Anche se resta una malattia rara, il tetano torna a crescere in Europa. Secondo il rapporto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, nel 2024 sono stati registrati 73 casi nel continente (con 19 decessi), stesso numero di casi del 2023 e in crescita rispetto al 2022 (53).
Secondo il report, gli anziani di età superiore ai 65 anni sono i più colpiti. Un dato, questo, che si spiega con una minore copertura vaccinale in questa fascia di popolazione e il conseguente progressivo venir meno dell’immunità.
L’importanza della vaccinazione per gli anziani
Gli adulti oltre i 65 anni di età, dunque, rappresentano la fascia maggiormente colpita. Un dato che non è nuovo: già in passato, nei rapporti ECDC il dato risultava essere molto simile. Ad esempio, nel 2023 erano stati registrati 73 casi e 13 decessi, perlopiù donne.
Il fenomeno, secondo il centro, potrebbe essere ulteriormente ridotto attraverso campagne vaccinali. Il tetano infatti è una malattie prevenibile attraverso la vaccinazione, che non dovrebbe essere considerata esclusivamente come una questione dell’infanzia, ma importante anche negli anziani perché, con l’avanzare dell’età, diminuiscono gli anticorpi e, dunque, la protezione.
La copertura vaccinale dei bambini resta elevata
Dall’altro lato, la copertura vaccinale nei bambini resta elevata. Nel 2024, riporta l’ECDC, la copertura media nei paesi Europei per la terza dose di vaccino contro difterite, tetano e pertosse si attesta al 92,6%. Valore sicuramente elevato, anche se inferiore rispetto al 2023 (92,8%) e al 2022 (93,4%).
Questo dato, però, non deve essere confuso con la protezione della popolazione anziana. La copertura riportata dall’ECDC misura infatti la percentuale di bambini di un anno che hanno ricevuto tre dosi del vaccino combinato. Non rappresenta quindi direttamente il livello di immunità degli adulti e degli anziani.
Cos’è il tetano e perché l’età rappresenta un elemento importante
Il tetano è grave malattia infettiva acuta, non contagiosa, provocata dalla tossina prodotta dal batterio Clostridium tetani. A differenza di molte altre malattie infettive, non si trasmette da persona a persona: le spore del batterio possono trovarsi nel terreno, nella polvere e nelle feci e possono entrare nell’organismo attraverso una ferita contaminata.
Proprio per questo la protezione vaccinale assume un ruolo centrale. Non è sufficiente, quindi, considerare il tetano come una malattia ormai appartenente al passato. La presenza di casi, seppur numericamente limitata, dimostra che il rischio non è scomparso.
E il fatto che la maggior parte dei casi continui a concentrarsi tra gli over 65 porta l’attenzione sulla protezione delle generazioni più anziane, soprattutto nei Paesi e nei gruppi nei quali la copertura vaccinale è più bassa o l’immunità può essere diminuita nel tempo. Lo stesso ECDC raccomanda di mantenere elevati livelli di vaccinazione in tutte le fasce d’età e di sviluppare strategie specifiche per proteggere soprattutto gli anziani.
Il tetano in Italia
Nei dati ECDC relativi al periodo 2019-2023, in Italia erano presenti 111 casi certificati su 277 complessivamente segnalati in Europa, pari al 40% del totale. Anche in Italia, il dato più significativo riguardava l’età: il 91% dei casi italiani registrati in quel periodo era composto da persone di età superiore ai 65 anni.
Un elemento, questo, che rafforza ancora di più anche in Italia, il tema della protezione degli anziani e della necessità di non considerare conclusa la prevenzione una volta superata l’età delle vaccinazioni dell’infanzia. La stessa sorveglianza europea evidenzia infatti che l’epidemiologia attuale del tetano può essere legata proprio alla combinazione tra coperture vaccinali più basse e waning immunity, cioè la progressiva riduzione della protezione immunitaria nel tempo.
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