Welfair, la fiera del fare sanità, non è una fiera nel senso tradizionale del termine. È uno spazio di elaborazione collettiva in cui professionisti, istituzioni, imprese e associazioni di pazienti si ritrovano per misurare la distanza tra dove è oggi il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e dove dovrebbe essere. L’ultima edizione ha confermato questa vocazione con numeri che parlano da soli: oltre 600 relatori, più di 60 tavoli tematici, quattro giorni di lavori che hanno attraversato trasversalmente le diverse dimensioni della sanità italiana. Il filo conduttore ha tenuto insieme questioni di governance, innovazione tecnologica, finanziamento pubblico e privato, territorializzazione delle cure. Un programma che si è misurato con la complessità reale del sistema, non con una versione semplificata di essa.
Il contesto in cui Welfair si colloca non è neutro. La prossimità alla legge di bilancio carica gli appuntamenti di questo tipo di un significato ulteriore, perché le proposte che emergono dai tavoli diventano potenzialmente materiale per chi deve tradurre obiettivi di policy in scelte concrete. Marinella D’Innocenzo, Responsabile Scientifico di B-Sanità, racconta un’edizione segnata da una partecipazione quasi inattesa per ampiezza e qualità, con esperti provenienti da tutte le Regioni italiane e da delegazioni straniere, incluse quelle del Nordafrica e di altri paesi. Questa apertura internazionale ha dato alla fiera una dimensione che va oltre il perimetro nazionale, aprendo un confronto su buone pratiche e modelli organizzativi che spesso restano confinati entro confini geografici.
Proposte per il terzo Libro bianco
I temi trattati nei tavoli hanno coperto l’intero spettro della sanità, a partire dalla transizione digitale, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale, al Fascicolo Sanitario Elettronico e all’uso delle tecnologie nell’operatività quotidiana. Spazio significativo hanno avuto anche l’invecchiamento attivo, il ruolo della nutrizione come strumento di prevenzione, la cyber security e il terzo settore. Si è discusso di DM 77 e della sua attuazione territoriale, delle case di comunità e degli ospedali di comunità, del transitional care come strumento per orientare più appropriatamente i pazienti lungo i percorsi di cura. Accanto a questi nodi strutturali, Welfair ha affrontato il tema del divario tra le regioni, mettendo a confronto esperienze e modelli con l’obiettivo di dimostrare che questo gap, per quanto profondo, non è insuperabile.
D’Innocenzo porta anche il tema della competenza come condizione necessaria per fare buona sanità: conoscere i bisogni delle persone, applicare le prove scientifiche, sviluppare leadership e governance adeguate. Tutti questi elementi hanno trovato nel terzo Libro Bianco di Welfair il loro compimento. Il volume sarà propedeutico all’edizione 2026 della manifestazione e rappresenterà un contributo concreto al dibattito su come migliorare il SSN nei prossimi anni.
