Le infezioni del sito chirurgico (SSI) fanno riferimento a un’infezione che insorge nella parte del corpo che è stata sottoposta ad un intervento chirurgico.
A volte possono essere superficiali e interessare soltanto la pelle. In altri casi, più gravi, coinvolgono i tessuti sottocutanei, gli organi o i materiali impiantati.
Inoltre, viene considerata una SSI anche un’infezione che si presenti entro 30 giorni dopo l’intervento e che interessi la pelle e i tessuti sottocutanei dell’incisione e i tessuti molli profondi.
In caso di impianto di protesi, si parla di SSI fino a 90 giorni dopo il suo impianto.
Report European Centre for Disease prevention and Control (ECDC)
Il documento, relativo all’anno 2023, conferma che le ISS restano una delle principali infezioni correlate all’assistenza. Nell’anno considerato sono stati segnalati complessivamente 6254 casi su 421397 procedure chirurgiche. I dati sono stati raccolti in 13 paesi EUEEA.
La percentuale variava dallo 0,4% nelle laminectomie al 10,2% nelle chirurgie a cielo aperto del colon.
Dal punto di vista sanitario, le infezioni del sito chirurgico si associano a degenze più lunghe, ulteriore ricorso a procedure chirurgiche. In alcuni casi richiedono un ricovero in terapia intensiva e comportano un aumento della mortalità.
Nel frattempo, relativamente alla tendenza a lungo termine (2013-2023), la percentuale di infezioni del sito chirurgico sono diminuite o rimaste sostanzialmente stabili.
Distribuzione dei casi di SSI
Nel 2023, il 37,0% delle ISS è stato classificato come superficiale, il 27,4% come profondo e il 35,3% come organo/spazio. Nello 0,3% dei casi la tipologia non era nota.
La maggior parte delle infezioni è stata identificata dopo la dimissione:
- il 62% in post-dimissione;
- 31% durante il ricovero;
- nel 7% dei casi la data di dimissione non era disponibile.

Differenze per procedura
L’incidenza delle SSI varia in modo significativo in base alla procedura chirurgica. La percentuale più bassa è stata osservata nelle laminectomie, con 0,4 infezioni ogni 100 interventi, mentre la più alta si è registrata nella chirurgia del colon open, con 10,2 infezioni ogni 100 interventi.
Anche la densità di incidenza in ospedale mostra differenze rilevanti: 0,1 infezioni per 1.000 giornate post-operatorie nelle laminectomie e 5,7 nella chirurgia del colon open.
In generale, per colecistectomia e chirurgia del colon, le procedure laparoscopiche presentano valori inferiori rispetto alle procedure open

Ricontri microbiologici
I dati microbiologici sono stati disponibili per 4.989 microrganismi provenienti da nove Paesi.
Tra gli agenti più frequentemente identificati figurano Staphylococcus aureus, Stafilococchi coagulasi-negativi, Escherichia coli ed Enterococcus spp.
La distribuzione dei microrganismi varia secondo il tipo di procedura. Nella chirurgia colon-rettale risultano più frequenti gli Enterobacterales, mentre nelle altre procedure prevalgono in genere i cocchi Gram-positivi. La probabilità di avere un riscontro microbiologico positivo è più elevata nelle SSI profonde e organo/spazio rispetto a quelle superficiali
Sorveglianza e limiti del confronto delle SSI
Nel 2023 il numero di procedure segnalate è aumentato rispetto al periodo 2021-2022, con un ritorno progressivo verso livelli più vicini a quelli precedenti la pandemia.
In alcuni tipi di intervento il 2023 ha rappresentato l’anno con il maggior numero di procedure riportate.
Resta però un limite importante: la partecipazione non copre ancora tutti i Paesi EUEEA e la rappresentatività dei sistemi di sorveglianza è disomogenea. Per questo motivo, i dati sono utili per descrivere l’andamento generale, ma vanno interpretati con cautela quando si effettuano confronti tra Paesi o tra periodi diversi.
Implicazioni per la prevenzione delle SSI
Il report conferma l’importanza della sorveglianza post-dimissione, della standardizzazione dei criteri di raccolta e dell’aderenza alle misure preventive.
La qualità dei dati rimane un elemento centrale per valutare correttamente l’andamento delle SSI e per orientare gli interventi di controllo.
Per le procedure ortopediche protesiche, in particolare anca e ginocchio, il report evidenzia l’utilità di indicatori microbiologici più omogenei, soprattutto nelle infezioni profonde e organo/spazio. Questo può migliorare la confrontabilità dei risultati tra strutture e sistemi di sorveglianza.
Conclusioni
La sorveglianza ECDC 2023 mostra che le SSI sono ancora frequenti e molto variabili tra procedure, con valori particolarmente elevati nella chirurgia del colon open e con una quota rilevante di infezioni identificate dopo la dimissione.
Questo conferma:
- il ruolo cruciale di sistemi di sorveglianza strutturati;
- standardizzazione dei dati;
- attenzione al follow-up post-operatorio per una stima realistica del rischio e per il monitoraggio delle misure preventive.
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