L’ospedale del futuro è smart, green e integrato nella città

Tecnologia, sostenibilità ambientale e rigenerazione urbana ridefiniscono il modello di struttura sanitaria

La progettazione ospedaliera è da tempo al centro di un ripensamento profondo, che investe non solo la funzionalità degli spazi ma anche il loro rapporto con l’ambiente, con la città e con il benessere di chi li abita. Lorenzo Sommella, Fondatore e Responsabile del Green Team e già Direttore Sanitario Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma e Membro del Comitato degli Esperti di B-Sanità, affronta questi temi partendo da una premessa: l’ospedale del futuro non è semplicemente un edificio più efficiente, ma una struttura che integra tecnologia, sostenibilità ambientale e qualità della vita in un sistema coerente.

https://youtu.be/cb8zSDlWEuk

Il concetto di smart hospital emerge come punto di riferimento per descrivere strutture sempre più interconnesse e digitalizzate per essere capaci di rispondere alle esigenze di una popolazione in trasformazione. L’analisi considera anche come il patrimonio edilizio italiano, caratterizzato da un’età media elevata, ponga sfide concrete a chi si occupa di innovazione in ambito sanitario.

Green hospital: spazi, natura e cura

Il tema della sostenibilità ambientale entra nel ragionamento non come accessorio estetico, ma come componente strutturale del progetto clinico. Sommella chiarisce che il concetto di green hospital va oltre la gestione dell’energia e delle fonti rinnovabili: riguarda anche la qualità degli spazi e la loro capacità di favorire il recupero dei pazienti. La presenza di ambienti naturali intorno alle strutture sanitarie produce effetti misurabili sul benessere psicofisico di chi vi risiede, accelerando i tempi di guarigione e migliorando la qualità complessiva della presa in carico.

Il ragionamento si estende poi al rapporto tra ospedale e contesto urbano: una struttura sanitaria non può più pensarsi come un’isola separata dalla città, ma deve integrarsi con i processi di rigenerazione urbana in corso, anche grazie alle risorse messe a disposizione dal PNRR. Le strutture obsolete, infine, aprono una questione distinta ma connessa: riconvertirle in spazi residenziali o di accoglienza per anziani cronici potrebbe rappresentare una risposta concreta a una carenza assistenziale ancora irrisolta nel paese.

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di Arrigo Bellelli

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