In Italia convivono con il lupus eritematoso sistemico circa 23 mila persone. Si tratta di una malattia autoimmune cronica che può interessare diversi organi e apparati e che continua a presentare importanti criticità sul fronte della diagnosi. Per molti pazienti, infatti, il riconoscimento della patologia richiede ancora un percorso lungo, che può protrarsi fino a quattro-sei anni.
Sintomi diversi e diagnosi complessa
La difficoltà nell’identificare il lupus è legata soprattutto all’ampia varietà delle manifestazioni cliniche. La malattia può coinvolgere la pelle, le articolazioni, i reni, il cuore e il sistema nervoso, con sintomi che cambiano da persona a persona e che spesso coincidono con quelli di altre patologie autoimmuni.
Tra i segni più frequenti figurano le eruzioni cutanee a farfalla sul volto, i dolori articolari, il coinvolgimento renale e alcune manifestazioni neurologiche. Questa eterogeneità rende il percorso diagnostico particolarmente complesso e contribuisce ai ritardi nell’avvio delle cure.
Le possibili cause della malattia
Il lupus colpisce prevalentemente le giovani donne. Secondo gli specialisti, all’origine della patologia vi sarebbe l’interazione tra una predisposizione genetica e diversi fattori scatenanti. Tra questi vengono indicati gli stimoli ormonali, l’esposizione alla luce solare e alcune infezioni virali. Queste ultime possono alterare il funzionamento del sistema immunitario inducendolo a produrre autoanticorpi diretti contro l’organismo.
Nasce il registro LuNet
Per ampliare le conoscenze sul lupus è stato presentato LuNet, il primo registro nazionale italiano dedicato ai pazienti affetti da questa patologia. L’iniziativa è stata illustrata nell’ambito della terza edizione del Congresso di Immunologia Clinica della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica.
Il progetto prevede la raccolta di dati clinici e di laboratorio provenienti dai pazienti con l’obiettivo di approfondire gli aspetti ancora poco conosciuti della malattia e realizzare la prima mappa epidemiologica nazionale della distribuzione regionale del lupus, uno strumento di cui l’Italia non dispone ancora.
L’obiettivo: accelerare diagnosi e trattamento
La disponibilità di un registro nazionale consentirà agli specialisti di disporre di un patrimonio informativo più ampio, utile a rafforzare la capacità diagnostica e a individuare più precocemente la malattia.
Una diagnosi tempestiva permette infatti di avviare prima le terapie disponibili e di migliorare il controllo della patologia, fino a raggiungere, nella maggior parte dei casi, una remissione clinica.
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