Sussidiarietà circolare, il modello che ridefinisce le politiche sociali

Un cambio di paradigma nella progettazione delle politiche sociali, tra amministrazione condivisa e nuove responsabilità

Nel quadro delle politiche sociali locali, il tema della collaborazione tra istituzioni pubbliche e soggetti del territorio assume una rilevanza crescente. Alessandra Aluigi, Assessora alle Politiche Sociali, Terza Età e Invecchiamento Attivo, Sanità, Politiche Abitative, Diritti LGBTQ+ del Municipio VIII di Roma, introduce il concetto di sussidiarietà circolare a partire da una riflessione sul ruolo dell’amministrazione e sulle modalità con cui i diversi attori contribuiscono alla costruzione del bene comune. L’attenzione si concentra sul superamento di un modello tradizionale, in cui il pubblico detiene una funzione centrale e gli altri soggetti intervengono in modo complementare, per arrivare a una configurazione più articolata e partecipata.

L’approccio descritto richiama una trasformazione nei processi decisionali e operativi, che coinvolge enti pubblici, organizzazioni del terzo settore e comunità locali. Emergono riferimenti al cambiamento normativo che ha accompagnato questa evoluzione, con particolare riguardo agli strumenti che consentono una maggiore integrazione tra livelli istituzionali e realtà associative. In questo contesto, l’idea di amministrazione condivisa si lega a una ridefinizione delle responsabilità e delle modalità di intervento, aprendo a una dimensione collaborativa che incide sulla progettazione dei servizi e sulla lettura dei bisogni sociali.

Dalla coprogettazione ai servizi per la comunità

Aluigi richiama alcune esperienze concrete sviluppate a livello municipale, ponendo l’attenzione sui processi di coprogettazione e coprogrammazione avviati negli ultimi anni. Il riferimento ai servizi destinati alle fasce più fragili della popolazione, come minori e anziani, introduce il tema dell’integrazione operativa tra amministrazione e terzo settore. In questo ambito, il contributo delle organizzazioni non si limita all’erogazione di prestazioni, ma si estende alla fase di definizione degli interventi e degli obiettivi.

Il passaggio da una logica di fornitura a una logica di costruzione comune rappresenta quindi uno degli elementi centrali del percorso delineato. Le organizzazioni del territorio partecipano con competenze, esperienze e risorse proprie, mentre l’amministrazione mantiene un ruolo di indirizzo e coordinamento. Questo assetto apre a una pluralità di punti di vista che incidono sulla progettazione dei servizi e sulla loro capacità di rispondere alle esigenze della popolazione.

L’attenzione si sposta quindi sulle differenze rispetto al passato, quando il contributo del terzo settore si collocava prevalentemente in una dimensione integrativa rispetto alle carenze del pubblico. Il nuovo modello introduce strumenti e pratiche che ridefiniscono le relazioni tra i soggetti coinvolti, con effetti sulle modalità di pianificazione e attuazione delle politiche sociali. In questo scenario, la costruzione dei servizi avviene attraverso un processo condiviso che precede la loro realizzazione e ne orienta gli esiti.

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di Tommaso Vesentini

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