Che direzioni sta prendendo l’industria Health Tech e cosa significa per la sanità italiana?

«Andare oltre il device per creare ecosistemi che usano meglio le risorse, scambiano competenze e rafforzano la resilienza dei servizi sanitari, contribuendo allo sviluppo di distretti industriali competitivi». Questa la missione dell’industria secondo Marco De Luigi, Senior Director del dipartimento Integrated Health Solutions (IHS) di Medtronic Italia

L’innovazione in sanità sta cambiando passo: oltre all’introduzione di nuovi device, ad avere un impatto sull’efficacia delle cure e l’efficienza della gestione è l’orchestrazione tra le (tante) nuove tecnologie e i processi organizzativi. «Per fare innovazione non basta acquistare un dispositivo medico di ultima generazione» sintetizza Marco De Luigi, Senior Director del dipartimento Integrated Health Solutions (IHS) di Medtronic Italia. «Serve costruire un ecosistema coerente. Il percorso di cura sta diventando più sofisticato».

La grande industria delle tecnologie medicali (Medtronic è una delle principali aziende al mondo in questo ambito) sta cambiando per adattarsi a questa evoluzione; della quale è stata, in parte, motrice.

«Il nostro mandato – conferma De Luigi – è andare oltre il device e diventare una Health Technology Company: un attore che accompagna la sanità contribuendo ad attuare una visione strategica dove le tecnologie possono essere impiegate al meglio delle loro possibilità perché inserite in un sistema che le usa in maniera coerente e armonica. Lo facciamo fornendo non solo strumenti all’avanguardia ma competenze e metodologie che aiutano gli erogatori sanitari ad utilizzare le risorse al meglio».

Partiamo da un esempio concreto: il percorso del paziente prima, durante e dopo l’intervento che è uno dei grandi ambiti della sanità. Cosa significa in pratica?

«L’innovazione può prendere due strade: può affrontare ogni passaggio singolarmente, migliorando in maniera verticale; oppure, può applicare una metodologia che abbraccia l’intero percorso».

Il protocollo ERAS® (Enhanced Recovery After Surgery) è uno degli esempi più significativi di quest’ultimo approccio integrato. È un metodo multidisciplinare, certificato dalla ERAS® Society (ONG internazionale) nato per ottimizzare il percorso clinico dei pazienti sottoposti a intervento chirurgico. Lo scopo principale è ridurre lo stress fisico, accelerare i tempi di recupero e diminuire i giorni di degenza.

«Gli ospedali pionieri in Italia stanno ottenendo risultati importanti, come il Careggi di Firenze, primo centro in Italia certificato ERAS® per la cardiochirurgia, dove la degenza in terapia intensiva dei pazienti elettivi è scesa sotto le 24 ore e le complicanze più severe si sono dimezzate; o come il Galliera di Genova, primo centro in Italia certificato ERAS® per la chirurgia urologica oncologica, che ha dimezzato i tempi di degenza e le complicanze post ospedaliere.

Da citare anche l’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar: il primo ospedale italiano ad aver ricevuto da ERAS® Society la certificazione di centro formatore per la chirurgia colorettale e per quella bariatrica. In 12 mesi questa struttura ha liberato 830 giornate di posti letto, trattando 130 pazienti in oltre un anno. Nell’ultimo anno, Medtronic IHS ha affiancato strutture pubbliche e private italiane, contribuendo al miglioramento delle performance di oltre 75 sale operatorie e accompagnando 29 dipartimenti ospedalieri nel percorso di certificazione ERAS®.

Più in generale, Medtronic sta accompagnando decine di ospedali italiani in questo percorso di innovazione che unisce nuove tecnologie e processi organizzativi e che affronta, in maniera integrata, tanti dei principali temi della sanità contemporanea: l’accesso alle cure, la riduzione delle liste di attesa, l’uso più efficiente delle risorse a disposizione, la mitigazione della MedMal e l’incremento nella sicurezza del paziente».

Cosa significa “accompagnare”: qual è il contributo che un’azienda di tecnologia può offrire nella gestione sanitaria?

«Teniamo presente che l’orizzonte nel quale ci stiamo muovendo è la pianificazione delle risorse. Accogliere un protocollo integrato e multidisciplinare come ERAS® significa, sostanzialmente, cambiare la pianificazione ospedaliera, cioè utilizzare diversamente le risorse (umane e materiali) a disposizione. È, perciò, una sfida di sistema. Elemento chiave nella relazione tra la sanità e una Health Technology Company come Medtronic èla consapevolezza che i sistemi non sono statici, ma possono apprendere.  Ecco il nostro contributo che si affianca alla fornitura di tecnologia: acceleriamo il trasferimento delle competenze e contribuiamo, dall’esterno, a sviluppare i processi di miglioramento interno».

Quali competenze vengono trasferite nella relazione tra industria medicale e sanità?

«L’approccio quantitativo e di metodo. Un’azienda multinazionale strutturata è un’azienda che procede per processi, obiettivi di collaborazione tra team, la misurazione dei progressi e l’utilizzo standardizzato di metodologie ripetibili. Sono competenze patrimonio dell’industria, sviluppate in decenni di attività e sono un patrimonio di conoscenze che possono essere condivise con l’obiettivo comune di migliorare i processi sanitari nei quali le nostre tecnologie vengono sviluppate.

Questa è una delle integrazioni virtuose tra provider di tecnologia e sanità. Non è l’unico. Nell’ambito della formazione va sottolineato che, quest’anno, si celebrano i primi laureati nella doppia laurea in Medicina e Ingegneria Biomedica: un traguardo perché le nuove leve di medici esperti di tecnologia faciliteranno non solo l’introduzione delle innovazioni, ma anche la loro gestione più efficiente.

Nella comunicazione, infine, penso che l’industria abbia il compito di sottolineare l’importanza della relazione virtuosa tra SSN e distretto dell’industria biomedicale. L’Italia ha un’eccellenza nel distretto di Mirandola, un hub di riferimento a livello europeo. Qui produciamo, ogni anno, circa 48 milioni di dispositivi monouso per anestesia e rianimazione, destinati anche ai mercati internazionali, e negli ultimi anni abbiamo investito oltre 20 milioni di euro nello stabilimento, che oggi impiega circa 330 persone. Il valore di questo sito produttivo è emerso con evidenza durante la pandemia, quando ha lavorato senza interruzioni per rispondere ai bisogni delle terapie intensive di tutto il mondo».

Marco De Luigi, Senior Director del dipartimento Integrated Health Solutions (IHS) Medtronic Italia

La sanità tra 10 anni: una finestra

«Penso che la missione delle aziende di tecnologie continuerà a cambiare. Non possiamo accontentarci di vendere device. Dobbiamo contribuire alla costruzione di un’infrastruttura tecnologica e ad una condivisione di competenze che permettano di utilizzare al meglio le nuove tecnologie e le risorse disponibili costruendo un’alleanza tra industria Health Tech e sanità. Sono ottimista su questo versante. Penso, anche, che le cure miglioreranno grazie alla tecnologia; il paziente sarà più informato; l’aderenza alle terapie migliore; la capacità dei clinici amplificata dall’AI.

Vedo, tuttavia, una possibile criticità sul versante dell’equità nell’accesso. Solo in Italia, 100.000 persone hanno ricevuto un impianto prodotto da Medtronic e possono essere monitorate da remoto senza la necessità di recarsi in ospedale. Questo progresso, oltre a migliorare la qualità di vita e ridurre la mobilità sanitaria, annulla le differenze tra i territori urbanizzati e quelli periferici. A patto, però, che i territori periferici abbiano l’infrastruttura tecnologica per garantire l’equità di accesso. Un elemento sul quale penso si debba continuare a prestare attenzione».

Per saperne di più

Medtronic è una delle principali aziende globali di Healthcare Technology.

Alcuni numeri:

  • 36,4 miliardi di dollari di ricavi globali;
  • Oltre 95.000 dipendenti nel mondo;
  • Presenza in oltre 150 Paesi;
  • Oltre 82 milioni di pazienti serviti ogni anno;
  • Oltre 70 patologie trattate;
  • 2,9 miliardi di dollari investiti ogni anno in Ricerca e Sviluppo;
  • 34 laboratori e centri R&D;
  • 81 siti produttivi;
  • Oltre 41.000 brevetti attivi;
  • 180 studi clinici attivi.

Le tecnologie di Medtronic comprendono oggi soluzioni nelle aree cardiovascolare, neuroscienze, chirurgia mini-invasiva, robotica, AI, monitoraggio del paziente e diabete, quest’ultimo destinato a confluire nella futura società indipendente MiniMed.

Presente da oltre quarant’anni nel nostro Paese, Medtronic collabora con ospedali, università, centri di ricerca, professionisti sanitari e istituzioni per favorire l’accesso all’innovazione e contribuire all’evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale. L’azienda impiega circa 1.500 persone ed è presente con sedi e attività a Milano, Roma, Rolo, Turate e Mirandola. 

Mirandola: un polo strategico per la produzione biomedicale

Nel distretto biomedicale di Mirandola, uno dei più importanti d’Europa, Medtronic è presente con il sito produttivo Mallinckrodt DAR, specializzato nella produzione di dispositivi monouso per anestesia e rianimazione. Con circa 330 addetti e una produzione annua di circa 48 milioni di dispositivi, il sito rappresenta una delle principali eccellenze industriali del settore biomedicale italiano. Negli ultimi anni Medtronic ha investito oltre 20 milioni di euro per il suo sviluppo, confermando la volontà di rafforzare il ruolo strategico dell’Italia all’interno del network produttivo globale dell’azienda.

Oltre la tecnologia: Integrated Health Solutions

Accanto alle proprie tecnologie, Medtronic supporta la trasformazione della sanità attraverso Integrated Health Solutions (IHS), la divisione dedicata a servizi e soluzioni per ospedali e sistemi sanitari. L’approccio IHS nasce dalla convinzione che la sostenibilità del sistema sanitario richieda non solo innovazione clinica, ma anche innovazione organizzativa. Attraverso servizi, consulenza, gestione di processi e progetti di miglioramento dei percorsi assistenziali, Medtronic collabora con strutture sanitarie pubbliche e private per migliorare l’efficienza operativa; ottimizzare l’utilizzo delle risorse; ridurre le complessità organizzative; migliorare gli esiti clinici e favorire un accesso più ampio e sostenibile alle cure. 

Questa visione consente a Medtronic di proporsi non soltanto come fornitore di tecnologie, ma come partner del sistema salute nel percorso di evoluzione verso modelli di cura sempre più efficienti, integrati e centrati sul paziente.

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di Tommaso Vesentini

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