«La patologia delle apnee del sonno (OSA) sarà inserita nell’aggiornamento dei LEA in corso di definizione. L’obiettivo è garantire in tutte le regioni allo stesso modo diagnosi precoce, presa in carico e assistenza dei pazienti, abbattere poi le liste di attesa»: lo ha detto l’On. Luciano Ciocchetti di Fratelli d’Italia e Vice presidente XII Commissione Affari Sociali, al dibattito Apnee del sonno: idoneità alla guida e LEA, criticità normative e prospettive di riforma, terminato da poco alla Camera dei deputati, e nato dall’iniziativa dell’Associazione Apnoici Italiani Aps e della Deputata Maria Carolina Varchi, anch’essa di Fratelli d’Italia.
L’iniziativa è nata col duplice intento di favorire un confronto strutturato tra istituzioni, comunità scientifica e stakeholder sul tema delle OSA e dell’idoneità alla guida e di fare il punto sul quadro normativo e sulle sue criticità applicative. L’incontro ha permesso di condividere evidenze cliniche e operative, favorire un dialogo interistituzionale tra i Ministeri competenti e contribuire a individuare possibili soluzioni per un sistema, più omogeneo ed equilibrato, che coniughi tutela della sicurezza stradale e diritti dei pazienti.
La Deputata, in collegamento dalla Sicilia in quanto impegnata nella campagna referendaria, ha assicurato che «da parte nostra c’è piena condivisione delle vostre istanze. Lottiamo insieme, vi chiedo di avere fiducia in noi e ribadisco il mio impegno per far approvare la proposta di legge che mira a riconoscere la sindrome delle OSA come malattia cronica e invalidante».
Le limitazioni alla guida
Silvia Sanasi, dell’Ufficio 3 Tutela Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro DG prevenzione Ministero salute, ha annunciato e accolto con favore «l’iniziativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di riattivare il tavolo tecnico interistituzionale nel quadro dell’attività istruttoria e di coordinamento per la revisione della disciplina di settore» in relazione alle procedure per il rinnovo della patente di guida per i pazienti che soffrono di OSA. «Il Ministero della Salute – ha aggiunto – intende aderire pienamente e supportare attivamente questo strumento estremo di coordinamento. Inoltre, sarà la sede per affrontare, fra gli altri, il riordino delle Commissioni Mediche Locali, oltre che per analizzare proposte di modifica e pensare anche a misure di tipo organizzativo per l’efficienza delle stesse».
La normativa vigente prevede limitazioni alla guida soltanto per i pazienti con OSA moderata o grave associata a sonnolenza diurna e comorbilità rilevanti. I pazienti efficacemente trattati e senza sonnolenza residua sono considerati a basso rischio e possono ottenere o rinnovare la patente anche con piena validità temporale, con certificazione specialistica attestante diagnosi, terapia e aderenza.
Tuttavia, secondo quanto segnalato dall’Associazione Apnoici Italiani, nella pratica molti pazienti vengono inviati automaticamente alle CML anche quando compensati, con conseguenti disparità territoriali, aumento di costi e tempi, duplicazioni di accertamenti e, in alcuni casi, limitazioni non previste dalla norma. Da qui la richiesta di un tavolo interministeriale volto a ribadire il ruolo del medico monocratico nei casi a basso rischio, uniformare le procedure applicative, promuovere formazione ECM per i medici certificatori ed evitare verifiche non necessarie, con l’obiettivo di coniugare sicurezza stradale e tutela dei diritti dei pazienti.
Gli appelli usciti dall’incontro
È intervenuta anche la Deputata dem Ilenia Malavasi: «In Italia ci sono 7,5 milioni di persone affette da questo disturbo. Dunque, è importante che anche la politica, in modo trasversale, si faccia carico di un percorso serio per capire quali strumenti legislativi introdurre per garantire loro il diritto alla salute e migliorare la qualità della vita. Siamo pronti, perciò, a confrontarci per sostenere un percorso parlamentare che riesca a dare qualche sicurezza in più a chi soffre di questa patologia».
Nel corso dell’incontro, il presidente dell’Associazione, Luca Roberti, ha evidenziato che «un’adeguata presa in carico della patologia consentirebbe di prevenire comorbilità, migliorare la qualità della vita e generare risparmi per il sistema sanitario. Uno studio SDA Cergas Bocconi del 2019 stima un ritorno di 1,81 euro per ogni euro investito in diagnosi e trattamento delle OSA».
Infine, Leonardo Arminio, Capo Servizio Medicina e Igiene del Lavoro del Dipartimento Militare di Medicina Legale di Padova e delegato della Società Italiana Medici Certificatori (SIMCE), ha ricordato il legame tra OSA e incidentalità stradale evidenziato da diversi studi scientifici e ha auspicato una revisione della normativa. Il delegato SIMCE ha affermato che questa dovrebbe prevedere follow-up obbligatorio, criteri oggettivi di valutazione dell’efficacia terapeutica e il coinvolgimento delle CML per le patenti superiori.
