maggiori difficoltà di tipo logistico. Tra le prestazioni più diffuse figurano i test diagnostici rapidi (come glicemia e colesterolo), offerti da quasi otto farmacie su dieci.

Per quanto riguarda gli screening, più di un cittadino su quattro ha partecipato a campagne di prevenzione, con un’adesione che aumenta significativamente nelle fasce adulte (sono 4 su dieci nel target tra i 51 e i 74 anni), specialmente per la prevenzione del tumore al colon-retto. Circa una farmacia su due somministra il vaccino antinfluenzale, un servizio utilizzato soprattutto da chi soffre di malattie croniche. Più di sette farmacie su dieci effettuano ECG o monitoraggi con holter cardiaco e pressorio. Ha effettuato un elettrocardiogramma oltre il 20% dei cittadini che hanno risposto al questionario e oltre il 19% ha effettuato un holter pressorio. Anche in questo caso, l’uso è concentrato tra i pazienti con cronicità e i cittadini più anziani.

«I dati dicono chiaramente che le farmacie fanno già molto di più rispetto al passato; adesso la vera sfida è fare in modo che lo Stato e le Regioni le integrino per davvero, eliminando le differenze tra città e zone isolate. La vera svolta ci sarà solo quando ogni cittadino potrà accedere a questi servizi in modo facile, uguale per tutti e consapevole», dichiara Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva.

Accesso ai farmaci

I farmacisti promuovono con convinzione i farmaci equivalenti: circa otto su dieci ne riconoscono il valore per la sostenibilità del sistema sanitario, tre su quattro il beneficio economico per le persone e oltre due su tre ne apprezzano l’impatto positivo sulla regolarità delle cure. La richiesta da parte dei cittadini si mantiene prevalentemente stabile (circa 6 su 10), con segnali di crescita (oltre 1 su 3).

I cittadini con patologie croniche mostrano livelli maggiori di informazione e utilizzo dei farmaci equivalenti. I giovani, pur utilizzandoli meno, mostrano minore resistenza culturale: quando li scelgono lo fanno soprattutto per fiducia nel farmacista (due su tre) e per il risparmio (quasi sei su dieci), configurandosi come una leva importante in un sistema in cui la scelta degli equivalenti non è ancora pienamente consapevole per tutti.

L’automedicazione è ormai una pratica quotidiana: circa otto cittadini su dieci si sentono abbastanza o molto informati sui farmaci da banco. In questo contesto, il farmacista resta un punto di riferimento essenziale: circa sette persone su dieci chiedono spesso o molto spesso un suo consiglio prima di un acquisto. Le donne appaiono più inclini al confronto con il farmacista di riferimento (circa tre su quattro), mentre gli uomini tendono maggiormente all’autogestione.

Infine il Rapporto esamina il tema delle carenze dei farmaci: sebbene più della metà dei cittadini non abbia incontrato ostacoli, oltre un terzo della popolazione ha vissuto qualche criticità nel reperire i farmaci. Il disagio è più marcato per i pazienti con cronicità: circa uno su dieci ha subito ritardi incompatibili con le proprie necessità terapeutiche, mettendo a rischio la continuità delle cure. In questo contesto, la farmacia di comunità emerge come un vero e proprio “ammortizzatore” del sistema, capace di garantire nella maggior parte dei casi la continuità terapeutica, grazie alla sua resilienza organizzativa e professionale

Le proposte del Rapporto

Il Rapporto individua una serie di raccomandazioni per rafforzare il modello della Farmacia dei Servizi, con l’obiettivo di renderlo non solo sostenibile dal punto di vista organizzativo, ma soprattutto capace di rispondere in modo equo ed efficace ai bisogni di salute. Un primo passaggio cruciale riguarda il superamento della fase sperimentale, ancora caratterizzata da forte disomogeneità territoriale, che limita l’accesso uniforme ai servizi. Si propone quindi la definizione di un modello nazionale strutturato, fondato su standard omogenei, continuità dell’offerta e sostenibilità nel tempo.

Ampio spazio viene dedicato alla prevenzione, considerata una leva strategica ancora poco strutturata. Il Rapporto suggerisce di renderla una funzione stabile della farmacia, rafforzando la continuità delle campagne e il coinvolgimento attivo dei cittadini, soprattutto delle fasce più vulnerabili. Analogamente, si sottolinea la necessità di consolidare le vaccinazioni come servizio di prossimità, garantendo maggiore uniformità e chiarezza su tutto il territorio.

Tra le criticità emergenti figurano le carenze di farmaci, che incidono sulla continuità terapeutica: si raccomanda quindi di potenziare trasparenza, monitoraggio e coordinamento tra gli attori della filiera. Parallelamente, il Rapporto evidenzia l’importanza di promuovere una maggiore consapevolezza sui farmaci equivalenti, migliorando la comunicazione tra professionisti e cittadini e riducendo le differenze territoriali.

Viene inoltre valorizzato il ruolo del farmacista nell’automedicazione e nella gestione delle cronicità, ambiti in cui occorre rafforzare educazione sanitaria, integrazione con il sistema sanitario e supporto all’aderenza terapeutica. Particolare attenzione è rivolta alle aree interne, dove la farmacia rappresenta spesso un presidio essenziale, e alla dimensione partecipativa, con il coinvolgimento attivo di cittadini e associazioni. L’obiettivo finale consiste nel rendere questo modello concretamente accessibile e uniforme, trasformando i servizi in diritti esigibili per tutta la popolazione.

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di Arrigo Bellelli

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