Rischio clinico: dalla norma alla pratica, il ruolo del risk manager e dei centri regionali

Risk manager, centri regionali e just culture: gli strumenti concreti per costruire ospedali più sicuri

Quando si parla di sicurezza delle cure, si pensa spesso al singolo medico o al singolo episodio critico. Ma la legge 24 del 2017 dice una cosa molto chiara: la sicurezza si costruisce attraverso l’organizzazione, la prevenzione e una gestione strutturata del rischio clinico. Non basta intervenire dopo che qualcosa è andato storto. Serve un sistema capace di anticipare, analizzare e correggere, con figure dedicate, strumenti condivisi e una cultura che trasformi l’errore in occasione di apprendimento.

È da questo presupposto che prende forma la nuova pillola del podcast La legge Gelli-Bianco spiegata bene ai sanitari, condotto da Giuseppe Simone Modeo. Protagonisti dell’episodio sono il Dott. Francesco Venneri, chirurgo e clinical risk manager della Regione Toscana, e Giulia Tagliana, dello staff rischio clinico regionale. Due voci con esperienza diretta sul campo, capaci di raccontare cosa significa davvero applicare la norma nella pratica quotidiana.

Dal testo di legge alla gestione concreta del rischio

Al centro della puntata ci sono gli articoli 2 e 3 della Gelli-Bianco, che disegnano l’architettura organizzativa della sicurezza delle cure: i centri aziendali per la gestione del rischio clinico e l’Osservatorio Nazionale delle Buone Pratiche istituito presso Agenas. Venneri spiega cosa significa, in concreto, avere una funzione strutturata di risk management all’interno di un’azienda sanitaria: una figura che coordina le segnalazioni, promuove la formazione, diffonde le buone pratiche e tiene i fili di un sistema che deve coinvolgere tutti i professionisti, amministrativi compresi. Tutto questo, però, funziona solo se le direzioni strategiche lo sostengono con impegno reale, non solo formale.

Tagliana illustra invece il ruolo dei centri regionali, snodi fondamentali tra il livello locale e quello nazionale: raccolgono i dati sugli eventi avversi e sui near miss, individuano le cause organizzative ricorrenti, elaborano raccomandazioni e supportano le aziende nell’adottare strategie efficaci. La Toscana, con il suo sistema strutturato e consolidato nel tempo, è portata come esempio di come si possa passare dalla teoria alla pratica, costruendo una cultura della sicurezza basata non sulla colpa, ma sull’apprendimento. La nuova puntata del podcast è ora disponibile sui canali Spotify e Amazon Podcast di Bees Sanità Magazine.

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di Arrigo Bellelli

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