Formare all’emergenza con l’alta fedeltà simulativa

Dal trauma all'arresto cardiaco: la simulazione ad alta fedeltà sta cambiando la formazione ospedaliera in Italia

La formazione in medicina d’emergenza sconta in Italia un limite strutturale che riguarda la distanza tra preparazione teorica e competenza pratica. Nei contesti ad alta intensità come il trauma, l’arresto cardiaco o la gestione delle vie aeree, la capacità di agire con rapidità e precisione dipende da un addestramento che va oltre la conoscenza dei protocolli. Carmine Della Vella, CEO di Intubati EM Group, opera in questo spazio da dodici anni con un modello formativo che punta all’alta fedeltà simulativa, avvalendosi di attori professionisti al posto dei manichini tradizionali e di una facoltà internazionale per tutti i corsi.

Il punto di partenza è una lacuna che il sistema universitario italiano fatica a colmare: la componente pratica dell’apprendimento clinico, che nelle discipline dell’emergenza e della rianimazione risulta determinante quanto quella teorica. A questo si aggiunge una dimensione internazionale che distingue l’approccio di Intubati EM Group nel panorama della formazione sanitaria nazionale, dove proposte con queste caratteristiche restano ancora rare.

Percorsi ospedalieri e follow-up clinico: la formazione che non finisce in aula

Il CEO descrive una traiettoria di sviluppo che punta a superare il formato del corso isolato per costruire percorsi formativi strutturati all’interno degli ospedali. L’obiettivo non è erogare un evento didattico e chiudere il ciclo, ma accompagnare i professionisti anche nella fase successiva, quando le competenze acquisite devono trovare applicazione concreta nella pratica clinica. In questo modello, i collaboratori internazionali non esauriscono il loro ruolo nella fase frontale dell’insegnamento, ma restano presenti nel follow-up, monitorando l’applicazione di quanto trasmesso e sostenendo il progetto nel tempo.

Della Vella inquadra questa evoluzione come una risposta alle esigenze di un sistema ospedaliero che ha bisogno di formazione continua, contestuale e verificabile nei suoi esiti. Il confronto con le istituzioni pubbliche rientra in questo scenario come passaggio necessario per ampliare il perimetro di un’offerta finora rivolta prevalentemente a soggetti privati e per portare questo approccio dentro le strutture del Servizio Sanitario Nazionale.

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di Arrigo Bellelli

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