Non importa l’età, il sesso o lo stato di forma attuale: fare sport è sempre la scelta giusta. L’attività fisica è un’eccellente pratica di prevenzione, specialmente dopo aver superato i 60 anni. Infatti, come affermato da Andrea Bernetti, Segretario Generale Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (Simfer), all’ADNKronos «l’attività fisica, definita dall’Oms come una priorità assoluta di salute pubblica, è uno dei principali strumenti per preservare l’autonomia, ridurre il carico delle malattie croniche e potenziare la riserva cognitiva».
Che si tratti di mantenersi in forma o di cominciare tramite un approccio dolce, chi soffre di patologie croniche dovrebbe fare attività fisica «e i benefici di questa superano di gran lunga i rischi. Inoltre, praticarla in gruppo favorisce la socializzazione, riduce il senso di isolamento e contrasta i sintomi depressivi e ansiosi attraverso il rilascio di endorfine».
I consigli dell’esperto
Bernetti ricorda che «è indispensabile un percorso di valutazione medica attento e multidisciplinare», in particolar modo per chi soffre di patologie croniche. I cinque consigli che dà sono i seguenti:
- Riscaldamento e mobilità: movimenti circolari delle articolazioni (caviglie, polsi, spalle) per aumentare la lubrificazione articolare e ridurre la rigidità;
- Fase aerobica: camminata a passo variabile, marcia sul posto o esercizi ritmici che coinvolgono i grandi gruppi muscolari per almeno 10-20 minuti;
- Rinforzo muscolare: utilizzo di bande elastiche, piccoli pesi o del proprio peso corporeo (es. alzarsi dalla sedia) per stimolare la forza degli arti e del core;
- Esercizi di equilibrio: camminata in tandem (punta-tacco), spostamenti del peso laterali e stazionamento su un piede solo con appoggio di sicurezza;
- Defaticamento e respirazione: esercizi di allungamento muscolare dolce associati a respirazioni profonde per favorire il rilassamento e il ritorno venoso.
Affinchè vi sia un’aderenza a lungo termine, sottolinea, «è necessario che il programma sia piacevole, realistico e adattato alle preferenze individuali. L’adozione di uno stile di vita attivo, supportato da una corretta nutrizione e da un monitoraggio clinico attento, consente non solo di prevenire le patologie croniche, ma di agire terapeuticamente su quelle già esistenti, rallentando il decadimento fisico e cognitivo».
Un esempio: il calcio camminato
Un nuovo sport sta diventando sempre più comune fra gli over 60: il walking football (o italianizzato calcio camminato). Sebbene il calcio camminato condivida numerose somiglianze con quello tradizionale e il calcetto, si differenzia da questi sport tramite regole che hanno l’obiettivo di preservare la sicurezza e la salute dei praticanti: la corsa ed il contatto sono vietati. Queste due regole fondamentali lo rendono uno sport che può essere praticato ad ogni età.
Il calcio camminato è stato concepito come una pratica sportiva per aiutare le persone a rimanere in forma ed a mantenere uno stile di vita attivo indipendentemente dall’età, dal genere o dalla forma fisica. Infatti, permette di giocare in un modo diverso lo sport che ha fatto innamorare milioni di persone, anche in età in cui si pensava di non poterlo più praticare. Inoltre, dà la possibilità di proseguire l’attività sportiva e la competizione, pur avendo problemi muscolari, cartilaginei, cardiaci, alle anche, di complessità ridotta, senza il rischio di infortuni seri.
I benefici alla salute sono numerosi per coloro che lo praticano, a partire dalla riduzione ed il rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e ictus. In aggiunta, promuove cambiamenti positivi nell’equilibrio posturale, pressione sanguigna, colesterolo, frequenza cardiaca a riposo, livelli di zucchero nel sangue e densità delle ossa. Gli studi hanno dimostrato che può essere efficace nel trattamento di ipertensione, da lieve a moderata, e può produrre un’elevata attività aerobica con marcati miglioramenti nell’ossidazione dei grassi.
Le altre attività
Il primo consiglio è sempre la camminata veloce, perché non necessita di particolare pianificazione né di alcun attrezzo. Simile è il nordic walking, ovvero «un’attività aerobica di intensità moderata che coinvolge circa il 90% della muscolatura corporea – continua il medico fisiatra – utilizzando bastoncini da camminata che riducono il carico sulle articolazioni degli arti inferiori e sulla colonna vertebrale, migliorando al contempo stabilità posturale e coordinazione neuromotoria».
Un’altra attività consigliata è lo sport praticato in acqua, come l’acquagym. Questo perché in acqua «il peso percepito si riduce fino all’80-90%, permettendo movimenti che a secco risulterebbero dolorosi in pazienti con artrosi severa. La pressione dell’acqua – ricorda – agisce come un massaggio naturale che stimola la circolazione, mentre la resistenza potenzia la forza muscolare senza rischi di traumi da impatto». Altri sport come il tennis in doppio, il golf e la danza in corsi come quelli di zumba sono comuni in pensione.
