Malnutrizione ospedaliera, gli esperti chiedono una legge per rendere obbligatorio lo screening nutrizionale 

Al Medical Nutrition Summit della Statale di Milano evidenziata la necessità di uniformare le procedure sul territorio nazionale. Focus su formazione, presa in carico dei pazienti oncologici e accesso alle terapie nutrizionali
malnutrizione ospedale

In Italia fino al 40% dei pazienti ricoverati in ospedale è a rischio di malnutrizione. Una percentuale che sale al 60% tra le persone affette da tumore e raggiunge il 70% nei casi di neoplasie gastrointestinali e dei tumori del distretto testa-collo. Una condizione che può incidere in modo significativo sull’efficacia delle cure, sulla qualità della vita e sulla prognosi dei pazienti. 

Secondo gli specialisti riuniti al Medical Nutrition Summit tenutosi alla Statale di Milano, la malnutrizione continua a essere sottodiagnosticata e, di conseguenza, trattata in modo insufficiente. Da qui la richiesta di una normativa nazionale che introduca l’obbligatorietà dello screening nutrizionale per tutti i pazienti ricoverati. 

La richiesta di uno screening sistematico 

«Lo screening nutrizionale deve essere eseguito quanto prima al momento del ricovero, ma ci sono ancora troppe differenze tra le Regioni» ha affermato Riccardo Caccialanza, professore ordinario di Scienza dell’Alimentazione e delle Tecniche Dietetiche Applicate al Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell’Università degli Studi di Milano. 

Secondo Caccialanza, nonostante una crescente attenzione al tema, soprattutto nei centri oncologici, la gestione nutrizionale resta disomogenea sul territorio nazionale. Gli esperti chiedono inoltre un potenziamento della formazione universitaria dedicata alla nutrizione clinica e l’inserimento degli alimenti a fini medici speciali nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), per ridurre le differenze di accesso tra le diverse regioni. 

Il peso della malnutrizione nei pazienti oncologici 

La perdita di peso e di massa muscolare rappresenta una delle principali criticità nei percorsi di cura oncologici. Circa un paziente oncologico su cinque muore per le conseguenze della malnutrizione e della progressiva perdita muscolare. 

«La malnutrizione è il risultato di un’assunzione insufficiente di nutrienti che porta non solo alla perdita di peso, ma anche alla modifica della composizione corporea, soprattutto della massa muscolare» ha spiegato Caccialanza. Tra le cause più frequenti vi sono sintomi e complicanze della malattia o delle terapie, come ulcere del cavo orale, diarrea, vomito, dolore, occlusioni intestinali e malassorbimento. 

Nutrizione clinica e percorsi di cura 

Per gli specialisti la valutazione nutrizionale dovrebbe essere integrata fin dalle prime fasi del trattamento oncologico. 

«La nutrizione clinica deve diventare parte integrante dei percorsi di formazione universitaria di tutti gli operatori sanitari» ha sottolineato Gianluca Vago, direttore del Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell’Università degli Studi di Milano. «La valutazione e il supporto nutrizionale dovrebbero procedere di pari passo rispetto alle cure oncologiche». 

Secondo Vago, il percorso dovrebbe partire dal counseling nutrizionale e, quando necessario, prevedere supplementazione orale, nutrizione enterale o parenterale. Fondamentale anche la collaborazione tra oncologi, specialisti in nutrizione clinica e dietisti per garantire continuità assistenziale durante tutte le fasi della malattia. 

Il modello lombardo 

Tra le esperienze citate durante il congresso figura quella della Lombardia, prima regione italiana ad aver reso obbligatorio lo screening nutrizionale per tutti i pazienti ricoverati nelle strutture pubbliche e private accreditate. 

La Regione ha inoltre istituito la Rete della nutrizione clinica e inserito lo screening nutrizionale all’interno del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale dedicato ai pazienti oncologici. 

I benefici clinici della diagnosi precoce 

Le evidenze scientifiche presentate dagli specialisti indicano che un intervento nutrizionale tempestivo può migliorare significativamente gli esiti clinici. 

Tra i dati illustrati, uno studio multicentrico ha mostrato una riduzione della mortalità a un mese dalla dimissione nei pazienti oncologici che ricevono un adeguato supporto nutrizionale già durante la prima settimana di ricovero. 

Altri studi hanno evidenziato una riduzione del rischio di sospensione o riduzione delle dosi di chemioterapia e radioterapia nei pazienti con tumori testa-collo trattati precocemente con counseling e supplementazione nutrizionale, oltre a una diminuzione delle tossicità più gravi nei pazienti oncologici a rischio nutrizionale. 

Impatto economico e sostenibilità del sistema sanitario 

«La malnutrizione è associata a un aumento significativo dei costi sanitari, dovuto soprattutto al prolungamento delle degenze ospedaliere, all’aumento delle complicanze e alla maggiore frequenza di riospedalizzazioni» ha dichiarato Francesco De Lorenzo, presidente della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (Favo). 

Secondo De Lorenzo, l’obiettivo è promuovere l’introduzione dello screening nutrizionale obbligatorio all’interno delle Reti oncologiche regionali, valorizzando anche il ruolo delle associazioni dei pazienti nei processi organizzativi e decisionali delle reti stesse. 

Verso una normativa nazionale 

Il tema sta acquisendo crescente attenzione anche a livello istituzionale. Negli ultimi mesi sono stati adottati provvedimenti che riconoscono il ruolo della nutrizione clinica nei percorsi oncologici e introducono programmi dedicati allo screening nutrizionale dei pazienti affetti da tumore. 

Per gli esperti intervenuti al congresso, il passo successivo dovrebbe essere l’approvazione di una legge nazionale che renda obbligatorio lo screening nutrizionale nei ricoveri ospedalieri, con l’obiettivo di garantire uniformità di accesso alle cure e una presa in carico più efficace dei pazienti. 

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di Sara Claro

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